Il maestro della trama

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Jeffery Deaver è tra i miei autori preferiti. Non credo esista uno scrittore completo al 100%, anche perchè è difficile accontentare tutti i lettori del Mondo. Quindi dico la mia: tra i maestri della trama a incastro, forse il migliore di questo periodo, troviamo il signor Jeffery Deaver.

Per chi vuole avvicinarsi a questo autore consiglio uno dei romanzi della serie di Lincoln Rhyme, il detective tetraplegico portato sullo schermo da Denzel Washington ne “il collezionista di ossa”. Quasi tutti i romanzi di Jeffery valgono la pena, ma sicuramente un posto di prestigio lo merita, oltre al collezionista di ossa, anche Profondo Blu, Il filo che brucia e l’uomo scomparso. Autentico capolavoro, ma solo dopo aver preso dimestichezza con l’autore, è il magnifico October List.

Opere:

Trilogia di Rune

  1. Nero a Manhattan (Manhattan Is My Beat, 1988), Rizzoli, 2009. ISBN 978-88-17-02933-9
  2. Requiem per una pornostar (Death Of A Blue Movie Star, 1990), Rizzoli, 2010. ISBN 88-17-03786-9
  3. Hard news (Hard News, 1992), Rizzoli, 2015 ISBN 88-17-08025-X

Ciclo di John Pellam

  1. Sotto terra (Shallow Graves, 1992) (Sonzogno, 2006) (ISBN 88-454-1310-1)
  2. Fiume di sangue (Bloody River Blues, 1993) (Sonzogno, 2007) (ISBN 88-454-1375-6)
  3. L’ultimo copione di John Pellam (Hell’s Kitchen, 2001) (Sonzogno, 2007) (ISBN 88-454-1436-1)

Ciclo di Lincoln Rhyme e Amelia Sachs

Ciclo di Kathryn Dance

  1. La bambola che dorme (The Sleeping Doll, 2007) (Sonzogno, 2007 – Bur, 2009) (ISBN 88-454-1404-3)
  2. La strada delle croci (Roadside Crosses, 2009) (Rizzoli, 2009) (ISBN 88-17-03681-1)
  3. Sarò la tua ombra (XO, June 2012) (Rizzoli, 2012) (ISBN 978-88-17-06102-5)
  4. Solitude Creek (Solitude Creek) (Rizzoli, 2015) (ISBN 88-586-8025-1, 9788858680254)

Romanzi

James Bond 007

Racconti brevi

  • Wrong Time, Wrong Place, in The Best Of The Best, 1997
  • The First Day Of School, 2002
  • Insieme per sempre (Forever), contenuta in Deviazioni (Transgressions, 2005) (Sonzogno, 2007) (ISBN 978-88-454-1371-1)
  • Nothing but net, in Murder at the Foul Line, 2006
  • Trick Or Treat, 2008
  • Il re dei morti (The Deliveryman, 2016) (Rizzoli, 2016) (ISBN 978-88-17-08985-2) – con Lincoln Rhyme

Antologie

Le altre storie brevi di Deaver fino al 2006 sono state raccolte in queste due opere:

 

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Un trucco per wordpress

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In molti mi hanno chiesto come faccio a far apparire a piede di pagina la lista dei miei libri. Se si scorre il blog la lista rimane ben ferma e visibile. Per gli esperti questo può sembrare un trucco da poco, ma per gli amici che mi seguono e vorrebbero lo stesso effetto cerco di essere utile.

Per prima cosa si deve localizzare la personalizzazione del theme (customize nella versione in inglese). Ci sono i widget e uno in particolare “First Footer Widget Area”. Quì, ma in qualsiasi widget a essere precisi, si può iniettare del codice HTML. Io, per facilitarmi la vita, uso il Footer anche per l’Header cioè la testata. Ma andiamo con ordine.

Si inserisce un contenuto di tipo Text e si copia il codice HTML che segue: nel mio caso è la lista dei miei libri ancorata in basso, ma voi potete smanettarla a piacimento.

copertina-cavaliere-bianco.pngcopertina-cavaliere-bianco.pngCopertinaFinding the kingIl quinto uomoIl mondiale del 1970FronteFobalbaa38-senza2btitolo-1baa38-senza2btitolo-1baa38-senza2btitolo-1baa38-senza2btitolo-1

Ovviamente vedrete i miei contenuti, ma basta aprire il contenuto con un editor di testo html per poterlo personalizzare

 

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La verità nascosta nella poesia del Trecento.

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La poesia è morta? Probabilmente si, almeno nella concezione odierna del termine. Le abbiamo studiate a scuola (quelli della mia generazione) e ci siamo chiesti più e più volte il perchè di questa perdita di tempo. Sonetti stretti come vicoli e completamente fuori dal tempo. E di tempo ne è passato dall’ultima volta che ho imparato a memoria qualche strofa giusto per prendermi un sei striminzito.

