Temete l’ignoto?

Averci due centesimi li giocherei sull’ignoto. Quella parte del nostro inconscio che ci spinge fino al baratro per poi rimanere con lo sguardo sui sassi aguzzi del fondo. L’ignoto ci parla di noi stessi, di quelle sensazioni che affiorano soltanto nei sogni.

Parliamo di uno sguardo.

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Chi è dietro la maschera? Forse non è così importante, ma quello che conta è quello che si vedi…o quello che immagini. C’è calore nello sguardo, caldo che avvolge. E promesse, quante promesse negli occhi. La maschera nasconde, ma che cosa? A essere sinceri non è tanto la maschera in se a farci tentennare, sono i pizzi e la sagoma da gatta che mostra il trucco attorno allo sguardo.

C’è quel neo sul labbro. Lo vedi subito se sei uno che ama baciare, se ami accarezzare vedi le unghie e se, invece, sei uno che ama l’eleganza noti subito gli orecchini.

Però, dietro alla maschera c’è pur sempre una donna. Una donna che rimane tale anche senza maschera, senza il mistero, senza la promessa di notti di fuoco.

Questo è l’ignoto.

Una sensazione che non vuoi oltrepassare, ma che ti attira.

Leggi Eve e attraverserai l’ignoto.

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La prima data del tour

Come vi avevo preannunciato ho preparato uno spettacolo che porterò in tour. Si tratta di uno show che alterna letture dei miei romanzi con pezzi musicali. Ieri abbiamo inaugurato, con l’amico Mauro Starone, la prima data.

All’interno della chiesa sconsacrata di San Desiderio a Brescia, nell’ambito della mostra dello scultore Gino Ghioni, abbiamo messo il cuore per dare al pubblico uno spettacolo appassionante.

L’inizio è stato scoppiettante con una versione teatrale di Azzurro. Poi, senza dire nulla, ho attaccato un pezzo da Eve. Sul finale, ancora sugli applausi, Mauro è partito con Panama. La sensazione è stata molto forte e il pubblico ha apprezzato.

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Il selfie del poeta

Valerio è un poeta di enorme sensibilità. Mostra con orgoglio la sua copia de “il mondo che vorrei”. Purtroppo, come molti artisti della parole, è mancante nell’arte visiva. Un selfie buio e gotico, ma rientra nel personaggio.

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Prima data del tour.

Brescia: Chiesa di San Desiderio – via Gabriele Rosa, 4

Mercoledì 14 settembre dalle ore 20:00 alle ore 22:00.

Ingresso gratuito

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Inizia il tour di “Parole e musica” con Mauro Starone.

Due artisti uniti da una passione comune. La musica e la letteratura si incontrano per una serata all’insegna dello sport in tutte le sue forme.
Letture di brani da “Fòbal”,”Il campione di Subbuteo”, “il quinto uomo” e il trasgressivo romanzo “Eve”
Interventi musicali a cura di Mauro Starone con brani cantati dal recital “Mauro Starone…alcune canzoni…”

 

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Musica e parole dal vivo

14183685_1052032394904547_8606392145768323660_nSono tornato dalle vacanze con un sacco di novità.
Proprio questa sera (Domenica dalle 18 a Brescia) farò un reading dei miei libri insieme ad altri autori. Ci sarà un DJ con musica di sottofondo e, all’interno di una chiesa sconsacrata dove si tiene una mostra di uno scultore, cercheremo di intrattenere i nostri lettori.
Questo l’evento di Facebook “Autori e musica in San Desiderio
Mercoledì 14 Settembre replicherò l’evento, ma ci sarò soltanto io accompagnato da Mauro Starone. Mauro accompagnerà le mie letture con le sue canzoni tratte dal suo cd di prossima uscita.
Questo format lo andremo a proporre per la Lombardia e lo chiameremo “musica e parole di…” La prima tappa è Martedì 20 settembre a Sannazzaro de Burgondi (PV). Questo l’evento: “Musica e parole di sport
Ho pensato a questa serie di eventi dopo aver visto alcuni video di Baricco, specialmente quelli sulla lettura di Moby Dick. Insieme a Mauro Starone inizieremo un tour in Lombardia dove leggeremo passi di Fòbal, Eve, il mondo che vorrei e della trilogia sul subbuteo.

