Milano 8 Luglio

person woman apple hotel

Photo by Stokpic on Pexels.com

Domenica 8 Luglio dalle 9 alle 18 si terrà a Opera (MI) il 1° Subbuteo Open Day.
Sarò presente anche con i miei romanzi e sarà una bella occasione per incontrarci. Per tutta la mia produzione ho pensato di riservarti un prezzo speciale di 10 Euro agli iscritti di questa newsletter. Non ho bisogno di conferme ufficiali, ma se sei interessato compila il campo relativo in questo form: così potrò riservarti una copia senza impegno.
Ti aspetto Domenica 8 Luglio

Biblioteca di Opera

Via Gramsci,21, 20090 Opera, Lombardia, Italy
Advertisements
| Leave a comment

Ginnastica, non si piange per la ginnastica.

Attraversò la strada e cambiò lato. Voleva dare a Ferdinando il ricordo della sua figura che si allontanava di schiena come una donna che nasconde le lacrime, ma di lacrime non ne aveva. Non avrebbe mai pianto per quell’uomo e per quella sua unica notte insieme. Ginnastica, non si piange per la ginnastica.

 

| Leave a comment

Cosa succede a bordo ring?

31395457_10211447885529653_753147778351235072_n.jpgIl meno che può capitare è di prendersi uno sputo. Ricordare il maestro Antonio Mariani è un obbligo. Brescia tutta si riunisce il 19 Maggio al palasport San Filippo in occasione di una serata tutta sudore e guantoni. Sarò presente e ci sarà da divertirsi.

| Leave a comment

Grazie agli appassionati di pugilato

black-and-white-sport-fight-boxer.jpg

Il mio post sul maestro Antonio Mariani ha raccolto molti consensi. Chi ama il pugilato non può non emozionarsi davanti ai racconti di un mondo fatto di sacrificio e di grande umanità.

Per premiarvi ho deciso di pubblicare il testo completo tratto da “Il velo di Aisha” dove la protagonista sfida su un ring di periferia la terribile Danika la belva.

Scaricatelo e godetelo.

| Leave a comment

Hemingway sugli scrittori

| Leave a comment

Il maestro Antonio Mariani

14_43_bso_f1_770_a

Antonio Mariani è stato, per la Boxe, un mito. Nei favolosi anni Sessanta, quando il pugilato era seguito in ogni bar attraverso le radio e le prime televisioni, la palestra di Mariani sfoderava campioni su campioni.

text3893

Durante la stesura del mio romanzo “Il velo di Aisha” ho dato il nome di Antonio Mariani all’allenatore della protagonista che, manco a dirlo, tira di Boxe per diletto. La protagonista è un’analista strategica della CIA e non è una donna d’azione, ma si troverà a usare la sua tecnica pugilistica per salvarsi in più occasioni.

Alla fine del romanzo ho ringraziato l’amico Massimiliano che, oltre ad avermi introdotto nel mondo del pugilato, è stato uno dei mitici allievi di Antonio Mariani.

 

 

 

