Il premio al vincitore

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Domenica 1 Maggio, presso l’NH Hotel di Brescia si è disputato un torneo di Subbuteo con giocatori provenienti da tutta Italia. Il vincitore si è portato a casa il libro “il campione di subbuteo”, oltre a numerosi premi da tavola.
Eccomi sorridente e gioioso mentre premio il campione di Genova, vincitore del torneo.

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Autopubblicazione, la terza via

Scrittura creativa, Corsi di scrittura creativa a MilanoConcludo questo trittico di post sulle case editrici con l’autopubblicazione. Al giovane autore in possesso di una storia ben scritta non mi sento di consigliare una scelta finale, dipende da cosa uno cerca. Quindi mi limiterò ai fatti e alla mia esperienza.

Autopubblicarsi oggi è relativamente facile. In parole povere basta registrarsi su Amazon, caricare il file e si è pronti per il successo. Amazon è celebre per l’eBook, ma con il proprio sistema integrato è in grado di gestire anche il cartaceo. Sono americani e, purtroppo per noi, molto più efficaci dei sistemi nostrani. La pecca di Createspace (il sistema che gestisce il cartaceo di amazon) rimane nelle spese di spedizione. Libri stampati in USA e spediti in Italia possono costare parecchio.

In Italia esistono vari portali di Print on Demand, che è la definizione corretta per quello che cercate. Sono siti dove caricare il file e ricevere i vostri libri stampati, i sistemi più evoluti permettono la creazione di una vostra vetrina dove metterete in vendita i libri. Più facile a farlo che a descriverlo.

Personalmente mi sono affidato a youcanprint dopo aver fatto dei paragoni e sono felice della mia decisione.

Autopubblicarsi però non è solo questo. Mettere un file online e sperare nel destino, sai quanti libri ci sono su questi portali? Milionerrimi. Qualsiasi sistema andrete a usare sarete uno di questi.

Ora veniamo alla filosofia da cantiere.

Autopubblicarsi, per gli autori più attenti, significa un totale controllo del processo. Copertina, stampa, marketing e non solo. Editing, gestione delle vendite. Insomma per fare un buon lavoro dovete affrontarlo con un certo piglio imprenditoriale.

Il primo punto riguarda la vostra scrittura. Il romanzo vero e proprio. Non potendo contare su un bravo editor sarete “costretti” a scrivere un buon libro. Per cominciare vi consiglio il mio manuale di scrittura gratuito, un punto di partenza per capire le tecniche di scrittura. Attenzione, non è oro colato, ma vi aiuta a scrivere un romanzo buono.

Fatto questo dovrete passare il vostro romanzo a tre o quattro persone di estrema fiducia, non la mamma o lo zio, ma lettori “tecnici” che sappiano dare un valore tecnico al vostro lavoro. Vi diranno quali personaggi sono carenti, dove la trama rallenta.

Diversa la figura del correttore di bozze. Deve essere un tipo pignolo, un lettore puntiglioso. Io ne ho un paio che scoverebbero una Tiguan in un pagliaio.

Arriva il punto copertina. Vi serve un grafico o un fotografo, gente con gusto e che conosca lo stile. Personalmente ho un gusto pessimo, ma i miei amici mi sono di grande aiuto.

Caricare il file sul portale sarà un gioco da ragazzi, di solito sono sistemi a prova di … (riempite pure i puntini).

Per non farmi mancare nulla mi sono creato il mio eCommerce, in questo modo riesco a proporre un prezzo più basso e gestisco personalmente le vendite.

Dopo la stampa inizia la fase di promozione, ma vi rimando ai prossimi post.

Questo solo per dirvi che l’autopubblicazione è ottima per sfogare le prime pulsioni, poi serve molto lavoro e un gruppo solido di collaboratori.

Ricordatevi che tutto parte da un buon libro. Il mio manuale può aiutarvi.

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Il mio manuale di scrittura

leggere da soli

Da qualche giorno ho completato il mio manuale di scrittura creativa. Lo puoi scaricare gratuitamente nel box a destra.