 

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Una foto all’improvviso.

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Arriva dal cuore dei miei lettori. I lettori di Fòbal che mostrano con orgoglio la copia in ebook del romanzo calcistico. Il maschio, ovviamente, con maggiore entusiasmo. La ragazzina forse preferiva qualcosa di più romantico.

Grazie amici.

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Presentando Gabriella

I più attenti ricorderanno che a Giugno ho presentato il libro di Gabriella Morgillo. Finalmente esce il video dell’evento.

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Islam e concezione del Mondo

939e4de3-e7dc-4d4e-a806-b656d3265139_largeLa concezione del Mondo per l’Islam è diversa dal pensiero occidentale. Per noi esiste il Mondo, gli esseri umani, gli interessi personali e poi, quasi alla fine, il nostro rapporto spirituale con il divino. Per l’Islam è diverso.

Questa dottrina, che non compare nel Corano e negli hadith, è stata elaborata da Abū Ḥanīfa al-Nuʿmān e da altri pensatori musulmani nell’arco di cinque secoli. Un periodo di espansione territoriale per l’Islam, che per questo aveva necessità di dotarsi di una visione geo-politica del mondo che, secondo questa concezione, sarebbe diviso in tre parti:

  • Il “Territorio (lett. “Casa”) dell’Islam”, o “Dār al-Islām” (o Dārunā, “Il nostro territorio”), dove vivono i musulmani sotto la protezione della Legge islamica e i popoli sottomessi (dhimmī). Gli uomini appartenenti a fedi diverse da quella islamica, fino all’età contemporanea, furono infatti assoggettati al pagamento di un tributo personale, la jizya, che garantiva loro la protezione da aggressione esterne, venendo esentati dal servizio militare, dal pagamento della zakat – tassa riservata ai soli musulmani – venendo garantiti nel godimento di una sostanziosa, anche se limitata, indipendenza amministrativa. Le interpretazioni dei teologi musulmani differiscono sulla possibilità di accettare come dhimmī fedeli di religioni differenti da quella dei cristiani, ebrei, zoroastriani e sabei ma, storicamente, si accettò anche l’Induismo come religione proteggibile, in quanto esso poteva vantare un testo scritto (i Veda) che fu considerato anch’esso ispirato divinamente. I teologi hanafiti considerano Dār al-Islām anche un territorio non più sotto controllo musulmano che però permette ancora l’amministrazione del culto e la protezione, sia ai musulmani che ai dhimmī,ma anche il giurista malikita siciliano, l’Imām al-Māzarī, affermò questo principio riferendosi al periodo in cui i musulmani erano governati dai Normanni. In tal modo egli legittimava la loro permanenza nell’isola, da cui essi sarebbero invece dovuti emigrare qualora la Sicilia fosse stata da considerare Dār al-ḥarb, ossia “Territorio della Guerra”.
  • Il “Territorio della Tregua”, “Dār al-ʿahd” o “Dār al-Hudna“, territorio non islamico in cui però l’Islam è praticabile liberamente. Non può essere attaccato e, al contrario, deve essere difeso dai musulmani che hanno stabilito un patto con le autorità del paese; i musulmani devono anche rispettarne gli usi e i costumi. Se però la controparte rompe i patti, può trasformarsi in Dar al-Harb.
  • Il Territorio della Guerra, o “Dār al-ḥarb” (talora chiamato “Dār al-kufr“, “Casa dell’empietà” riguarda invece i territori confinanti con quelli islamici (ma anche all’interno di quelli) che non hanno un accordo di pace o di non-aggressione con i paesi musulmani circostanti. Secondo alcuni giuristi musulmani, un territorio a maggioranza musulmana conquistato da forze non-islamiche diventa Dār al-ḥarb. Secondo molti storici, dopo la scomparsa dell’ultimo grande califfato, quello Ottomano, e la frammentazione degli Stati islamici seguita al Colonialismo, questo concetto ha perso molto del suo significato.

