La ricerca del genitore

Se la prima legge era “le donne vogliono il capobranco”, la seconda è “le donne sono attratte dall’uomo genitore”.

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Non entriamo nei meccanismi freudiani, anche se un buon ripasso non ci starebbe male. Le donne sono emotivamente attratte dall’uomo che riesce a far rivivere l’esperienza dell’amore genitoriale. Per la femmina esistono due tipi di amore genitoriale, il contatto gentile con la madre e la guida protettiva del padre.

La prima forma d’amore che ogni bambina sperimenta è quello materno. I bisogni primari: contatto, calore, cibo, vengono somministrati dalla madre in maniera automatica senza bisogno di spiegazioni. E’ un tipo di amore primordiale, assoluto, necessario. La madre sembra capire telepaticamente le necessità della figlia. Questo primo legame, questo primo rapporto è la base che scolpisce ogni donna: il bisogno di essere capita senza parole. L’uomo che sarà capace di colmare questo desiderio avrà carpito il suo cuore.

L’uomo empatico riesce a intuire le emozioni, i bisogni della donna senza doverli chiedere. Comunica la comprensione e risveglia meccanismi molto antichi, che risalgono all’infanzia, e riesce a connetterla spiritualmente a sè. Il primo passo è quindi il legame genitoriale materno.

Se, oltre a capire i bisogni, l’uomo riesce anche a soddisfarli l’attrazione si rinforza con il secondo lato. Il genitore paterno si somma al genitore materno. Come la madre riusciva a soddisfare i bisogni fisici il padre soddisfava i bisogni spirituali. Il padre è la forza, la sicurezza, la roccia che nessuno riesce a scalfire. Si preoccupa della sua bambina ed è pronto a spingerla verso l’età adulta. Mi piace ricordare l’esempio della prima uscita in bicicletta. La madre guarda la figlia e le infonde fiducia, ma è il padre che la spinge e che toglie la mano dal sellino al momento opportuno.

I bisogni fondamentali per una donna sono: la stimolazione nel sociale e il raggiungimento della rilassatezza. L’uomo deve spingere la donna fuori dal guscio, stimolarla a ridere, scherzare, giocare, confontarsi con il mondo esterno senza paura di fallire. Contemporaneamente deve costruire un nido spirituale confortevole. La donna deve sentirsi a proprio agio, rilassata e sicura. Il padre deve avvolgere la figlia di sicurezza per farle affrontare il viaggio verso l’esterno.

La bambina ammira il padre fin dall’infanzia. La donna adulta dovrà ammirare l’uomo per provare attrazione. Eroi del quotidiano sono sempre più attraenti dei grandi disprezzati a livello mondiale. L’uomo sereno, deciso e che gode del consenso sociale avrà un carisma che si tradurrà in attrazione per la quasi totalità delle donne.

Nella vita adulta, la capacità di insegnare a una donna, crea attrazione. Il fascino che esercitano i sapienti, i saggi e gli insegnanti sono sotto l’occhio di tutti. Quante volte abbiamo visto uomini fisicamente non irresistibili esercitare un fascino magnetico sulle donne solo per il fatto di essere esperti in una materia. Insegnare non significa mettersi in cattedra con la spocchia del professore universitario, ricordate che la donna vuole sempre divertirsi. Spiegare in modo divertente qualsiasi argomento è una fonte di attrazione. L’attrazione aumenta se l’argomento è talmente interessante da generare in lei lo stupore che provava da bambina.

Una delle realtà meno intuitive della seduzione è la capacità di imporre delle regole. L’uomo che impone regole sensate dona sicurezza alla donna. Lei si lamenterà e vorrà mettere in discussione queste regole, ma nel fondo del suo cuore le amerà perchè le ricorderanno il padre.

Quando una donna ha la tendenza ad arrivare in ritardo chiede inconsciamente delle regole. Attenzione a non estremizzare questo concetto perchè è molto delicato. L’uomo non deve subire passivamente i ritardi, altrimenti la compagna non subirà la sua attrazione. Mettere dei paletti e delle conseguenti “punizioni” può essere una soluzione. Semplicemente annullare l’appuntamento se il ritardo sfora un tempo stabilito. “Me ne vado dopo 30 minuti” non significa abbandonare il campo, al contrario è una forma di rispetto verso il rapporto che deve essere sempre in una situazione di equilibrio. Ovviamente devono essere trattamenti e punizioni adeguate. Trenta minuti di ritardo è una follìa, ma se mettiamo un recinto siamo sicuri che le pecore non fuggiranno.