Poi succede che la memoria è maligna e ti presenta il conto quando meno te l’aspetti. Arriva alle spalle di una giornata piovosa con quello che fanno tutti i tuoi conoscenti per farti state in forma e forte. La memoria è custode inflessibile e affiorano i versi di Petrarca:

Solo et pensoso i più deserti campi
vo mesurando a passi tardi et lenti,
et gli occhi porto per fuggire intenti
ove vestigio human l’arena stampi.

Altro schermo non trovo che mi scampi
dal manifesto accorger de le genti,
perché negli atti d’alegrezza spenti
di fuor si legge com’io dentro avampi:

sì ch’io mi credo omai che monti et piagge
et fiumi et selve sappian di che tempre
sia la mia vita, ch’è celata altrui.

Ma pur sì aspre vie né sì selvagge
cercar non so ch’Amor non venga sempre
ragionando con meco, et io co·llui.

Tutto diventa più chiaro. La solitudine, il pensiero del silenzio, diventano amici fedeli e compagni. Per i pigri che non credono in questi versi riverso (piaciuta?) la parafrasi:

Essendo solo e pensieroso, percorro i campi più deserti a passi lenti e cadenzati, come se li misurassi, e porto gli occhi attenti a sfuggire i luoghi dove un’impronta umana segni il terreno.

Non trovo altra difesa per evitare che le persone si accorgano [della mia condizione], poiché negli atti privi di allegria si legge bene all’esterno come io bruci [d’amore] dentro:

a tal punto che credo che, ormai, monti, pianure, fiumi e selve sappiano di che qualità sia la mia vita, che è celata agli altri.

Eppure non so cercare vie così impervie e selvagge che Amore non venga sempre a parlare con me, e io con lui.

 

La solitudine aiuta a riflettere e il pensiero salva l’anima

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Se non conosci Diego…

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Se non conosci il turbinio del fiume Orinoco e i suoi leggendari pistoleri, se il nome di Buffalo Bill è solo un ricordo lontano di qualche storia che hai letto su un libro a fumetti. Se la tua vita è come l’hanno scritta i tuoi genitori e vivi sul tracciato che altri hanno segnato al posto tuoi. Allora non puoi capire Diego. Questo signore con cappello da cow-boy e pizzetto alla Buffalo Bill altro non è che un guru per gli appassionati di Visual Basic. Animatore della più antica community italiana relativa al linguaggio di programmazione Microsoft e grande affabulatore nonchè mio pregiatissimo amico.

Ogni mese si prende il suo spazio per visitare mostre in giro per lo stivale. Partendo da Trieste e dopo una tappa a Genova mi ha onorato della sua visita. Per me che sono un vecchio nerd e antico frequentatore della community non è la prima volta. Ci siamo già incontrati, a volte in occasioni ufficiali o più spesso durante le sue gite. Dopo una cena a base di carne con chili e birra ho voluto immortalarlo con i suoi nuovi acquisti.

Il cavaliere bianco è il mio romanzo giallo nato proprio dall’esperienza con la community. Quando ho iniziato a imparare i primi rudimenti dell’hacking e della manipolazione informatica. Alla sua sinistra, in grande spolvero, la mia ultima uscita “Il velo di Aisha” nel quale non mancano riferimenti informatici molto evoluti.

Diego è un grande uomo. Siate come Diego.

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Non è una questione di record

Astrosamantha è la donna dei record, ma i suoi sono record “da donna” e proprio per questo motivo poco interessanti. Quello che mi ha colpito di questa ragazza è la semplicità con la quale ha corretto il libro di scienze:

«Non è vero che si fluttua perché la forza di gravità è molto ridotta, ma perché la Stazione Spaziale è un corpo in caduta libera attorno alla Terra»

Confessatelo! Anche voi, come me, pensavate che la fluttuazione è data dalla mancanza di gravità.

«Quanto scritto in questa didascalia è una grandissima sciocchezza. Alla quota della ISS l’attrazione gravitazionale è circa il 90% di quella sulla superficie terrestre. E quella foto comunque è di un volo parabolico. Ma veramente si tratta di un testo scolastico?»

La Stazione Spaziale Internazionale orbita attorno alla Terra – spiegano gli utenti nelle risposte ai due tweet precedenti – il che vuol dire che, come tutti i corpi orbitanti, è in caduta libera, ma non raggiunge mai il suolo. L’Iss orbita a 400 km sopra la Terra e a più di 27 mila chilometri all’ora, facendo 15 giri della Terra ogni giorno. «L’unica forza vera alla quale sono sottoposti la stazione spaziale e gli occupanti è la forza di gravità, equilibrata perfettamente dalla forza centrifuga che qualunque oggetto in orbita con la stazione “sente” perché la stazione non si muove di moto rettilineo uniforme» spiega un utente che paragona l’Iss a un ascensore per cui gli occupanti percepiscono la forza di gravità e reagiscono come se precipitassero, con il corpo che “resta indietro”.

