Religione

L’archetipo della religione è uno dei più complicati. Si rischia di esulare il campo amoroso e sfociare nel misticismo, eppure questo archetipo è più diffuso di quanto si pensi.
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La coppia che vive molto intensapente la religione trova nel rapporto il compimento dalla propria missione. Queste persone si sentono realizzate quando il progetto di vita terrena coincide con i dettami della religione. Nel mondo cattolico esistono molte coppie di questo tipo, probabilmente anche per l’Islam anche se il rapporto per quella religione è meno aperto verso l’esterno e non abbiamo molte notizie.  Anche persone appartenenti a religioni non teiste – ad esempio il Buddhismo – possono dare uguale importanza al fatto che il partner condivida il loro credo senza necessariamente collegare la loro unione all’idea di un Dio. In entrambi i casi, la coppia non ha senso al di fuori della religione.

Questo è un archetipo fortemente di coppia. Difficilmente un individuo con l’archetipo della religione trova un partner che non lo condivida. Sono persone che, in un modo o nell’altro, si trovano. Vuoi perchè frequentano gli stessi posti: chiese, oratori, volontariato, vuoi perchè sono individui improntati al rapporto di coppia.

Il lato ombra della religione accade quando l’individuo lo attiva in un secondo momento. Una persona che non è maturata con questo archetipo lo vede nascere in risposta a qualche accadimento esterno, solitamente un lutto. La persona si trova improvvisamente una forte spinta religiosa, ma non è immerso in un mondo a lui simile. A questo punto trova che tutto intorno a lui è sbagliato, deviato e si adopera per modificarlo. Questi individui sono portati a cercare partner da dirigere sulla retta via. L’estremizzazione è l’uomo che in età matura sposa una prostituta con l’idea di redimerla e farne una perfetta compagna di vita spirituale.
Sei d’accordo con una delle affermazioni seguenti?
– Non riesco a immaginarmi in una relazione in cui il mio partner sia di un altra religione.
– Credo che il vero amore deve essere parte della propria vita spirituale.

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Favola

Uno dei più amati archetipi dell’amore è, senza dubbio, quello della favola. Chi non vorrebbe vivere in una favola, come diceva il poeta. L’amore è la più classica delle favole. La storia della principessa, del principe; anche se questo è un orco travestito. L’importante è il lieto fine, il “vissero tutti felici e contenti”.
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L’archetipo della Favola non ammette mezze misure: è quello giusto oppure no. E’ buono o cattivo. L’archetipo della favola porta con se grandi aspettative nei riguardi del partner, a volte irrealistiche, come quella di “essere capiti senza parole” o di “non litigare mai”. L’altro deve rimanere un Principe oppure quantomeno non discostarsi troppo dal nostro ideale. Quando le cose non funzionano, chi si riconosce in questo archetipo può essere soggetto a delusioni. Per molti è difficile continuare a “Idealizzare” il proprio partner anno dopo anno.

Questo archetipo si materializza sin dall’infanzia, specialmente nelle bambine. I media di antica data, cioè le favole dei nonni, sono piene di esempi: il principe azzurro, cenerentola e chi più ne ha ne metta. Quando l’individuo cresce mantiene sempre un fondo di ottimismo che coincide con la favola. Si cerca sempre il lieto fine, il partner decisivo. Anche gli uomini sono sottoposti allo stesso archetipo e vedono loro stessi come principi.

Purtroppo, come tutti gli archetipi, anche questo ha il suo lato oscuro. Individui che non riescono a separare la vita reale dalla vita sognata, persone perennemente insoddisfatte e alla ricerca continua di un principe azzurro. Tutti vogliamo credere alla favola, ma c’è anche la necessità di accontentarsi di quello che la vita ci ha riservato. Quando manca il contatto con la realtà e si vive alla perenne ricerca di un modello di favola che esiste solo nel nostro cervello ci si sente insoddisfatti, questo è il lato oscuro della favola.

 

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Successo

L’archetipo del successo è tra i più discussi in campo amoroso. Ci sono persone con scarsissima empatia, bellezza minima e discutibili modi che attraggono partner in grande quantità. Sarebbe facile commentare, ma andiamo a fondo.