In molte famiglie il padre è la persona responsabile di far rispettare le regole e nella storia di molte bambine c’è un periodo in cui l’amore per la madre diminuisce mentre quello per il padre aumenta. Jung chiamava Complesso di Elettra il desiderio infantile di prendere il posto della mamma nel cuore di papà, e molti ricercatori hanno per un periodo teorizzato che la donna adulta fosse attratta da uomini che assomigliano al padre. Non ci sono prove scientifiche a sostegno di questa tesi; la seconda legge dell’attrazione femminile afferma invece che molte donne sono attratte da uomini che fanno loro rivivere esperienze ed emozioni collegate all’amore genitoriale, come la sensazione di essere profondamente capite e l’ammirazione.

In definitiva il primo amore è quello per i genitori e le caratteristiche marchiano a fuoco lo spirito della femmina (più di quello del maschio). L’uomo che riesce a ricreare queste caratteristiche avrà il controllo sull’attrazione che le donne provano.

  • Empatia (capire i suoi bisogni)
  • Soddisfarli
  • Insegnare suscitando stupore
  • Imporre regole sensate

 

E mentre questi di elisir di attrazione hanno quasi sempre l’effetto voluto, in quanto parte dell’esperienza infantile di ogni donna, vi sono altre caratteristiche particolari che solo alcune donne trovano attraenti. Facciamo un esempio. Ti è mai capitato di vedere persone la cui vita sembra una commedia? E altre che sembrano vivere una tragedia greca? In Analisi Transazionale esiste il concetto di copione, ovvero la “storia” di vita che inconsciamente ognuno di noi scrive. Il tema principale di questa storia viene buttato giù nell’infanzia e viene poi rifinito con il passare degli anni. Diversi ricercatori hanno ripreso il concetto di copione ipotizzando che ognuno di noi porti dentro di sé diverse “storie d’amore” più o meno positive: saremmo quindi attratti dai coprotagonisti ideali delle storie che vogliamo vivere.

Facciamo qualche esempio. La donna che vuole inconsciamente vivere una storia da vittima cerca un persecutore, la donna che vuole essere salvata da una vita infelice vuole un principe azzurro che la porti via, la donna che immagina l’amore come un giardino da innaffiare di cure cerca un giardiniere attento e amorevole.

Ci sono donne e uomini che, purtroppo, si raccontano storie tristi, e l’influenza di queste storie può diventare particolarmente forte in caso di disagio mentale, quando la coazione a ripetere si irrigidisce e lascia poco spazio ad un esperienza genuina della realtà. In questo caso, il concetto di rivivere esperienze d’amore genitoriale assume toni sinistri, perche tali esperienze sono state traumatiche, e riviverle porta sofferenza. Ma portarsi dentro una storia triste non è una condanna. Siamo autori delle nostre storie: così come le abbiamo scritte, possiamo imparare a cambiarle.

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La ricerca del capobranco

La prima legge della donna è: “Le donne sono fisicamente attratte dal capobranco”

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Una legge fondamentale che ci viene dal campo animale. Ricordiamo che siamo civilizzati da un tempo relativamente breve. L’essere umano è rimasto allo stato animale per milioni di anni, ne ha seguito le leggi e i comportamenti e il nostro DNA è marchiato a ferro con le leggi della natura. La femmina di ogni specie cerca il maschio migliore per dare continuità alla prole. E’ un fatto.

Darwin, a margine dei suoi trattati, ha sempre evidenziato come l’evoluzione ci ha portati a questo punto preservando dentro di noi le tracce del passato. Per una donna dell’Età della Pietra era normale scegliere un uomo capace di proteggerla e sfamarla. Gli uomini più deboli rimanevano senza compagna e i loro geni andavano dispersi. La legge dell’evoluzione ci insegna che gli uomini che sono arrivati a noi contengono i geni migliori. Il patrimonio genetico si trasmette in un solo modo ed è la donna a decidere chi è meritevole di sopravvivere.