Il mio PC e la mia libreria traboccano di testi sulla scrittura. Quando ho iniziato a fare sul serio con la mia passione mi sono detto “non puoi iniziare a mettere giù la tua storia”. Anzi, a essere sinceri ho proprio iniziato così, ma mi sono bloccato a pagina cinque. Allora ho iniziato a cercare, mi sono inserito nei forum e sono rimasto in ascolto. Ho letto molti libri e ho spazzolato i blog più influenti.

Alla fine ho concentrato la mia esperienza in questo piccolo manuale (tanto piccolo forse no, ma tutto è relativo). Non c’è la presunzione di paragonarlo ai grandi testi, ma vuole essere un punto di partenza per l’autore esordiente. Quello che ha una storia in testa e si è bloccato a pagina cinque.

Come è successo a me.

Lo regalo con gioia e sono sicuro che aiuterà chi avrà la pazienza di leggerlo e di mettere in pratica queste poche teorie.

Sono molti i testi che mi hanno ispirato:

“On writing” – Stephen King

Il blog di Gamberetta

Il blog di Micheal Rigamonti

“il viaggio dell’eroe” – Vogler

 

e molti altri.

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Case editrici free.

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Dopo il post sulle case editrici a pagamento, oggi affrontiamo quelle free. Chiariamo subito un punto, se una casa editrice pubblica il vostro libro e voi non dovete pagare nulla allora la casa è definita free. Se vi chiedono acquisto copie, contributo promozione, tassa di lettura si definiscono a pagamento.

Sul sito di Writer’s dream troverete la lista delle varie case editrici non a pagamento. Ora voglio affrontare il primo argomento importante.

Se una casa ti pubblica non è obbligata a farti promozione. Tutto lo sbattimento delle presentazioni, il contatto con i blogger o con i giornali, lo devi gestire in perfetta solitudine. La casa editrice è contenta quando vede un autore social e spesso ti supporta, ma difficilmente di pagherà vitto e alloggio per il festival della letteratura di Pontegatello.

Il tuo libro non sarà in libreria. Almeno questo non è un automatismo. Le librerie traboccano di titoli che vanno al macero e se non hai un supporto pubblicitario difficilmente venderai.

Queste due “mancanze” non fanno della casa editrice free una cattiva scelta. Semplicemente questo è il mercato. Devi sempre pensare che l’editoria è un business normalissimo, niente poesie e vecchi maestri ammuffiti. La stampa del tuo libro è un costo e la casa editrice deve poter guadagnare. Volente o nolente questa è la realtà.

Dove guadagna una casa editrice free? Sulle copie vendute e sul tuo essere social. Se ti stampa cento copie e dopo un anno sono ancora invendute chi credi che pianga? Tu ti seii bullato al bar con gli amici, ma la casa editrice ha gettato il costo di cento copie che, pur con le stampe economiche di oggi, sono pur sempre denari.

Poi ci sono anche le piccole case editrici che ti fanno promozione e piazzano cinquanta copie del tuo libro in ogni libreria, ma non ne conosco.

Il mio consiglio, specialmente per la prima pubblicazione, è di evitare come la peste le case a pagamento e cercarti una piccola casa free. Proponiti come autore e mostra che hai molti fan pronti ad acquistare il tuo libro. Devi avere una grande pazienza perchè mediamente i tempi di risposta sono attorno ai 4-6 mesi e spesso non vieni avvisato se il tuo romanzo non interessa. Pazienza e fiducia.

L’ultimo consiglio che posso darti riguarda il nocciolo di tutto: la scrittura. Chi valuta il tuo libro conosce gli strumenti di scrittura, conosce la tecnica e vede subito dalle prime pagine se hai il “mestiere”. Se non sai di cosa sto parlando ti consiglio di scaricare gratuitamente il mio manuale di scrittura che vedi nel box a destra. Ci sono le più classiche tecniche di scrittura creativa, quelle che chi valuta il tuo romanzo conosce a menadito.

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Quelli di Brescia Underground.

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Ci sono incontri che cambiano le prospettive. Nel mio caso, come sai, la passione per la scrittura viene vissuta 24 ore al giorno. In ogni singolo momento assorbo delle informazioni, delle emozioni, che poi riutilizzerò nelle mie storie.