Infine dona al Mondo la più bella delle frasi:

«Se avete imparato una cosa nuova, vi chiedo un favore, se potete: oggi spiegatela ad un’altra persona».

 

ASTROSAMANTHA

Nata a Milano nel 1977[4], è originaria di Malé (Trento), dove è cresciuta[5]. Nel 1994 frequenta un anno di High School a St. Paul, nel Minnesota, con Intercultura.[6] Compie gli studi superiori dapprima a Bolzano e poi a Trento[7], laureandosi quindi in ingegneria aerospaziale all’Università tecnica di Monaco di Baviera, in Germania.

Nel 2001 è ammessa all’Accademia Aeronautica di Pozzuoli, uscendone nel 2005 come ufficiale del ruolo navigante normale e con la laurea in Scienze aeronautiche presso l’Università Federico II a Napoli[1][8]. Successivamente si specializza negli Stati Uniti presso la Euro-Nato Joint Jet Pilot Training di Wichita Falls in Texas[9].

Nel suo curriculum operativo figura il servizio presso il 61º Stormo di Galatina, il 32º Stormo (Aeroporto di Amendola) e il 51º Stormo di Istrana, prima nell’ambito della Squadriglia Collegamenti (2007-2008) e poi del 132º Gruppo Cacciabombardieri (2009), e l’abilitazione al pilotaggio degli aeromobili Aermacchi SF-260, Cessna T-37 Tweet, Northrop T-38 Talon, Aermacchi MB-339A, Aermacchi MB-339CD e AMX[9].

A maggio 2009 è selezionata come astronauta dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) come prima donna italiana e terza europea in assoluto dopo la britannica Helen Sharman (1991) e la francese Claudie Haigneré (2001)[10], risultando tra i sei migliori di una selezione alla quale avevano preso parte 8 500 candidati[10].

La prima missione cui Cristoforetti prende parte, della durata di circa 6-7 mesi, è denominata ISS Expedition 42/43 Futura[11] e prevede, il 23 novembre 2014, il raggiungimento della Stazione Spaziale Internazionale a bordo di un veicolo Sojuz[12]; si tratta della prima missione di una donna italiana nello spazio[13][14] e del settimo astronauta italiano, preceduta sulla ISS da Umberto Guidoni, Paolo Nespoli, Roberto Vittori e Luca Parmitano.

Nel programma della missione vi sono esperimenti sulla fisiologia umana, analisi biologiche e la stampa 3D in assenza di peso in modo da sperimentare anche la possibilità di stampare pezzi di ricambio per la stazione stessa senza dover dipendere dagli invii da terra[15][16].

Il 12 febbraio 2015, durante la terza serata del Festival di Sanremo, è stata presentata un’intervista fàttale poche ore prima da Carlo Conti in collegamento con la stazione spaziale internazionale.

L’11 giugno 2015 dopo 199 giorni e qualche ora sulla stazione spaziale internazionale è avvenuto il rientro sulla Terra, in Kazakistan, alle 15:44 ora italiana.[17]

Parla italiano (madrelingua), tedesco, inglese, francese[15], nonché il russo, utilizzato nelle comunicazioni tra la stazione spaziale e il centro di controllo a terra presso il cosmodromo di Bajkonur[15].

Durante la missione ISS Expedition 42/Expedition 43 Futura ha conseguito il record europeo e il record femminile di permanenza nello spazio in un singolo volo (199 giorni esatti).[2]

Nel settembre 2015 è stata nominata ambasciatrice UNICEF durante un evento organizzato dall’Aeronautica Militare.[18]

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Sono poche le verità

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Di tutte le storie che sono state raccontate su di me, sulle mie avventure, mi tocca dire che sono false. La leggenda che io, un pomeriggio d’Autunno, sono entrata nell’ufficio postale del mio quartiere armata di un cacciavite e mi sia fatta strada pugnalando i clienti. Tutto falso.

Anche quel racconto che fanno giù alla stazione che io, in compagnia di qualche paio di ragazze, abbia piazzato una specie di bomba a chiodi. Falso. Bugia. c’è un sacco di gente che ha il solo divertimento di passare fiato tra le gengive.

Non parliamo poi di quando avrei strangolato a mani nude mio cognato perchè ci provava. L’avrei fatto volentieri, ma non ho cognati o mariti e sono, a dirla tutta, anche un po’ sola.

