Siamo usciti!

Finalmente il nuovo romanzo “Li distruggeremo” è uscito. Grazie all’intuito dell’amico Valerio che mi ha fatto conoscere questa casa editrice posso arrivare alla pubblicazione cartacea del libro. Apollo Edizioni ha creduto nel progetto che non è solo subbuteo, ma soprattutto una storia di amicizia e di crescita.

Sotto con gli ordinativi: questo il link per ordinare

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Sarà vera gloria?

invasioneGià la foto avrà catturato l’attenzione. Calcio e belle donne, specialmente se poco vestite, sono una miscela esplosiva. Per una società sempre a caccia di like e di visualizzazioni, l’exploit della bella bionda è stata una vera e propria bomba mediatica.

La ragazza è una modella, un lavoro che dura quel che dura, e che avrà avuto un boom di accessi al suo account Instagram. al momento attuale sono più di 120mila follower che, in termini di visibilità, le faranno avere delle ottime entrate pubblicitarie.
Ma quanto può durare questa strategia? Domani ci sarà una nuova notizia, un nuovo paio di tette su internet che le toglieranno il palcoscenico. Rimarranno i follower, ma gli inserzionisti valutano i follower attivi, cioè quelli che mettono like alle nuove foto. In definitiva non sarà vera gloria. La ragazza è bella, caspita se lo è! Però è il modello che viene passato che è distorto.
Se ora, con un balzo d’immaginazione, portiamo questo concetto alla promozione letteraria capirete perchè non mi mostro mai nudo sui campi di calcio.
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Anobii cambia proprietà

OVOLAB CRESCE CON L’ACQUISIZIONE DI ANOBII, IL SOCIAL NETWORK DEI LIBRI

Torino, 29 maggio 2019 – Ovolab, società italiana di sviluppo software focalizzata sul mobile design, ha sottoscritto un accordo con il Gruppo Mondadori per l’acquisizione di Anobii, il social network dedicato ai libri.

 

Anobii nasce nel 2006 da un’idea di Greg Sung, con il tempo si articola fino a diventare una piattaforma tematica specializzata in libri, dove gli utenti iscritti, lettori dai più svariati interessi, possono creare la loro biblioteca virtuale, condividendo recensioni, votazioni e idee sul mondo letterario.

 

Dal 2014 a oggi il Gruppo Mondadori ha gestito Anobii mettendo sempre al centro i lettori e il loro desiderio di condividere esperienze e suggerimenti, e lanciando nuove funzionalità a servizio degli utenti.

 

Le competenze di Ovolab saranno fondamentali per offrire un futuro innovativo alla piattaforma, sia su mobile che su web. Ovolab proseguirà infatti nella missione di valorizzare e far crescere Anobii mettendo in campo tutto il know-how maturato nei progetti digitali per i media, al fine di continuare a garantire un servizio moderno e dalle prestazioni elevate alla community di lettori appassionati che ogni giorno arricchiscono il social network.

 

Con questa operazione Ovolab rafforza il proprio business in perfetta sinergia con la sua vocazione all’innovazione, attraverso lo sviluppo di piattaforme e servizi che integrano contenuti e tecnologie.

 

«Siamo molto felici di dare il benvenuto ad Anobii all’interno di Ovolab. Abbiamo molti piani per l’evoluzione di Anobii, e contiamo di annunciare le prime nuove funzionalità verso la fine del 2019. L’eredità lasciataci dal Gruppo Mondadori è immensa. Cogliamo con entusiasmo la nostra nuova responsabilità e non vediamo l’ora di poter proseguire il percorso già avviato da Mondadori», ha dichiarato Matteo Da Pont, amministratore delegato di Ovolab.

 

Oggi Anobii conta oltre 1 milione di utenti nel mondo, di cui 400.000 in Italia, dove gode della massima popolarità. Il catalogo complessivo di Anobii presenta 11,5 milioni di titoli, con 2,8 milioni di recensioni, realizzate con una media di 1.000 a settimana, e più di 22 milioni di votazioni dei libri.