Breve storia di Antonio Mariani

Nato a Castelmella nel 1925, nel mondo dello sport guantato era entrato dalla porta principale nel 1952 aprendo la palestra in uno stanzone dell’oratorio di Roncadelle. Nell’avventura aveva subito coinvolto il fratello Emanuele – Bistecca all’anagrafe del pugilato – e l’altro fratello Gino, pugile dilettante, oltre all’amico Angiolino Mesa. Era lì da venire ma sarebbe comunque arrivato anche l’altro fratello, quell’Ambrogio che nel 1974 diventerà campione d’Italia dei professionisti pesi gallo. La prima affiliazione è come Mariani-Lombarda, in virtù della collaborazione con l’Us Lombarda di Milano. Ma Tony vuole viaggiare da solo e nel 1956 trasferisce il gym alle Fornaci in uno stabile che ospita il dopolavoro Enal. Il gruppo di dilettanti è nutrito e sono molti i nomi illustri. Agli ordini di Tony e Bistecca, al credo di «guera l’è guera», si allenano Santo Amonti – che da professionista verrà ribattezzato Sante dal manager Raffa -, Luigi Gheda, Marco Bontempi e Carlo Fiini. Nel 1960 l’ultimo trasloco della palestra, che approda a Brescia, in Via Zara, dove tutt’oggi ha sede la Mariani Boxe ring Brescia. I ragazzi aumentano e serve aiuto: Tony arruola come istruttori anche Santo Bossoni e Aristide Moretti. IN VIA ZARA – un garage trasformato in gym dove i primi ad arrivare devono spingere fuori la Mercedes del maestro – si respira l’odore acre del sudore. Il tappeto del ring, più piccolo del normale perché «uno più grande non ci sta» è tempestato di gocce di sangue e tutti, più o meno, ci hanno lasciato la firma. Le pareti sono tappezzate di locandine di manifestazioni, un percorso storico nel mondo della nostra boxe che aggiunge pagine settimana dopo settimana. Da lì sono passati proprio tutti: Sante Amonti e Luigi Gheda, Firmo Pasotti, il poeta Gianpaolo Gabanetti, Serafino Lucherini, Ambrogio Mariani, Piermario Baruzzi, il campione d’Europa Natale Vezzoli, Vincenzo Ungaro – l’ultimo campione d’Italia nella storia della boxe bresciana -, il genero Mario Loreni, solo per citare alcuni dei professionisti del pugilato made in Brescia. E proprio Mario Loreni, dopo aver assaporato la carriera del preezy-fighter, decide di continuare l’opera del suocero. Antonio Mariani cede piano piano la gestione della palestra e si defila.

 

| Leave a comment

Una leggenda per sempre: 1982

italia82

Ci sono storie che probabilmente finiranno dimenticate. Storie che rimarranno in vita il tempo necessario per dare sollievo a chi le ha vissute; poi, forse, svaniranno.

Avevo tredici anni e mi sentivo già grande. Non come gli adulti con i loro mille pensieri, ma neppure come i bambini e la differenza tra i due mondi era il calcio. Da bambino usavo il pallone per me stesso, per farlo rotolare e rimbalzare contro il muro o con i miei amici. Gli adulti guardavano le partite con il vino e la sigaretta. Io ero dentro la televisione. La Nazionale, il Milan e il Brescia erano scenari dove io e solo io entravo da protagonista e calciavo lo stesso pallone dei miei idoli.

I Mondiali del 78 li avevo sentiti raccontare, ma non li avevo visti in televisione. Vuoi perchè a nove anni ero ancora nel Mondo dei bambini, vuoi perchè si giocavano in Argentina e il fuso orario costringeva gli adulti a restare svegli.

Il 1982, nella mia memoria, ha la sagoma scimmiesca dell’uomo con la pipa. Enzo Bearzot passerà alla storia per i suoi silenzi. Ho imparato con il tempo che nella confusione la vera risposta è il silenzio, la concentrazione e il gruppo solido.

L’Italia si era qualificata nel girone con Jugoslavia, Danimarca, Grecia e Lussemburgo. Dopo le prime quattro vittorie per 2-0 sembrava a tutti che la Nazionale fosse la logica conseguenza di quella elegante e frizzante dei mondiali argentini. Poi la crisi, si perde in Danimarca e si pareggia con Grecia e Jugoslavia. Il giocattolo non funziona più. Per fortuna il tesoro di punti accumulato all’inizio ci porta alla partita decisiva contro il Lussemburgo, nota cenerentola europea. Basta un punto, ma il popolo vuole la goleada. Siamo pur sempre l’Italia. Finisce 1-0 e andiamo ai mondiali, ma il popolo e i giornalisti mormorano: squadra vecchia, gioco vecchio, sarà un disastro.