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Molte persone fanno considerazioni pratiche prima di abbandonarsi del tutto a una nuova relazione d’amore. “Avremo la possibilità di comprare casa?” oppure “Sarà disposto a trasferirsi con me se mi danno quella promozione a Londra?”. Le persone che hanno l’archetipo del successo vanno un passo oltre e vivono il rapporto d’amore come una partnership di due individui che partono “Alla conquista del mondo”. Questo è uno degli archetipi meno capiti. Molte donne e uomini con questo archetipo vengono visti come approfittatori che fanno finta di essere innamorati per riceverne vantaggi sociali o di carriera. Il fatto è che per queste persone un amore deve anche portare vantaggi concreti. Se non li porta non è amore, ma solo una passione passeggera.

Quando un uomo è ricco è pieno di donne, facile affermazione. In particolar modo per le donne il meccanismo non è semplicemente legato alla ricchezza o a quei beni materiali che si possono acquistare con il denaro. Il legame è che l’uomo ricco è sicuramente uno di successo e la ricchezza è una conseguenza. Quindi un uomo di successo saprà garantire un futuro di tutto rispetto alla moglie e alla prole. Nei secoli, questo genere di figura, è stato espresso anche in campo maschile. Uomini attratti da donne di potere e di successo secondo lo stesso meccanismo.

Se l’archetipo è giocato a livello di coppia è sicuramente funzionale al rapporto. L’individuo è attratto dal successo e il partner non deve lavorare su altri aspetti per la manutenzione del rapporto. Finchè perdura il successo la coppia è salva.

Il lato ombra di questo archetipo si manifesta quando l’individuo non ragiona a livello di coppia, ma solo singolarmente. Si innamora del potente di turno senza pensare a costruire un rapporto duraturo. Questo è il classico esempio di coppia sbilanciata dove uno dei partner, di solito l’uomo, spadroneggia in virtù di un successo economico e la compagna assume le fattezze del compagno indossandone gli stessi vizi.

 

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Mistero

Tra gli archetipi più noti c’è quello del mistero. Quanti esempi in letteratura e nei film, l’uomo misterioso o la donna del mistero.
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Per molte persone, la fase dell’innamoramento, è legata a tutto quel percorso necessario a scoprire ogni lato nascosto del proprio partner. Si può dire che l’amore è un mistero da risolvere. L’individio che ha l’archetipo del mistero è attratto da quelle persone che nascondono parte dalla loro vita. L’uomo silenzioso, che guarda nel buio e fuma la sigaretta è automaticamente associato al mistero e risulta affascinante per molte donne. Anche nel caso contrario, quando una donna nasconde il proprio passato esercita un fascino irresistibile.
Esiste il caso opposto. Persone che raccontano tutto della propria vita già al primo incontro perdono di fascino, risultano banali e per nulla interessanti. Questo non dipende dal comportamento di chi “racconta”, ma dall’atteggiamento di chi ascolta. Ci sono individui che starebbero ore ad ascoltare le avventure del partner e altre che preferiscono scoprire ogni giorno un piccolo pezzetto di storia.
L’archetipo del mistero è semplicissimo da intuire. Se il partner si sporge verso di voi mentre guardate l’orizzonte è probabile che abbia il mistero innestato. Quindi non svelate troppo, rimanete sul vago e avrete un buon inizio di relazione.Ovviamente quando la relazione prosegue l’alone di mistero diminuisce, siete costretti a svelarvi e il partner inizierà a chiedere inconsciamente nuovi misteri.
Il lato oscuro del mistero si attiva quando ogni nuova informazione sul partner ne diminuisce il fascino fino ad azzerarlo. L’individuo, in questo caso, viene continuamente attratto da sconosciuti silenziosi ancora tutti da scoprire.

 

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Dominazione

Questo è sicuramente uno degli archetipi amorosi più discussi. La dominazione ha confini molto labili e difficili da definire. Per qualcuno l’amore è passione selvaggia, esiste un partner forte e uno debole. Semplificando: l’uomo prende il controllo e la donna subisce. Vedete come è semplice allargare i confini?