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Il ponte sulla Drina

il ponte sulla drinaQuesto romanzo mi è arrivato come per caso. Un vecchio amico serbo me l’aveva consigliato per comprendere al meglio quello che succede nei Balcani. Durante la stesura de “il velo di Aisha” ho approfondito la storia della Bosnia e specialmente di Sarajevo, tanto che una buona parte dell’avventura si svolge proprio in quella città.

Il ponte sulla Drina racconta la storia del popolo bosniaco attraverso l’immutabile presenza del ponte, un romanzo che consiglio per leggerezza del tocco e profondità di argomento.

 

l ponte sulla Drina (titolo originale: На Дрини Ћуприја, traslitterato: Na Drini Ćuprija) è un romanzo scritto da Ivo Andrić tra il 1942 e il 1943 e pubblicato nel 1945, pochi mesi dopo la fine della Seconda guerra mondiale.

Fu il romanzo d’esordio di Andrić, che fino ad allora aveva scritto e pubblicato solo numerosi racconti brevi.

Il romanzo è caratterizzato da una prosa lenta ma vigorosa e da uno svolgimento che abbraccia diversi secoli: la trama si svolge infatti partendo dall’inizio del XVI secolo e giungendo fino alla Prima guerra mondiale.

Il protagonista del romanzo è il ponte sul fiume Drina (Ponte Mehmed Paša Sokolović) situato nella cittadina di Višegrad, località che si trova nella parte orientale della Bosnia, al confine con la Serbia. Il ponte fu costruito su ordine di Mehmed Pașa Sokolovič, che da ragazzino fu rapito dalla zona di Višegrad (1516) e portato a Istanbul dove, dopo anni di addestramento militare, vestì dapprima la divisa dei giannizzeri (il cosiddetto devșirme, una pratica usuale durante il dominio dell’Impero ottomano) e divenne poi visir, inviato durante il regno di Solimano il Magnifico nella zona di origine.

Tramite una serie di racconti e aneddoti ambientati sullo sfondo e spesso sopra il ponte, Andrić traccia la storia di Višegrad e della Bosnia stessa, area costantemente al confine tra Impero ottomano ed Europa, tra cultura orientale e religione musulmana e cultura occidentale e cristiana.

Il romanzo è considerato da alcuni una lettura importante per la comprensione della storia della ex-Jugoslavia.

 

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Quel cattivone di Cryptolocker

Il mio romanzo d’esordio “il cavaliere bianco” nasce dalla mia esperienza nel mondo dell’informatica. Ebbene si, sono un vecchio nerd. Uno di quelli che pasticciava con il Commodore 64 e poi ne ho fatto un lavoro. A quei tempi, parlo dei primi anni novanta, i virus informatici erano già aggressivi, ma non si rivolgevano alla massa di utenti come oggi.
Il cattivo del giorno si chiama Cryptolocker detto anche “il ricattatore”.
CryptoLocker è un trojan comparso nel tardo 2013, perfezionato poi nel maggio 2017. Questo malware è una forma di ransomware infettante i sistemi Windows e che consiste nel criptare i dati della vittima, richiedendo un pagamento per la decriptazione. Symantec stima che circa il 3% di chi è colpito dal malware decide di pagare. Alcune vittime dicono di aver pagato il riscatto ma di non aver visto i propri file decriptati.

Il mio consiglio è di non pagare e di prepararsi nel tempo una strategia di copie di sicurezza dei vostri dati. Nel mondo di oggi dovete essere pronti a buttare il PC senza il timore di perdere i vostri dati.

CryptoLocker generalmente si diffonde come allegato di posta elettronica apparentemente lecito e inoffensivo che sembra provenire da istituzioni legittime, o viene caricato su un computer già facente parte di una botnet. Un file ZIP allegato alla e-mail contiene un file eseguibile con una icona e una estensione pdf, avvalendosi del fatto che i recenti sistemi Windows non mostrano di default le estensioni dei file (un file chiamato nomefile.pdf.exe sarà mostrato come nomefile.pdf nonostante sia un eseguibile). Alcune varianti del malware possono invece contenere il Trojan Zeus, che a sua volta, installa CryptoLocker.