L’evoluzione ha quindi favorito le donne che sceglievano uomini forti o addirittura veri e propri “Capobranco”, cioè i leader del gruppo, che potevano disporre delle risorse di tutta la comunità per sfamare e proteggere i propri cari. È così che l’attrazione per il capobranco è diventata istintiva, trasformandosi nel tempo da scelta razionale in attrazione fisica.

Il nostro mondo è completamente diverso da quello dei nostri antenati, ma il patrimonio genetico è praticamente invariato. Le donne cercano sempre il capobranco per dare una continuità alla specie, sono le paladine dell’evoluzione darwniniana. Il capobranco di un tempo era forte, muscoloso, bravo cacciatore e intelligente. Tutte caratteristiche che servivano a mettere la carne in tavola e a difendersi dai predatori.

Oggi, il capobranco, ha un metro per misurarsi che è la ricchezza. La donna è attratta dell’uomo ricco perchè ritrova le caratteristiche del capobranco. L’uomo ricco, nell’inconscio, garantisce un futuro ai figli. Ovviamente non tutti possono accumulare ricchezza per conquistare la donna.

Le caratteristiche del capobranco che la donna trova attraenti sono le stesse da milioni di anni. L’uomo che vuole investire risorse per la donna e donarle ne è il primo esempio. I nostri antenati cacciavano la gazzella e la donavano alla moglie, l’uomo di oggi lavora duro per regalare un anello alla propria compagna. Non è importante quanto sia prezioso il gioiello, ma è il gesto del sacrificio per donare che attrae la donna. L’uomo che si spacca la schiena di lavoro e regala una cena romantica alla compagna è più attraente del miliardario che regala un anello da bigiotteria alla prima che incontra.

La seconda caratteristica è la capacità di protezione. Come i nostri antenati costruivano lance affilate per difendere la famiglia dai predatori così, l’uomo moderno, deve puntare su questa caratteristica. Protezione economica, sociale e fisica. La donna è al centro del castello e l’uomo sono le sue mura. L’uomo protegge la compagna dalla povertà, dall’accanimento del mondo esterno e dai soprusi degli altri maschi.

La donna cerca uomini che sappiano impegnarsi in un rapporto, che lo rendano unico e rendano la femmina come l’unica possibile scelta del loro ipotetico harem. I donnaioli piaciono, ma solo perchè la donna cerca di redimerli. L’uomo deve volere lei, solo lei.

L’uomo deve saper misurare il rischio. Trovarsi davanti a una scelta e osare mettendo tutto sul piatto non è una caratteristica del capobranco. Il maschio che si getta in un’impresa senza calcolare che può perdere tutto non viene trovato attraente. La donna sa che potrebbe anche perdere tutto e non avere la capacità di garantire un futuro alla prole.

Il capobranco acquisisce automaticamente capacità di leadership. Tutti sono felici di lavorare per lui, ne riconoscono la guida e sono certi delle sue idee. La donna ama il leader, gli esempi sono sotto gli occhi di tutti, ma solo perchè le ricorda che il capobranco ha dei geni che vale la pena di trasmettere alle future generazioni.

L’aggressività verso i nemici è ben vista, anche se nel mondo moderno è difficile da inquadrare. La donna però è attratta dall’uomo che non perdona il nemico, quello che non empatizza con chi voleva sbanarle i figli. La tigre andrà sconfitta per sempre o si ripresenterà più determinata di prima.

La buona salute, la forma fisica, la prestanza. Sono tutte caratteristiche del capobranco che diventa tale perchè è spesso più forte degli altri. L’uomo delle caverne dominava il gruppo grazie alla sua prestanza e la donna oggi lo ricerca. La bellezza eccessiva, in molti casi, può diventare un deterrente. Ricordate che la donna cerca il partner monogamo per la sua prole e l’uomo troppo bello cadrebbe preda delle altre femmine.

Riassumendo, le qualità maschili che possono attrarre fisicamente una donna sono:

Desiderio e capacità di proteggere i propri cari
Decisionalità(capacità di scegliere, capacità di impegnarsi)
Tolleranza al rischio
Capacità di leadership (ispirare, influenzare, prendere decisioni per il gruppo, essere sicuri delle proprie idee)
Aggressività verso i nemici comuni

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Cosa vogliono le donne da un uomo

Gli uomini e le donne sono uguali? No. Hanno uguali diritti, ma sono diversi. Specialmente nell’approccio all’amore.