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Il libro “50 sfumature di grigio” e il susseguente film hanno suggerito che le fantasie sadomaso siano più diffuse di quanto si pensi. Anche se pochi sono disposti ad ammetterlo, la fantasia della dominazione sessuale è eccitante per molte persone. Per alcuni diventa una componente irrinunciabile del rapporto. Altre volte queste fantasie vengono vissute fuori dal rapporto di coppia o semplicemente represse. La confusione su questi argomenti è alimentata da psichiatri dell’ultima ora, amici di amici e video trovati su internet.

Partiamo da un piano che viene considerato basilare per tutta la comunità scientifica. La sessualità consenziente, in qualsiasi forma, non è una malattia. Quando il rapporto accetta pratiche senza che vi sia disagio per uno dei partner allora si può considerare sano.

La dominazione avviene quando uno dei due individui esercita un potere sull’altro costringendolo a pratiche sessuali più o meno violente. Non dobbiamo stupirci se questo sbilanciamento del rapporto funzioni, al contrario, da equilibratore. Una persona sfoga il bisogno di dominare e l’altra il bisogno di essere comandata. Da questo spostamento del dominio si ottiene un nuovo equilibrio.

Lo stesso tipo di dominazione si può creare anche fuori dall’ambiente puramente sessuale. Casi dove uno dei partner è felice quando esegue pedissequamente il volere del dominante non sono del tutto inconsueti. Quando la donna è nella condizione di dominata rispetto all’uomo questa condizione viene quasi moralmente accettata, ma ho ricordato che il rapporto deve essere consenziente e lo si trova molto raramente.

La dominazione sessuale, quindi, è molto frequente e se viene accettata senza traumi può rivelarsi un buon modo per equilibrare la coppia. Spesso abbiamo rapporti dove la pratica sessuale ribalta il disequilibrio che si crea in maniera naturale nella vita reale. Uomini di potere con mogli casalinghe si trovano spesso a subire la dominazione sessuale.

Il lato ombra di questo archetipo si manifesta quando la dominazione non è consenziente, ma uno dei partner lo accetta solo per mantenere intatto il rapporto. Un aspetto che finisce per logorare la coppia o per scatenare nel dominato una reazione terribile e definitiva.

 

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Il giardino

Forse l’archetipo più bello dell’amore è il giardino. Un giardino bellissimo, rigoglioso con tanti alberi e fiori. L’immagine che ci scalda il cuore e ci induce a sperare che il nostro rapporto sia pieno di colori.

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Un bel giardino ha bisogno di essere innaffiato e curato ogni giorno per mantenersi vivo nel tempo. In altre parole, non è qualcosa che una volta trovato si mantiene sano da solo, siamo noi a doverlo mantenere in vita prendendocene cura ogni giorno. Ed è proprio questa l’idea che caratterizza questo archetipo.

L’impegno costante è difficile, non è da tutti. Quando un rapporto ha raggiunto la fase di equilibrio e gli archetipi di movimento che abbiamo descritto prima si sono azzerati ecco che inizia la fase più difficile. La coppia ha costruito un giardino che ha bisogno costante di cure e attenzioni. Se ci si dimentica di annaffiare i fuori questi muoiono, così anche il rapporto. Se la coppia mantiene il giardino non deve temere nulla.

Il lato oscuro del giardino può arrivare all’improvviso, spesso attivato da eventi esterni che uno dei due individui non riesce a controllare. A questo punto il giardino non sembra mai perfetto, ci sono sempre dei colori sbiaditi o delle macchie nel laghetto che non si riescono a pulire. L’individuo vuole mantenere il giardino e addossa la colpa al partner che non si impegna. In poche parole subentra una mania di perfezione, mentre la manutenzione dovrebbe essere fatta di piccole e invisibili carezze.

L’ombra dell’archetipo giardino spinge per un salto di qualità della coppia rompendone l’equilibrio. Vengono meno le premesse iniziali e il rapporto inizia a disgregarsi. La televisione, con i suoi falsi miti, è spesso una delle cause del lato oscuro del giardino. L’individuo è felice, ma vede immagini di coppie che ritiene più felici. Hanno denaro, figli biondissimi e vacanze da favola. Chi sono io per non ambire a quello stato superiore? La domanda inizia a rombare nel cervello fino a mettere in discussione un rapporto che, fino a pochi minuti prima, era in perfetto equilibrio.