Va comunque sottolineato che tali distinzioni appartengono alla discussione sviluppatasi in età islamica classica e che oggi essa non ha più motivo di essere riproposta, salvo da parte di chi auspica un ritorno a un autoreferenziale Islam delle origini.

« La dottrina islamica contemporanea tende a considerare la contrapposizione tra dār al-Islām e dār al-ḥarb come superata: la esistenza di trattati e istituzioni internazionali universali impone di considerare i paesi non musulmani come dār al-ʿahd, almeno in assenza di uno stato di guerra effettiva. »
(Roberta Aluffi Beck-Peccoz, s.v. «Dār al-Islām», in Dizionario dell’Islam (a cura di Massimo Campanini), Milano, Rizzoli, 2005, p. 83)

Il proselitismo è un obbligo morale per il musulmano (daʿwa, “appello” alla conversione) contro il paganesimo e l’idolatria, ma non riguarda i popoli monoteisti, che in diversa misura posseggono già una parte della Rivelazione tramite l’uso delle Sacre Scritture, che sono sempre ispirate dallo stesso Dio, ma rese incomplete e corrotte per via della manipolazione umana. Le popolazioni del Libro sono innanzitutto ebrei e cristiani, ma nel corso dell’espansione islamica vi furono compresi anche mandei, mazdei, induisti e buddhisti. Maometto stesso ha sottolineato in vari hadith della sua Sunna il portato della Rivelazione coranica.

Specificando con precisione quali differenze vi siano tra fede e sottomissione politica e impositiva per le Genti del Libro, cui la Umma islamica deve garantire il libero esercizio del proprio credo nei territori dell’Islam, pur dovendo rinunciare a qualsiasi forma di proselitismo e pur accettando, in quanto comunità protette, la superiorità politica dell’Islam, la lealtà verso la Umma in quanto entità politica e il pagamento di un tributo. Questa sostanziale “tolleranza religiosa” fu tra i fattori che permisero la veloce conquista dei territori dell’Impero bizantino, dove le eresie cristiane (come il monofisismo) erano invece pesantemente combattute e dove la tassazione era più alta di quella richiesta dagli arabi conquistatori.

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Islam e Islamismo

islam-hajj-ceremony-saudi-arabia-mecca-reuters1Per noi occidentali i termini:Islam, Musulmano, Islamico, Islamismo sono tutti uguali. Le conoscenze portano alla sapienza e voglio approfondire.

La differenza fra il termine Islam e Islamismo è abbastanza sfumata, in italiano una diversità sostanziale invece esiste, perché con la parola Islam s’intende quell’insieme di atti di fede, di pratiche rituali e di norme comportamentali che è praticato da sunniti e sciiti che, insieme, rappresentano quasi il 99% dei fedeli musulmani, mentre il termine Islamismo indica di fatto una concezione dell’uomo e del mondo che si ispira ai valori dell’Islam ma che si esprime a livello più propriamente politico.

La disciplina che studia l’Islam è tradizionalmente detta in italiano islamistica, e islamisti sono detti i suoi cultori e studiosi. Sennonché, per l’improprio uso fattone da alcuni media generalisti, il termine “islamista” può essere percepito come sinonimo di “estremista islamico”, generando disagio per gli studiosi della materia, che potrebbero in alternativa ricorrere al gallicismo islamologi, se esso non risultasse estraneo alla tradizione accademica. Islamistica resta perciò la dizione accademica della branca disciplinare relativa alla cultura dell’Islam.