Per conto mio sono felice. Saranno i primi campionati mondiali che vedrò alla televisione e pensò già a come sarà magica la mia Estate. Ho ancora delle figurine dei mondiali del 78, ma le chiudo con un elastico e le metto in un cassetto.

| Leave a comment

Il Simposio e il Cavaliere

pexels-photo-207580.jpeg

Cosa vediamo quando guardiamo una sequenza di foto sul Pc o, per i più nostalgici, quando sfogliamo un album di fotografie cartaceo? Vediamo una serie di istantanee, di luoghi, di facce, di momenti di vita quotidiana che ci passano davanti troppo velocemente perché possiamo davvero metterli a fuoco, ma dei quali resta qualcosa nella mente. E’ quello che ho provato durante la lettura di questo libro ed è un po’ quello che accade ogni giorno nel mondo della rete. Un mondo in continuo movimento, nel quale una quantità enorme di dati viene scambiata continuamente ad una velocità tale che sembra debbano perdersi. Invece no, nulla si perde nel mare di internet, tutto lascia una traccia, anche minima. E ci sono persone capaci di seguire quella traccia nei meandri invisibili della rete, ricostruire le azioni di un singolo cittadino e, in qualche caso, anche prevenirle. E’ questo che per anni fa l’uomo che la polizia ha soprannominato “il cavaliere bianco”: osserva i dati (le conversazioni) scambiati da alcune persone, capisce quando e come commetteranno un crimine e ne informa la postale intrufolandosi nel sistema informatico e lasciando un messaggio direttamente sulla scrivania virtuale di chi dovrà sventarlo. Così la città è più sicura, la visibilità della postale sale da polizia per finta a polizia vera e tutti sono più contenti. Ma chi è in realtà il cavaliere bianco? Un benefattore o un demonio? Beh, di sicuro è un hacker – ed anche dannatamente bravo – che opera in una città normale, prevenendo crimini grandi e piccoli ma sempre “normali”, commessi da un’umanità variegata e variopinta, quella stessa umanità che incontriamo ogni giorno andando al bar, al lavoro, al ristorante. E’ una divinità della rete con occhi instancabilmente posati ovunque nel mondo reale. Ma a volte anche gli dèi devono fare i conti con la realtà e i suoi imprevisti…

 

Proprio questa iniezione di realtà in un mondo che sembra tanto fantasmagorico è forse il pregio di questo libro: è realistico, ci fa vedere come sia facile incontrare un hacker nella vita di tutti i giorni – magari è il nostro vicino che addirittura crediamo un po’ imbranato col computer – e come sia parimenti facile per un criminale mimetizzarsi tra la folla. Mettiamoci pure che è scritto da un programmatore di professione e scopriremo che no, queste non sono fantasie di chi ha visto troppi film di spionaggio!

 

Linguaggio e trama sono molto scorrevoli, tecnici al punto giusto, inoltre l’ambientazione rende tutto più realistico: è un po’ come navigare in un labirinto restando, però, con i piedi ben piantati per terra. Lettura, ovviamente, consigliata!

 

 

 

Opera recensita: “Il cavaliere bianco” di Flavio Firmo

 

Editore: Youcanprint, 2013

 

Genere: thriller

 

Ambientazione: Brescia

 

Pagine: 138

 

Prezzo: 10,00 €

 

Consigliato: sì

 

Voto personale: 8,5.

 

| Leave a comment

Joe Lansdale.

hap-e-leonard-lansdale

Questo signore la racconta come un vecchio zio al bancone del bar. Il suo stile, più della trama, mi affascina. Scrittura secca e colorata con personaggi che sembrano assurdi a prima vista, poi ti accorgi che sei circondato da strani esseri che si bullano come normali.

Questo è Joe R. Lansdale.  Ne ha scritti un sacco di romanzi il nostro amico e, personalmente, se dovete iniziare vi sconsiglio il ciclo di Hap & Leonard e la trilogia del Drive-in. Vado controcorrente, ma questo è il mio parere. Paradise sky, Tramonto e polvere e la foresta sono il modo migliore per esplorare il grande Joe.