 

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Guarigione

Se l’archetipo del sacrificio comporta una situazione di apparente passività ecco che l’archetipo della guarigione è decisamente più attivo.

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Il presupposto per una buona relazione e l’equilibrio tra le parti. Se i due individui vivono una sensazione di equaglianza non avranno da lamentarsi e il rapporto crescerà e si svilupperà in maniera sana. Quando uno dei due partner nota che l’altro è in situazione di disequilibrio può attivare l’archetipo della guarigione. La persona amata non riesce a portarsi sullo stesso livello e quindi devo intervenire guarendolo

Amare è aiutare una persona a stare meglio

Quando l’archetipo si attiva e raggiunge il suo obbiettivo in poco tempo si è davanti a un modello positivo. Vedo che hai un problema momentaneo e ti aiuto. L’equilibrio viene raggiunto e l’archetipo si placa. Questo archetipo, come quasi tutti, è presente nell’individuo fin dalla formazione. La società esterna, la famiglia e il carattere disegnano i nostri archetipi.

La persona che riconosce in questo archetipo si trova spesso attratta da persone che stanno vivendo o hanno vissuto un trauma importante – come dipendenza da sostanze, abusi o depressione clinica. Paradossalmente, se nel corso della relazione la persona guarisce completamente il rapporto può entrare in crisi.

Il lato oscuro si manifesta nel bisogno incondizionato di guarire tutte le persone che ci circondano. L’individuo è convinto che il partner sia perennemente malato, che i figli siano malati e anche tutti gli amici. La guarigione oscura incalza la persona e cercare di intervenire nella vita privata e pubblica di chi la circonda.

Se ci si sente attratti da persone che hanno bisogno di aiuto, se ci si accompagna a partner con bisogni fisici ed economici e se ci si sacrifica per il raggiungimento della felicità dei compagni allora si ha il guaritore oscuro.

 

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Sacrificio

Uno dei principali archetipi dell’amore è proprio il sacrificio. Quante volte avete sentito dire che “Amare è essere disposti a sacrificare tutto”. Tutte le relazioni comportano sacrifici occasionali, ma l’archetipo del sacrificio è proprio dell’amore.

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La relazione tra due persone è la base di tutta la società umana. Fin dai tempi dei primitivi, l’unico modo per sopravvivere e progredire, era legato allo scambio tra esseri umani. Relazione sessuale per il proseguimento della specie, relazione collaborativa quando i cacciatori si univano in squadre per abbattere animali più forti e più rapidi. La relazione non è propria della specie umana, ma è quella che ha consentito lo sviluppo della società.

Ogni buona relazione si basa sull’equilibrio. Due persone partono da due punti di vista differenti e soltanto raggiungendo l’equilibrio possono ritenersi entrambi soddisfatti. Se un soggetto acquista la totalità della posta in palio lascia l’altro scontento e questa tipo di relazione sbilanciata è sempre deleteria. Quindi per raggiungere l’equilibrio è necessario che le due parti rinuncino a un pezzo del loro potere o delle loro convinzioni per soddisfare il raggiungimento di un accordo.

Nella relazione amorosa, il sacrificio, è proprio l’atto di rinunciare a qualcosa per il raggiungimento dell’equilibrio amoroso. Quando il sacrificio è funzionale al rapporto si è di fronte a un archetipo positivo. Se rinuncio a una serata davanti alla Tv per accompagnare mia moglie al cinema effettuo un tipo di sacrificio per il raggiungimento dell’equilibrio. Confido infatti di avere, a mia volta, un credito da risquotere per la prossima occasione. Sono regole che appaiono ciniche, ma che fanno parte della nostra formazione umana.

L’archetipo del sacrificio è quindi insito nel rapporto amoroso. Si manifesta spesso a uno e consumo della coppia, come un continuo elastico tra le necessità dei due partner.

La deviazione negativa o lato oscuro del sacrificio si manifesta in quel tipo di rapporti malsani. Quando uno dei due partner accumula sacrifici senza ottenere nulla in cambio si ha uno scompenso nella coppia. Il sacrificio destabilizza e, se usato in maniera continua genera una situazione di disequilibrio. Abbiamo pertanto un soggetto che accumula sacrifici e l’altro che non riesce a controllare la situazione.