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Quando un uomo incontra una donna e le piace inizia la fase del corteggiamento che sfocia nella relazione. Il percorso a volte è semplice e naturale, altre volte si viaggia sulle montagne russe e le emozioni sembrano non finire mai. Buone o cattive. Questo posto non vuole essere il solito “come si conquista una donna”, ci sono playboy occhialuti molto più accreditati di me. Io voglio analizzare il lato scientifico dell’attrazione, la chimica, il caso e le mille possibilità che legano due persone. La magia sotto la lente d’ingrandimento.

Non esistono regole assolute, ogni donna è unica e la sua scoperta è fonte di grande gioia per l’uomo. Però, allo stesso tempo, le donne hanno una serie di preferenze in comune in fatto di uomini. Entrano in gioco gli archetipi singoli e quelli dell’amore che abbiamo trattato nei post precedenti. Ogni donna, volente o nolente, ne viene influenzata.

Una relazione inizia quando una donna desidera un uomo con tutta sè stessa. Coinvolge il corpo, la mente e le sue emozioni.

Questo significa che molte ragazze non andrebbero mai a letto con un uomo che le fa sentire emotivamente a disagio, anche se fossero fisicamente attratte da lui. E nonostante l’attrazione fisica e il coinvolgimento emotivo, queste stesse donne potrebbero decidere razionalmente di rifiutare un uomo perché non lo stimano o lo considerano uno “spiantato”.

Iniziamo dall’attrazione fisica, il primo ingranaggio che si mette in moto durante il primo approccio. Mettiamo da parte il concetto di bellezza, non parliamo di estetica quando affrontiamo l’attrazione fisica. Per molti è normale che un uomo bello abbia molte donne, ma in realtà non è la bellezza il fattore dominante del gioco.

La sicurezza di un uomo è uno dei punti più importanti. L’uomo che affronta la propria vita con i piedi ben piantati per terra, che dimostra una grande capacità di risolvere i problemi e di non temere le sconfitte. L’uomo che non ha paura di sbagliare e che si rialza spazzolandosi la polvere dai pantaloni. Questo è l’uomo sicuro, molto anni cinquanta, ma che ha sempre il suo intramontabile fascino. La donna cerca spesso un porto sicuro e l’uomo che le offre questa opportunità ne avrà conquistato il cuore. Ovviamente l’uomo sicuro ha spesso grandi capacità di leadership, si caratterizza come maschio dominante e le donne sono sempre alla ricerca del capobranco.

L’uomo deve saper ascoltare. Le donne hanno una innata voglia di raccontarsi, vogliono aprirsi e cercano un uomo se le capisca. L’ascolto attivo è una caratteristica fondamentale per accrescere il proprio fascino. Ascoltare le donne con attenzione, studiarle e cercare di capirle è uno dei punti più importanti per relazionarsi con successo. Tutti i rapporti si basano sullo scambio di parole che, nell’era primitiva erano informazioni fondamentali per la sopravvivenza.

La donna ama ridere. Quante volte abbiamo visto donne bellissime accompagnate da uomini non certo di primaria bellezza, eppure gli occhi della loro compagna sono brillanti e felici. La donna ride quando è felice, sembra una banalità, ma il senso di appartenenza a un rapporto si misura con la risata.

L’uomo deve farsi rispettare. I ruoli nel rapporto sono chiari fin dalla notte dei tempi e scritti nel nostro DNA. Se la donna si comporta in maniera poco rispettosa, anche senza premeditazione, mina il rapporto fin dalle fondamenta. Arriva in ritardo, usa il cellulare durante la cena, continua a fare richieste irragionevoli e si rivolge al proprio partner con un tono infastidito. In questi casi l’uomo non deve subire passivamente e non deve reagire in modo brusco. La donna cerca inconsciamente di portare il rapporto su un livello di parità e l’uomo deve rispondere in maniera efficace e far valere le proprie ragioni. Solo con la forza del ragionamento o dell’empatia si conquisterà l’equilibrio del rapporto. La donna ama l’uomo che ha dei sani principi e che lotta per la coppia.