Al primo avvio, il software si installa nella cartella Documents and Settings (o “Utenti”, nei sistemi operativi Windows più recenti) con un nome casuale e aggiunge una chiave al registro che lo mette in avvio automatico. Successivamente tenta di connettersi a uno dei server di comando e controllo. Una volta connesso il server genera una chiave RSA a 2048 bit e manda la chiave pubblica al computer infetto. Il server di comando e controllo può essere un proxy locale e passare per altri, ripresentandosi spesso in nazioni differenti così da renderne difficile il tracciamento. Il malware quindi inizia a cifrare i file del disco rigido e delle condivisioni di rete mappate localmente con la chiave pubblica salvando ogni file cifrato in una chiave di registro. Il processo cifra solo dati con alcune estensioni, tra queste: Microsoft Office, Open document e altri documenti, immagini e file di Autocad. Il software quindi informa l’utente di aver cifrato i file e richiede un pagamento di 300 USD o Euro con un voucher anonimo e prepagato (es. MoneyPak o Ukash), o 0.5 Bitcoin per decifrare i file. Il pagamento deve essere eseguito in 72 o 100 ore, o altrimenti la chiave privata viene cancellata definitivamente e “mai nessuno potrà ripristinare i file”. Il pagamento del riscatto consente all’utente di scaricare un software di decifratura con la chiave privata dell’utente già precaricata.

Anche se CryptoLocker venisse rimosso subito, i file rimarrebbero criptati in un modo che i ricercatori ritengono inviolabile. Molti dicono di non pagare, ma non offrono alcun modo per recuperare i file, altri dicono che pagare sia l’unico modo per recuperare i file di cui non si disponga di un backup non compromesso.

Nel novembre 2013, gli operatori di CryptoLocker hanno lanciato un servizio online che promette di decifrare i file senza il programma e che permette di comprare la chiave di decifratura dopo la decorrenza dei termini. La procedura comprende l’invio di un file criptato al server come campione, la cui corrispondenza sia verificabile nell’arco delle successive 24 ore. Una volta trovata la chiave l’utente potrà comprarla online nelle successive 72 ore, alla cui scadenza il costo verrà aumentato a 10 bitcoin (che ai primi di novembre 2013 valevano circa 3500 USD)

A dispetto del fatto che le suite di sicurezza siano progettate per trovare tali minacce, può capitare che CryptoLocker non sia individuato del tutto o lo sia solo dopo che la cifratura è iniziata o è stata completata, specie se una nuova versione sconosciuta a un antivirus venga distribuita. Se si sospetta un attacco o questo è ai primi stadi, poiché è necessario un po’ di tempo perché sia completata la cifratura, la rimozione immediata del malware (un procedimento relativamente semplice) prima del completamento della suddetta cifratura può significativamente ridurre la perdita di dati. Gli esperti consigliano di prendere misure preventive, come usare programmi o politiche di sicurezza che impediscano a CryptoLocker d’essere avviato.

A causa della natura delle operazioni di CryptoLocker, alcuni esperti, sebbene con riluttanza, affermano che pagare sia l’unico modo per riavere i file, in assenza di un backup di ricostruzione (particolarmente un backup offline inaccessibile da rete, o la protezione continua dei dati di Windows ‘windows shadow copy’). A causa della lunghezza della chiave utilizzata, si considera praticamente inefficace un attacco a forza bruta per ottenere, senza pagare, quella necessaria alla decifratura dei file. Il worm è simile al 2008 Gpcode.AK, che usava una chiave a 1024 bit, considerata abbastanza grande da risultare indistruttibile senza uno sforzo organizzato e distribuito, o senza la scoperta di un ‘flaw’ utilizzabile per decifrarla. Nel tardo ottobre 2013 Kaspersky Labs ha riportato che un DNS Sinkhole è stato creato per bloccare alcuni dei domini di CryptoLocker.
Uno dei sistemi di prevenzione più efficaci è impedire l’esecuzione di programmi all’interno della cartella AppData. Questa cartella è presente in tutti i sistemi e la sua posizione dipende dalla versione di Windows utilizzata, può trovarsi dentro Documents and Settings (o “Utenti“, nei sistemi operativi Windows più recenti). Per effettuare questa modifica è necessario aggiungere le restrizioni nei Criteri di sicurezza locali presenti nel pannello di controllo.