Uno dei classici esempi è la tipologia di madre che rinuncia totalmente alla propria vita privata a favore di un futuro non meglio precisato per il figlio. La donna non esce più di casa, passa tutto il tempo a pulire e cucinare, non ha più amicizie e vive solo in funzione della vita futura del figlio. Questo accumulo di sacrifici porterà la donna a esigerne il pagamento in una sola soluzione e il figlio si troverà nell’imbarazzo di non aver nulla da tornare in cambio. Oppure, ancora peggio, verrà sottoposto a una serie di ricatti che coinvolgeranno la sua vita privata.

Con tutti i sacrifici che ho fatto ora tu mi ripaghi sposando quella là?

 

– Mi fa piacere fare sacrifici per il bene del mio partner.
– Credo che essere disposti a fare sacrifici per il partner sia il segno del vero amore.

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Gli archetipi dell’amore.

Abbiamo analizzato gli archetipi più comuni o, meglio, quelli codificati nel tempo. Gli archetipi non sono altro che dei “comportamenti” che si innestano sull’individuo a causa di eventi esterni o di una propria formazione culturale e sociale.

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Amare è una relazione e come tale mette in contatto due individui.Tralasciamo se siano uomini o donne. Quello che ci interessa sono gli archetipi che entrano in gioco. Qualsiasi archetipo, se non viene messo in contatto con l’esterno, rimane quasi inerte e ha il difetto di macerare l’essere umano dell’interno. L’amore è il contatto tra due esseri umani, tra i loro archetipi.

Capire l’archetipo della persona amata ci permetterà di comprendere cosa troverà attraente e, se siamo bisognosi del suo affetto, potremo modificarci per attirare la sua attenzione.

Un piccolo esempio. Tirare i capelli al partner, per molti non viene considerato attraente, ma ci sono archetipi che lo apprezzano. L’archetipo della dominazion è considerato un gesto sexy. Raccontare le proprie avventure è considerato una forma di esibizionismo? Per le donne con l’archetipo del Mistero potrebbe essere controproducente raccontarsi, queste donne preferiscono l’uomo che non parla, l’uomo che ha qualcosa di nascosto. Avere un grave problema di salute allontana le persone? Dipende, chi ha l’archetipo della Guarigione cerca proprio l’occasione di sentirsi indispensabile al benessere del partner.

Per la coppia, dare lo stesso significato all’amore, tende ad aumentare la durata e la qualità di un rapporto. Se due persone condividono gli stessi ideali è più facile che si trovino in sintonia.

Quali sono allora gli archetipi dell’amore? Seguimi nel percorso e, alla fine, dimmi in quale ti sei identificato almeno una volta.

 

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Creatore

Siamo giunti all’ultimo degli archetipi classici. Ricordate che ogni individuo possiede alcuni archetipi basilari dati dalla sua formazione e dall’ambiente che lo circonda.

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Questo archetipo riesce a creare una nuova realtà grazie al potere della sua immaginazione. Ogni cambiamento della società passa attraverso l’archetipo del creatore. L’uomo vede, immagina i propri miglioramenti e agisce. L’immaginazione scardina ogni regola decisa in precedenza. Le regole creano condizionamenti all’uomo e solo grazie all’immaginazione si può andare in contrapposizione alla consuetudine. Quando il creatore si attiva l’invididuo vive il paradosso dell’euforia e della paura, questo perchè si percorre una strada ancora inesplorata.

L’archetipo del creatore attiva l’impulso che mira alla perfezione dello spirito. L’uomo manifesta dentro di sè quello che nel futuro già esiste, ma nel presente è solo immaginato. La possibilità che questo archetipo dona all’uomo, consiste nel vedere proprio ciò che non esiste e di combattere per realizzarlo, contribuendo così all’evoluzione e alla creazione del nuovo per mezzo del quale l’universo muta e si evolve.

Lo spirito è padrone e determina il destino dell’uomo, l’individuo cosciente in grado di ascoltarsi, percepisce in quale direzione lo spirito lo vuole portare, dandogli il tempo di prepararsi per condurre attraverso l’io l’energia spirituale di questo archetipo.
L’individuo incosciente sente solo il volere della mente quindi dell’io, senza ascoltare i progetti che lo spirito ha per lui, gli accadimenti della vita in qualche modo lo investono poiché combatte contro il proprio spirito per rendere manifeste solo le esigenze dell’io.