Queste sono le quattro caratteristiche principali che fanno di un uomo la persona ideale per la maggior parte delle donne. Si tratta spesso, nel nostro immaginario, di uno di quei personaggi da film degli anni cinquanta. Cary Grant, per esempio. Parleremo anche della canaglia e di altri tipi di uomini, ma la donna cercherà comunque un uomo:
Sicuro, ascoltatore attivo, simpatico e determinato nei propri principi.

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Insegnamento

Uno degli archetipi più belli è l’insegnamento.
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Amare è insegnare o apprendere qualcosa di importante

E’ bello poter apprendere o insegnare qualcosa di importante al proprio partner. Nell’archetipo dell’insegnamento questo diventa una caratteristica essenziale del rapporto d’amore. La coppia equilibrata vive dello scambio di insegnamenti, il rapporto migliora e cresce. Nella maggior parte dei casi il partner più anziano insegna la saggezza al giovane che ricambia con la sua gioia di vivere.L’importante è lo scambio continuo.

Una buona situazione si verifica anche se l’individuo ha molto da insegnare e il partner gode di questa crescita. Come dicevo prima anche chi non ha nulla da dare in saggezza può donare la propria gioia di vivere e arrivare dove il partner più esperto ha perso gli entusiasmi di un tempo.
Il lato ombra si attiva quando uno dei due partner vuole insegnare senza assimilare le informazioni dell’altra parte. Il rapporto risulta sbilanciato e punta sempre al peggioramento.
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Controllo

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Cosa starà facendo il nostro partner? Se questa domanda ti rizza i peli sulle braccia ti si attiva l’archetipo del controllo.

Fidarsi completamente della persona amata è difficile per molti. E anche fidarsi completamente di sé stessi può non essere facile: siamo sicuri che saremo capaci di “comportarci bene” quando il partner non guarda? Nell’archetipo del controllo la soluzione a questi quesiti è semplice: il partner guarda sempre! Mi ricordo la prima volta che ho parlato con una donna che aveva questo archetipo. “Il mio compagno non vuole che io vada a fare la spesa da sola: è così carino ad accompagnarmi sempre!” Ricordo la mia difficoltà iniziale a comprendere questa frase: a me sembrava una fastidiosa limitazione mentre per lei era un gesto d’amore! Fra l’altro la stessa donna nella sfera professionale si mostrava sicura e indipendente: in questo caso il compagno non potendo andare a lavoro con lei esercitava un più discreto controllo telefonico. Ed effettivamente la voglia di controllare si esprime spesso attraverso telefonate e messaggi frequenti. In questo archetipo ci sono spesso due ruoli, il controllato e il controllore. In alcune coppie i ruoli sono distinti, in altre sono sovrapposti e entrambi i partner si controllano e si fanno controllare a vicenda.

Il lato ombra del controllo assume forme pericolose. Quando un partner ha bisogno d’evasione e l’altro inizia a costruire gabbie sempre più profonde si può sfiorare la violenza. Il controllo è una forma di dominio della sfera privata, se la coppia non trova il giusto equilibrio come in un rapporto sado-masochistico il rischio è molto alto.

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Viaggio

Forse l’archetipo che meglio rappresenta un rapporto di coppia maturo è quello del viaggio. Per molti individui l’amore è esplorazione e crescita.

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L’amore è un viaggio che due persone fanno insieme. Non è tanto la destinazione a essere importante, quanto il percorso. Un progresso giornaliero che ci porta ad accumulare esperienze. Ogni difficoltà affrontata e superata è una stella al nostro rapporto. Se ci si pone obbiettivi è bene raggiungerli. Una volta raggiunto l’obbiettivo la coppia è pronta per un nuovo viaggio verso una nuova destinazione.

L’archetipo del viaggio è collegato a una crescita e un esplorazione che i partner decidono di fare insieme. Spesso la metafora si concretizza e la coppia si regala dei viaggi reali: vacanze di svago, esplorazioni di mete lontane,slanci d’entusiasmo verso paesi lontani. La coppia vuole la realizzazione fisica del proprio archetipo e lo trova anche nell’acquisto della casa con il conseguente mutuo. Un viaggio è sempre un viaggio.