Oggi ti racconto di Brescia Underground.

Semplicemente sono dei ragazzi che scendono nel sottosuolo di Brescia. Nella nostra città c’è un reticolo di fiumi sotterranei, un tempo all’aperto, che percorre il centro storico. Una visita che consiglio a tutti.

Ho da poco pubblicato il primo volume di una trilogia di sci-fi dal titolo “cacciatori di orsi“. Dopo la visita al sottosuolo di Brescia Underground ho scritto un racconto per Scritture aliene e ho iniziato a pianificare il secondo romanzo della trilogia che sarà ambientato nel sottosuolo. C’è un mondo incredibile e i ragazzi dell’associazione te lo raccontano con una passione tale da fartene innamorare.

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Case editrici a pagamento

Come ti ho anticipato nel post precedente voglio iniziare a raccontarti delle case editrici. Esistono tre possibilità per pubblicare il tuo libro:

  • Casa editrice a pagamento
  • Casa editrice free
  • Autopubblicazione

Iniziamo con la prima, la famigerata casa editrice a pagamento. Cosa significa? Facciamo una breve introduzione. Una casa editrice, come ogni azienda, deve fare business. Generare profitto, incassare più soldi di quelli che spende. Mettila come vuoi, ma dimentica l’immagine del benefattore. La tua opera interessa se ci si possono guadagnare dei denari. Il segreto è capire quando questi denari possono arrivare. Cercherò di essere il più asettico possibile.

La casa editrice a pagamento riceve il tuo manoscritto e ti propone di stamparne x copie al prezzo di y euro. Stop. Te la gireranno in mille maniere, ma la sostanza è questa.

Gentile autore, la sua opera è degna di pubblicazione. Ci mandi 3.000 Euro e verrà pubblicata.

Il senso è più o meno questo. Perchè? Per molti autori alle prime armi sembra una scelta normale. Pensi di essere uno sconosciuto (vero), di non avere un mercato (vero) e questi signori con l’aiuto di qualche banconota ti aiuteranno a sfondare (falso).

Questa catena di pensiero è falsa. Prima di tutto perchè la casa editrice nel momento stesso in cui riceve il tuo denaro ha chiuso il suo business che, bada bene, è la stampa pura e semplice del libro. La promozione, la distribuzione, la pubblicità sui media, non avverrà mai. Almeno non in forma efficace. Ci saranno dei post su Facebook, ma al solo scopo di attirare altri scrittori e perpetuare la catena commerciale. Eticamente discutibile, ma il loro business è quello.

Per sapere come distinguere una casa free da una a pagamento è abbastanza semplice: se non ti chiedono denari è free.

Però il male si presenta sotto molte forme. Alcune case si definiscono free, ma in realtà chiedono altri contributi. Qualcuna ti chiede di acquistare 100 copie a prezzo speciale e se non le acquisti non credi in te come autore e come potrebbero crederci loro. Altri chiedono un contributo per l’organizzazione di eventi. Una formula leggera consiste nel chiederti di acquistare almeno tre libri della stessa casa editrice. Quest’ultima non è proprio editoria a pagamento, ma la coercizione non è mai una bella cosa.

Certe case editrici si definiscono “a doppio binario”. Significa che se il tuo manoscritto è una schifezza ti propongono la soluzione a pagamento, se ci possono guadagnare denaro senza il tuo contributo allora ti pubblicano free.

Personalmente, per una scelta dettata dalla mia esperienze, preferisco non avere a che fare con queste due categorie. Non condanno il loro modo di fare business, nel liberismo di questi anni tutto è permesso. Però, l’autore che pubblica a pagamento al suo esordio, avrà una macchia che lo screditerà per tutto il resto della carriera.

no-eapQuando vedrete in rete questo marchio significa che il sito, il blog o il forum sono contrari all’editoria a pagamento; appunto EAP.

Lungi da me l’idea di condannare chi pubblica a pagamento, io preferisco cercare altre strade.

Nel prossimo post ti parlerò delle case editrici free.