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Quante false amicizie!

Se bazzichi Facebook da qualche anno ti sarai accorto di come, ultimamente, stiano aumentando le richieste di amicizie. Persone che non hanno nulla in comune con te se non il fatto di avere altri amici in comune.

Riconoscere i profili falsi è abbastanza semplice, dal momento che spesso sono caratterizzati da dei nomi stranieri o improponibili, sono profili nati da qualche giorno o da qualche ora, le foto hanno pochi “mi piace”, sinonimo della quasi assenza di attività recenti, hanno informazioni personali abbastanza scarse ed un nucleo amicizie molto variegato ed indefinito (amici di diversa nazionalità ecc.)

Questi falsi profili sono creati da persone allo scopo di controllare i profili di altre persone per praticare una sorta di Stalking digitale o per mettere in atto delle vere e proprie truffe online, scopo principale di chi crea questi falsi profili è infatti quello di spiare le persone o truffarle.

Sono comuni ad esempio account di ragazze belle e spesso in pose fotografiche succinte che, dopo la richiesta di amicizia andata a buon fine, contattano gli utenti per offrire prestazioni sessuali, questi altro non sono che account fasulli creati per condurre a link fraudolenti o a pagamento.

Così come purtroppo sono abbastanza frequenti i casi di ricatti da parte di persone operanti a mezzo di falsi profili.

Differenti sono le richieste di persone-aziende. Quasi sempre piccoli commercianti che cercano di promuovere la propria attività invitando gente a caso. Non sono del tutto contrario a questa pratica, un po’ come mettersi in piazza e salutare tutti quelli che passano indossando il grembiule della tua salumeria.

Ma come funziona la truffa delle “false amicizie”?

Una volta accettata la l’amicizia, i truffatori si fanno sotto con messaggi e conversazioni in chat per cercare di carpire all’ignaro utente simpatia e fiducia e magari, dopo aver instaurato una certa confidenza, arrivare allo scambio di foto per poi passare alla fase successiva che è quella della richiesta di denaro per non divulgare le foto compromettenti.

In casi di profili palesemente fake, il consiglio è quello di segnalarlo e bloccare l’account sospetto immediatamente, consigliamo inoltre di essere sempre diffidenti specie verso tutto ciò che è palesemente anomalo e di informarsi il più possibile per rapportarsi nel migliore dei modi con il mondo della comunicazione online che purtroppo, grazie ad una facilitata interazione tra le persone, nasconde dietro l’angolo potenziali insidie.

Non esistono, invece, i casi di Hacker che solo per il fatto di accettare l’amicizia prendono il possesso del computer e vi svuotano il conto corrente. Questi sono casi di attacchi di natura diversa e non passano praticamente mai per Facebook.

Il mio consiglio è di non accettare amicizie da persone con cui non avete nulla in comune o che hanno amici di natura “eterogenea”. Mai e poi mai scaricare video che rimandano a link esterni (non per nulla Facebook ve lo fa notare quando lo state facendo) e soprattutto…leggete i miei libri.