Opere:

Ciclo Hap & Leonard

Romanzi

  1. Una stagione selvaggia (Savage Season, 1990) (Einaudi, 2006, ISBN 8806169548)
  2. Mucho Mojo (Mucho Mojo, 1994) (Bompiani, 1996 – Einaudi, 2006, ISBN 8806171461)
  3. Il mambo degli orsi (Two-Bear Mambo, 1995) (Einaudi, 2001, ISBN 8806172522)
  4. Bad Chili (Bad Chili, 1997), (Einaudi, 2003, ISBN 8806164384)
  5. Rumble Tumble (Rumble Tumble, 1998), (Einaudi, 2004, ISBN 8806166794)
  6. Capitani oltraggiosi (Captains Outrageous, 2001) (Einaudi, 2005, ISBN 8806172336)
  7. Sotto un cielo cremisi (Vanilla Ride, 2009) (Fanucci, 2009, ISBN 9788834714812)
  8. Devil Red (Devil Red, 2011) (Fanucci, 2010, ISBN 9788834716519)
  9. Honky Tonk Samurai (Honky Tonk Samurai, 2015) (Einaudi, 2015)
  10. Bastardi in salsa rossa (Rusty Puppy, 2017) (Einaudi, 2017)
  11. Il sorriso di Jackrabbit (Jackrabbit Smile, 2018) (Einaudi, 2018) di prossima pubblicazione

Racconti

Raccolte

Trilogia Drive-in

  1. Il drive-in (The Drive-In: A “B” Movie with Blood and Popcorn, Made in Texas, 1988)
  2. Il giorno dei dinosauri (The Drive-In 2: Not Just One of Them Sequels, 1989)
  3. La notte del drive-in 3. La gita per turisti (The Drive-In: The Bus Tour, 2005) (Einaudi, 2008, ISBN 978-88-06-17586-3)

Raccolte

Trilogia Ned la Foca

Altri romanzi

  • Lansdale ha firmato tre romanzi della serie Mark Stone: MIA Hunter con lo pseudonimo di Jack Buchanan tra il 1985 e il 1991.[7]
| 2 Comments

Don, ovvero il poliziesco moderno

rs-don-winslow-8a1a1f40-be6e-4ee5-ad47-90d563767e82

Don Winslow è tra i miei autori preferiti. Magnifica la doppietta sui narcos, quelli veri: il potere del cane e il cartello. Scrittore efficace che scava nel profondo dell’attualità, ma che ha nel suo carnet una serie di differenti esperienze. Se volete avvicinarvi a questo autore (ve lo consiglio con estrema potenza) dovete iniziare dai due romanzi sopra. Due lavori maturi che vi faranno amare Don e il suo realismo.

Opere:

Le indagini di Neal Carey

  1. London Underground, Einaudi, 2016 (A Cool Breeze on the Underground, 1991)
  2. China Girl, Einaudi, 2016 (The Trail to Buddha’s Mirror, 1992)
  3. Nevada Connection, Einaudi, 2017 (Way Down on the High Lonely, 1993)
  4. Lady Las Vegas, Einaudi, 2018 (A Long Walk up the Water Slide, 1994)
  5. (While Drowning in the Desert, 1996)

Le avventure di Art Keller

  1. Il potere del cane, Einaudi, 2009 (The Power of the Dog, 2005)
  2. Il cartello, Einaudi, 2015 (The Cartel, 2015)

Le avventure del detective Boone Daniels

  1. La pattuglia dell’alba, Einaudi, 2010 (The Dawn Patrol, 2008)
  2. L’ora dei gentiluomini, Einaudi, 2016 (The Gentlemen’s Hour, 2009)

Le avventure di Ben, Chon e Ophelia

  1. I re del mondo, Einaudi, 2012 (The Kings of Cool, 2012)
  2. Le belve, Einaudi, 2011 (Savages, 2010)

Le indagini di Frank Decker

  1. Missing New York, Einaudi, 2014 (Missing New York, 2014)
  2. (Germany, 2016)

Romanzi singoli

| Leave a comment