Il lato oscuro di questo archetipo di manifesta quando l’importanza è data verso il traguardo e non verso il percorso. Non si bada all’arricchimento spirituale, ma alla soddisfazione di tenere in mano l’oggetto del desiderio. Questo succede spesso in uno dei due partner che accompagna l’altro durante il percorso con il solo scopo di godere del premio finale.

 

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Bellezza

La bellezza è parte integrante dell’amore. Sotto l’influsso di Cupido siamo tutti belli, tutti perfetti e tutti attraenti.
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E’ normale essere attratti dalla bellezza fisica: in effetti alcuni studi hanno mostrato che l’aspetto fisico è un fattore decisivo nella scelta del partner per il 65% degli uomini e per il 35% delle donne. Ma per alcune persone la bellezza del proprio partner è inscindibile dall’amore. Amare allora diventa ammirare il proprio uomo come se fosse un dio greco o ammirare la propria donna come se si guardasse la Dea della Bellezza. I ruoli in questo archetipo sono due: L’ammiratrice e l’opera d’arte. In altri casi ci si può ammirare a vicenda. La coppia funziona se anche chi viene ammirato da molto valore alla sua bellezza, considera fondamentale il tenersi in forma ed è felice di un partner che lo guarda in questo modo.

Per l’uomo la bellezza è spesso convogliata verso dei canoni classici. La bellezza femminile dell’epoca antica si basa su schemi che non sono variati. Anche per le donne, la bellezza maschile, è imprescindibile da alcuni modelli: altezza, fisico statuario, viso regolare.

Quando l’individuo è attratto da un partner dalla bellezza classica significa che ha l’archetipo attivato. Anche se sembra un archetipo comune a tutti non è del tutto vero. Spesso siamo attratti dalla bellezza solo all’inizio della relazione, ma subito dopo sono altri i valori che riteniamo importanti. Se l’unico valore rimane l’aspetto fisico allora siamo davanti all’archetipo.

Il lato ombra si manifesta quando l’individuo, pur di accompagnarsi a una persona di grande bellezza, sopporta la convivenza con la sua ottusità, ignoranta e addirittura violenza. Questo lato ha la sua massima espressione quando l’individuo, pur accorgendosi delle infime caratteristiche del partner, continua ad adorarlo ritenendo la bellezza come unica forma di reale attrazione.

 

 

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Religione

L’archetipo della religione è uno dei più complicati. Si rischia di esulare il campo amoroso e sfociare nel misticismo, eppure questo archetipo è più diffuso di quanto si pensi.
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La coppia che vive molto intensapente la religione trova nel rapporto il compimento dalla propria missione. Queste persone si sentono realizzate quando il progetto di vita terrena coincide con i dettami della religione. Nel mondo cattolico esistono molte coppie di questo tipo, probabilmente anche per l’Islam anche se il rapporto per quella religione è meno aperto verso l’esterno e non abbiamo molte notizie.  Anche persone appartenenti a religioni non teiste – ad esempio il Buddhismo – possono dare uguale importanza al fatto che il partner condivida il loro credo senza necessariamente collegare la loro unione all’idea di un Dio. In entrambi i casi, la coppia non ha senso al di fuori della religione.

Questo è un archetipo fortemente di coppia. Difficilmente un individuo con l’archetipo della religione trova un partner che non lo condivida. Sono persone che, in un modo o nell’altro, si trovano. Vuoi perchè frequentano gli stessi posti: chiese, oratori, volontariato, vuoi perchè sono individui improntati al rapporto di coppia.

Il lato ombra della religione accade quando l’individuo lo attiva in un secondo momento. Una persona che non è maturata con questo archetipo lo vede nascere in risposta a qualche accadimento esterno, solitamente un lutto. La persona si trova improvvisamente una forte spinta religiosa, ma non è immerso in un mondo a lui simile. A questo punto trova che tutto intorno a lui è sbagliato, deviato e si adopera per modificarlo. Questi individui sono portati a cercare partner da dirigere sulla retta via. L’estremizzazione è l’uomo che in età matura sposa una prostituta con l’idea di redimerla e farne una perfetta compagna di vita spirituale.
Sei d’accordo con una delle affermazioni seguenti?
– Non riesco a immaginarmi in una relazione in cui il mio partner sia di un altra religione.
– Credo che il vero amore deve essere parte della propria vita spirituale.