 

 

Se ti è piaciuto il post condividilo e fallo girare. La conoscenza ci rende liberi.

 

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Un video che dice molto

Tra i miei progetti letterari c’è la saga “il campione di Subbuteo“. Sono già alla terza uscita e sto già lavorando a un nuovo romanzo di grande spessore. Sarà un balzo indietro nel tempo, nel 1970. In Italia si giocò il primo campionato nel 1974, ma solo 4 anni prima si era consumato uno strappo storico.

Gli amici di Genova ci propongono un bellissimo video per la loro rievocazione di quel primo, mitico, campionato.
https://www.facebook.com/plugins/video.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fjoe.condor.906%2Fvideos%2Fvb.1260223757%2F10209130949131755%2F%3Ftype%3D3&show_text=0&width=560

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Le case editrici vogliono il nostro sangue?

Dieci cose da sapere su CreateSpace.

Questo è un post rivolto a tutti gli aspiranti scrittori, che poi l’espressione è talmente strindente da graffiare il gesso. Comunque, hai il tuo manoscritto tra le mani (o meglio nel tuo amato PC) e ora ti chiedi cosa farne? Già ti immagini ricco e potente, vezzeggiato da splendide donne (o uomini) in bikini (gli uomini no, ma ci siamo capiti). Quindi che fai?

Contatti una casa editrice convinto che ti stia aspettando. Il tuo capolavoro è pronto, sei caldo e assetato di gloria. Un passo alla volta baby. Se hai seguito i consigli del mio manuale di scrittura dovresti avere tra le mani un prodotto buono, non dico un capolavoro, ma almeno il 70% degli errori che fanno storcere il naso agli editori dovresti averli scansati. Se non hai letto il mio manuale è lo stesso, affidati al tuo talento.

La procedura che hai pensato consiste nello spedire la tua opera a una casa editrice e aspettare il contratto. Prima pensi alle Big: Rizzoli, Feltrinelli, Mondadori, però ti accorgi che sul loro sito non esiste un modo per contattarli e, a leggere bene, sconsigliano di spedire qualsiasi cosa.

Te lo confermo.Con le big non ci sono speranze. Accettano solo manoscritti inviati da agenti letterari oppure pubblicano autori che sono già dei personaggi.

A questo punto potrei raccontartela per secoli, ma vengo al punto. Che tu sia pulzella o virgulto hai tre possibilità di pubblicare il tuo libro.

  • Casa editrice a pagamento
  • Casa editrice gratuita
  • Autopubblicazione

domani ti parlerò della prima possibilità.

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Deathpoint Blog Tour: la genesi del romanzo

Oggi ospito Stefano Bolotta, autore del romanzo Deathpoint. Una storia, per certi versi, simile al mio Fòbal

copertina Youcanprint

 

 

Scrivere della genesi del romanzo “Deathpoint” significa tornare con la mente a un periodo particolare della mia vita.

Ottobre 2007: la crisi economica è soltanto una minacciosa nuvola all’orizzonte e i meteorologi non sanno prevedere con esattezza quanto a lungo pioverà. Lo scopriremo soltanto sui nostri ombrelli, fradici ancora oggi.

Da nove anni lavoro in un settimanale locale, “La Gazzetta di Lecco”, in qualità di redattore. Ho investito tutto in questo mestiere, imparandone ogni segreto e scegliendolo come strada da battere in futuro, dimostrando un fiuto perlomeno discutibile vista la gradevole bara di frassino che aspetta il giornalismo…

Un periodo di forte ansia e tensione personale culmina con la mia lettera di dimissione: non è una decisione istintiva bensì razionale, matura e ben ponderata. Eppure vengo investito da una valanga di critiche. Beh, me ne frego. Mi ritrovo per strada e scelgo di dedicarmi alla scrittura, che ho sempre coltivato ma soltanto sotto forma di racconto breve (e poesia). Mi metto alla prova con il romanzo, leggendo, documentandomi e chiedendo consigli preziosi a chi ne sa più di me.

Inizio così a buttare giù la struttura di “Deathpoint”, un progetto che mi frulla per la testa da mesi. Anno 2050. Un tennista. Un viaggio. La lotta per la libertà. La vita. La morte. L’amore.