L’uomo è creatore consapevole quando l’io guida lo spirito. La creazione del guerriero, invece, si manifesta tramite la lotta ed è un classico atteggiamento della società moderna. Al contrario, il creatore, parte dallo spirito e non tiene conto della civiltà perchè è solo astrattismo senza tempo. Il rischio è di sentirsi emarginati, fuori tempo proprio per il suo essere controcorrente. L’archetipo del creatore infonde all’uomo una grande libertà proprio quella della creazione. Creare significa esprimersi e questo aspetto fa parte solo degli uomini liberi. Più un uomo è condizionato meno immaginazione possiede divenendo così uno schiavo del sistema. Il sistema si basa su schiavi che credono e si sacrificano rinunciando alla libera creazione che è la base della libertà. Il creatore cosciente non solo crea, ma è consapevole del suo ruolo di libertà.

Ogni individuo è un creatore e concorre a modificare la forma dell’universo che lo circonda. Se da una parte la vita è l’elemento dinamico dell’universo, esiste un lato statico che gli antichi chiamavano “etere”. Un’idea frutto dell’immaginazione di un individuo, che si confronta con un altro ne genera una seconda che contiene la prima ma con l’aggiunta del confronto con l’altro. Tutti gli uomini contribuiscono dunque alla dinamicità e alla creaizone del nuovo universo come tutte le varie forme di vita. Il pensiero collettivo chiamato anche con il nome di eggregora, aumenta a dismisura la potenza dell’immaginazione/creazione dell’uomo. L’eggregora si manifesta quando più individui pensano o immaginano una medesima situazione o cosa.

Il calcio ad esempio non è sostenuto dal denaro investito in esso, perché questo ne è solo il riflesso di quante persone lo pensano e lo discutono. Se da domani le persone ignorassero il calcio i soldi non sarebbero in grado di sostenerlo e sparirebbe. Se molti individui invocano la guerra per risanare l’economia di un paese questa non tarderà a comparire.
Più individui pensano o immaginano lo stesso avvenimento/cosa più potere e possibilità ha di manifestarsi. Questo è il potere della creazione collettiva.

Alcuni individui si sono accorti già in età antica di questo potere e molto spesso hanno saputo orientare il pensiero di molti a vantaggio personale con tecniche oscure. Di fatto l’immaginazione e il pensiero consumano energia vitale per essere creati, poiché lì va l’attenzione dell’individuo, infatti è proprio questa energia a rendere manifesto successivamente il pensato.

L’arte è la creazione per eccellenza. Passionale e romantica quando espressione dello spirito, essa può essere espressa nel migliore dei modo solo si padroneggia la tecniche per esprimerla e qui serve un duro lavoro e costante dell’io.  Per essere arte dunque l’uomo rende attraverso la padronanza della tecnica l’immaginazione, dando forma concreta a ciò che all’inizio potrebbe sembrare solo una velleità. L’arte è sempre bellezza poiché l’artista è in grado di trasformare le peggiori azioni umane in bellezza per le proprie opere. L’artista dunque accetta la vita per quello che è vedendone anche nei lati più tragici la bellezza, che l’uomo addormentato affetto dalla dualità e dalla scarsa consapevolezza di sé non sa cogliere.

Il lato oscuro si manifesta con la continua creazione di circostanze negative. Spesso l’archetipo ombra porta a un lavoro eccessivo con il quale l’uomo racchiude tutta l’esperienza terrena per privarsi delle occasioni che la vita gli offre.

Caratteristiche Creatore

Traguardo: creazione di una vita, di un lavoro o do una nuova realtà quale che sia
Paura: mancanza di autenticità, creazione abortita, incapacità a livello d’immaginazione
Risposta al drago: accettare che fa parte del sé, essere desiderosi di creare un’altra realtà
Compito: autocreazione, autoaccettazione
Dono: creatività, identità, vocazione
Mitologia: ——-
Favola/Racconto: ———
Lato Ombra: creazione di circostanze negative e di opportunità limitate, creazione ossessiva, mania del lavoro

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