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Favola

Uno dei più amati archetipi dell’amore è, senza dubbio, quello della favola. Chi non vorrebbe vivere in una favola, come diceva il poeta. L’amore è la più classica delle favole. La storia della principessa, del principe; anche se questo è un orco travestito. L’importante è il lieto fine, il “vissero tutti felici e contenti”.
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L’archetipo della Favola non ammette mezze misure: è quello giusto oppure no. E’ buono o cattivo. L’archetipo della favola porta con se grandi aspettative nei riguardi del partner, a volte irrealistiche, come quella di “essere capiti senza parole” o di “non litigare mai”. L’altro deve rimanere un Principe oppure quantomeno non discostarsi troppo dal nostro ideale. Quando le cose non funzionano, chi si riconosce in questo archetipo può essere soggetto a delusioni. Per molti è difficile continuare a “Idealizzare” il proprio partner anno dopo anno.

Questo archetipo si materializza sin dall’infanzia, specialmente nelle bambine. I media di antica data, cioè le favole dei nonni, sono piene di esempi: il principe azzurro, cenerentola e chi più ne ha ne metta. Quando l’individuo cresce mantiene sempre un fondo di ottimismo che coincide con la favola. Si cerca sempre il lieto fine, il partner decisivo. Anche gli uomini sono sottoposti allo stesso archetipo e vedono loro stessi come principi.

Purtroppo, come tutti gli archetipi, anche questo ha il suo lato oscuro. Individui che non riescono a separare la vita reale dalla vita sognata, persone perennemente insoddisfatte e alla ricerca continua di un principe azzurro. Tutti vogliamo credere alla favola, ma c’è anche la necessità di accontentarsi di quello che la vita ci ha riservato. Quando manca il contatto con la realtà e si vive alla perenne ricerca di un modello di favola che esiste solo nel nostro cervello ci si sente insoddisfatti, questo è il lato oscuro della favola.

 

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Successo

L’archetipo del successo è tra i più discussi in campo amoroso. Ci sono persone con scarsissima empatia, bellezza minima e discutibili modi che attraggono partner in grande quantità. Sarebbe facile commentare, ma andiamo a fondo.

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Molte persone fanno considerazioni pratiche prima di abbandonarsi del tutto a una nuova relazione d’amore. “Avremo la possibilità di comprare casa?” oppure “Sarà disposto a trasferirsi con me se mi danno quella promozione a Londra?”. Le persone che hanno l’archetipo del successo vanno un passo oltre e vivono il rapporto d’amore come una partnership di due individui che partono “Alla conquista del mondo”. Questo è uno degli archetipi meno capiti. Molte donne e uomini con questo archetipo vengono visti come approfittatori che fanno finta di essere innamorati per riceverne vantaggi sociali o di carriera. Il fatto è che per queste persone un amore deve anche portare vantaggi concreti. Se non li porta non è amore, ma solo una passione passeggera.

Quando un uomo è ricco è pieno di donne, facile affermazione. In particolar modo per le donne il meccanismo non è semplicemente legato alla ricchezza o a quei beni materiali che si possono acquistare con il denaro. Il legame è che l’uomo ricco è sicuramente uno di successo e la ricchezza è una conseguenza. Quindi un uomo di successo saprà garantire un futuro di tutto rispetto alla moglie e alla prole. Nei secoli, questo genere di figura, è stato espresso anche in campo maschile. Uomini attratti da donne di potere e di successo secondo lo stesso meccanismo.

Se l’archetipo è giocato a livello di coppia è sicuramente funzionale al rapporto. L’individuo è attratto dal successo e il partner non deve lavorare su altri aspetti per la manutenzione del rapporto. Finchè perdura il successo la coppia è salva.

Il lato ombra di questo archetipo si manifesta quando l’individuo non ragiona a livello di coppia, ma solo singolarmente. Si innamora del potente di turno senza pensare a costruire un rapporto duraturo. Questo è il classico esempio di coppia sbilanciata dove uno dei partner, di solito l’uomo, spadroneggia in virtù di un successo economico e la compagna assume le fattezze del compagno indossandone gli stessi vizi.

 

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