Comincio a scrivere nel luglio del 2008, e le pagine del romanzo mi accompagnano sino al luglio del 2009. Esattamente un anno di fatiche, in cui vivo da scrittore a tutti gli effetti, assaporandone le giornate-tipo: colazione, camminata per il paese in cerca di ispirazione, pranzo, scrittura, cena, riletture, ancora scrittura fino a tarda notte. E portafogli perennemente vuoto.

Questa scelta si rivelerà nel tempo azzeccata, e spiego perché. Nel settembre 2009 torno a lavorare al giornale da cui mi ero licenziato, dedicandomi soltanto allo sport, la mia seconda pelle. E inizio a collaborare a tempo pieno con una tv locale. Riprendo una certa solidità economica, e mi distraggo dal romanzo. “Deathpoint” però rimane lì, in una cartellina sul Pc, e nel 2012 comincio una serie di ristesure per “ripulirlo” dalle parti ridondanti. Nel frattempo l’ho inviato a qualche casa editrice, senza grandi aspettative e con tempi e modi che proprio non si addicono a un aspirante scrittore. Ma sono fatto così, improbabile e tardivo.

Nel 2014 le ricerche sul web mi fanno scoprire il self publishing, e dopo accurate riflessioni scelgo di pubblicare il libro con questa via. Inizia la parte più faticosa (e non l’avrei mai detto!): altre riletture, la ricerca di un grafico per la copertina e uno per confezionare la bozza, ma soprattutto di un editor professionista.

Casco bene, mi accordo con una scrittrice-traduttrice milanese molto in gamba che dà al testo un abito stilistico più moderno. Un’esperienza davvero significativa, dalla quale ho avuto modo di imparare tantissimo. Ciò che scrivo ora è contaminato in pieno, in maniera positiva, da quell’esperienza.

Arriviamo così alla fine del 2015: “Deathpoint” vede la luce in formato cartaceo e in ebook sfruttando la distribuzione di Youcanprint. Il mio sogno si realizza? No. Semplicemente comincia. Avvio così una imponente campagna di promozione che prosegue tuttora. L’articolo (senza troppo senso) che state leggendo costituisce la sesta tappa del Deathpoint Blog Tour. Se siete arrivati sino a questo punto, la promozione ha un qualche senso. Se acquistaste una copia del mio romanzo, potrei dire che funziona pure!

In sintesi, tornando indietro rifarei puntualmente tutto. Non mi sono mai pentito delle mie azioni. E adesso che il romanzo mi sta regalando qualche soddisfazione, permettendomi di incassare anche qualche euro, ho l’opportunità di rivalutare l’anno sabbatico che avevo preso. Non è stato tempo sprecato. Non si scrive per il (poco) denaro, è evidente, ma cancellare le critiche subite allora è un piccolo riscatto morale, lo stesso che va cercando Jack Muffin, il protagonista del mio romanzo.

Stefano-Bolotta

Ringrazio l’amico Flavio Firmo per la gentilezza e la disponibilità nell’ospitarmi. Per leggere le altre tappe del blog tour o avere dettagli sul romanzo, potete visitare la pagina Facebook ufficiale o il blog dedicato, http://romanzodeathpoint.blogspot.it.

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I prossimi post ti insegneranno molto.

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Nei prossimi giorni inizierò la pubblicazione di una serie di post. Ritengo che chi segue questo blog (e altri) vuole imparare e non semplicemente leggere parole accatastate. Pertanto metterò a disposizione quello che ho imparato in questi anni. Dopo sette libri pubblicati ti voglio raccontare la mia esperienza e, se possibile, guidarti nei tuoi prossimi passi.

Se sei un aspirante autore i prossimi post faranno al caso tuo.

Ti parlerò delle case editrici, di come esistono quelle free e quelle a pagamento. Ti racconterò dell’autopubblicazione, con i suoi pregi e i suoi difetti. Alla fine, se ti sarò stato utile, ti chiedo solo una pacca sulla spalla virtuale e un sorriso.

Seguimi.

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