Altra fonte di confusione terminologica si ha negli ultimi anni con il crescente e improprio uso come sostantivo dell’aggettivo islamico.Il sostantivo che si riferisce a chi professa la religione islamica è infatti musulmano (nell’uso corretto si dovrebbe dire: i musulmani e non gli islamici). L’uso dell’aggettivo come sostantivo, così come il sostantivo islamista – del tutto sconosciuto a qualsiasi autorevole dizionario italiano, se non nel senso di “studioso dell’Islam” – sembra coniato dalla sbrigativa volontà di indicare i militanti di movimenti radicali di matrice islamica che spesso tracimano nel terrorismo, finendo col conferire a quest’ultimo uso una sfumatura negativa che, invece, è evidentemente estranea al termine “musulmano”. Ciononostante si assiste a una sua crescente diffusione nei mezzi di comunicazione di massa come semplice sinonimo di quest’ultimo sostantivo/aggettivo.

La fede per i musulmani è basata sui “cinque pilastri”. Per essere un “uomo dell’Islam” si deve possedere perfettamente la fede (īmān) in questi principi ed esercitare il bene e la pietà (birr). Le parole “Islam” e “salam” (pace) hanno la stessa radice consonantica e sono come fuse. L’Islam si configura quindi come “intima pace dell’uomo con Dio” e il mùslim (musulmano) è colui che si affida con pienezza al Signore. Questo fiducioso abbandono è manifestato dal credente assolvendo per quanto può ai doveri espressi dai cinque arkān al-Islām, vale a dire i cinque “pilastri della fede islamica”.

L’Islam non è soltanto una religione, nel senso tecnico del termine, che si basi principalmente su un’intima persuasione di fede, ma è anche (e non secondariamente) un’ortoprassi, una serie cioè di azioni e comportamenti obbligatori, perché giudicati “corretti”. I comportamenti esteriori sono giudicati secondo la sharīʿa, la disciplina legale islamica, mentre per quelli interiori il solo giudice è Dio. Ciò non toglie che, dopo un lungo e animato dibattito teologico durato quasi un secolo, mirante a determinare se per potersi definire “musulmano” bastasse l’imān (la fede) o se invece essa dovesse accompagnarsi o addirittura essere subordinata alle opere (aʿmāl) la risposta è stata quella di dare assoluta preminenza alla prima, tant’è vero che per essere considerato a pieno titolo “musulmano” è sufficiente una seria shahāda, anche se un musulmano non potrà poi esimersi dall’esprimere coerentemente nei fatti della vita la profondità e la sincerità della sua fede. Questo di per sé eliminerebbe la necessità di parlare di un “integralismo islamico”, dal momento che l’Islam ha per definizione un approccio “integrale” alla realtà fenomenologica, senza alcuna separazione fra aspetti mondani e ultramondani.

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Gruppi religiosi nell’Islam

islamAbbiamo parlato dell’Islam e, dai primi studi, mi sono convinto che si tratti di una religione di pace. Molti storceranno il naso, ma come? Ti sembrano pacifici quelli che stanno insanguinando il mondo? Io ho l’obbiettivo della sapienza e voglio capire prima di esprimere opinioni. L’Islam è molto semplice: Dio ha dettato il Corano a Maometto che l’ha diffuso. Non ci sono mediazioni, esiste un libro e solo quello conta.

Poi succede un fatto meraviglioso. Intervengono gli uomini.

Esistono nell’Islam una serie di gruppi religiosi che andremo ad approfondire nei prossimi post:

  • Sunniti. Quasi il 90% dei musulmani.
  • Sciiti. Quasi il 10% e con questi due gruppi avremmo chiuso

Esistono altre derivazioni, ma come si vede il mondo islamico è fondamentalmente sunnita. Questi seguono la corrente del “Sunnismo” che ritiene giusta e valida la Sunna, cioè l’insieme di regole e consuetudini per l’applicazione del Corano (come ho già spiegato nei post precedenti).

Il sunnismo rifiuta il ruolo degli sciiti a guida del mondo musulmano. Gli sciiti si riconoscono come guida della Umma (la comunità dei musulmani), i sunniti non lo ritengono valido. C’è un lungo dibattito teologico che riguarda la discendenza di Maometto che vi risparmio, ma il nocciolo della questione è tutta quì.

Quindi le maggiori battaglie all’interno della comunità musulmana avvengono per questa diatriba.

 

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