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e non chiamatemi chef!

ivanSe hai prestato attenzione ai social ti sarai accorto del mio compleanno. Mi sono concesso un pomeriggio alle Terme di Sirmione e poi una bella cena da un amico. Lui è Ivan Broccaioli, amico e mio lettore da antica data. Ci siamo conosciuti durante la presentazione di Eve, il mio lavoro hot, e da allora siamo rimansti in contatto. Ivan è uno chef di grande classe e lavora al ristorante Casa dei Pescatori a Sirmione (BS). Confesso che sarei andato a cena da lui anche se fosse stato il kebabbaro da strada tanto è l’affetto che nutro verso i miei lettori, ma lui perdinci! è uno chef altissimo.

Ho cenato in maniera sublime, in una serata in riva al lago di Garda. Peccato per la pioggia e il cattivo tempo, ma ero lì per il mio stomaco!

Visto che Ivan ha scritto un libro sulla sua carriera, con alcune ricette al suo interno, ci siamo scambiati i nostro rispettivi lavori. Il suo Ivan Broccaioli 30 anni di passione e il mio Fòbal.

Cibo, letture e amicizia, il meglio della vita.

 

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I leoni del Fòbal

img_20190427_155429Quando ho presentato in anteprima il mio libro Fòbal il posto non poteva che essere Urago Mella. In questo quartiere sono praticamente nato e vissuto fino a trentatre anni. Ho indossato la gloriosa maglia, ho sudato sul campo in terra battuta e ho imparato che una squadra è, prima di tutto, appartenenza.

Così ho organizzato qualcosa di più di una semplice presentazione, ho messo in scena uno spettacolo. Attori, letture, musica e il video.

Alla fine della serata il presidente del club mi ha omaggiato della divisa ufficiale con lo stemma del 40°.

 

Fòbal lo potete scaricare da Amazon in ebook o in versione cartacea.

FronteFobal

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Figlio di Dio

FiglioDiDioSarà che il vecchio Cormac è uno dei miei idoli letterari, sarà che era l’ultimo suo libro che mi mancava, il fatto è che questo Figlio di Dio rappresenta l’essenza stessa del suo stile. Secco, deciso e senza fronzoli. Nessun pensiero dei personaggi che agiscono e si spiegano da soli. Lester se ne va in giro e compie delle atrocità, ma chissà perchè appaiono normali e in linea con il personaggio.
Per chi ha l’ambizione di scrivere questo è un trattato di stile moderno.

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Ultimamente faccio fatica a seguire Dostoevskij

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Il signor Fedor Dostoevskij è sempre stato uno dei miei autori preferiti. Facile a dirsi e facile fare bella figura citando il maestro, più difficile è avventurarsi nel suo mondo. Primo perchè i russi, per definizione, sono lunghi e amano i romanzi di largo respiro. Una cultura, quella russa, che ha sfornato dei capolavori della letteratura (anche se in tutti in un lasso di tempo abbastanza circoscritto).

Dopo aver letto “Delitto e castigo”, uno dei libri che ha fatto di me un lettore, ho affrontato i Karamazov e ora sono alla fine de “L’idiota”.

Non è facile oggi, con tutto il Novecento alle spalle e i nuovi eroi del Duemila, capire e amare la profondità dei russi. L’idiota, per esempio, è fatto al 70% di dialoghi. Cosa che al momento può assomigliare molto alla letteratura moderna tutta mordi e fuggi, ma che sul lungo periodo finisce per spiazzare il lettore moderno. Il vecchio Fedor usa spesso il dialogo come descrizione delle persone e delle situazioni, un espediente geniale e allo stesso tempo inaspettato per i lettori di oggi.

Ultimamente ho preso l’abitudine di leggere due o tre libri contemporaneamente. Questo perchè mi permette una maggior concentrazione durante la lettura e, alla fine, ho portato a casa il triplo del risultato.

Finito L’idiota (che sto leggendo insieme a “Plan della Tortilla” di Steinbeck) mi getterò sul quarto capitolo della Torre nera e su un buon Cormac McCarthy d’annata, però resterà la voglia di tornare a qualche russo: Guerra e Pace non credo, forse Anna Karenina, vedremo.

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