C’è però un pizzico di verità in quelle parole. Quello che mi è capitato nessuno l’ha mai raccontato e ancora adesso mi chiedo perchè. I chiacchieroni non si fermano davanti a nulla, ma forse questa storia è troppo inverosimile per essere raccontata in quattro parole.

Allora forse qualcuno di voi si ricorderà della scorsa Estate…

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Di questa cosa…

pexels-photo-885288.jpegDi questa cosa, cioè degli uomini duri e con le palle ne ho un po’ piene le scatole. Abbiamo tutti un grande bisogno e voglia di farci notare, ci piace avere un faro puntato in mezzo alla fronte e sentire il pubblico che dice “lui si, lui si che è il migliore”. Ci piace essere invidiati e fare come le star che si siedono al tavolino del bar e scherniscono i giornalisti con il dorso della mano.

Siamo esibizionisti. Ma non tutti.

Quando c’è una festa, quando la gente si diverte sul serio e non solo perchè è costretta dalle convenzioni. In quel gruppo io mi ritrovo. Io non parlo molto con gli sconosciuti, ma quando mi sono conosciuti posso donare le mie storie.

Se c’è un movimento sensuale che si snoda nella città, se quelli che cantano non cantano contro ma a favore di qualcosa. Se ci sono persone che bevono per ricordare l’infanzia e non per dimenticare. Se uomini e donne vanno per il Mondo con uno straccio rosso legato dietro la schiena. Bene. Io son di quelli.

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Il mangia-ore!

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Ieri ho visto a teatro “La classe operaia va in Paradiso”, riproposizione del celebre film del 1971. Il testo propone la figura dell’operaio “amico dei padroni” anche se, nella mia provincia, si chiama con un titolo maggiormente evocativo.

Il mangia-ore.

Nelle mie esperienze professionali ho sempre incontrato il mangia-ore. Si tratta di un uomo dedito al lavoro, ma è sbagliato definirlo “amico del padroni”. Lui non opera per accattivarsi il rispetto del datore di lavoro, quella è la conseguenza. La sua è semplice dedizione al lavoro come forma di guadagno. Il mangia-ore fa un ragionamento molto semplice: questo lavoro mi piace perchè lo so fare bene, il lavoro mi frutta i soldi che sono il mio primario interesse, il legame tra il lavoro e il denaro sono le ore. Quindi: più ore faccio, più guadagno e visto che il lavoro mi piace non è un grande problema.

Sfruttamento, sottopaga, non sono fatti che lo riguardano visto che si fida ciecamente di chi ha il potere di fornire lavoro e denaro. Se il padrone paga le straordinare come ore regolari lo fa per il bene della sua azienda e quindi, di riflesso, anche per il benessere del mangia-ore.

Sono figure storiche, ogni azienda si pregia di averne una e di solito sono inconfondibili. Situati in una zona buia e umida, al riparo dalle malelingue dei colleghi. Lontano dalla macchinetta del caffè, ma vicino al bagno (così il tempo per i bisogni corporali non è caricato del tempo per lo spostamento).

Raramente alza gli occhi dal suo lavoro, nella sua mente ci sono numeri e quantità da produrre e sempre di più; non per dimostrare al padrone che è un bravo lavoratore, ma per se stesso e per il proprio orgoglio. Vedere i colleghi mollemente appoggiati al furgone mentre parlano di calcio lo mette di cattivo umore, ma dentro il suo cuore è felice perchè pensa: “nessuno è come me”.

 

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Inizia tutto dal marciapiede

pexels-photo-548084.jpegQuando percorri un marciapiede, di quelli stretti che ci passa soltanto una persona. Nella mia città è normale, i vicoli del centro storico sono stretti e spesso un marciapiede è soltanto un pezzo di acciottolato più regolare del resto della strada.

Cammini fischiettando perchè è una bella giornata e hai in tasca abbastanza moneta per farti un caffè come si deve al bar del centro. Alle tue spalle non c’è traffico e neppure di fronte, non fosse per la certezza di vivere nel 2018 diresti che l’umanità su ruote si è estinta.

A pochi metri spunta un uomo. Condivide il tuo stesso marciapiede. Vi guardate per un secondo, un minimo istante nel quale i pensieri tuoi e suoi si equivalgono. “non mollerò il mio marciapiede”.

Non importa se non ci sono auto, se la giornata è splendida o se l’uomo di fronte a te potrebbe essere un vecchio amico. Il marciapiede non si molla. E’ una questione d’istinto, di antiche abitudini incise nel DNA, di machismo imperante, di comodità di scarpe o semplicemente sei troppo pigro per pensare.

Si fanno due passi e, inevitabilmente, uno dei due cede il passo. Scende dal marciapiede per una frazione e poi risale. Nessun saluto, nessun cenno con il capo. Nel fondo dell’animo una sensazione di sconfitta, di umiliazione. Ma è solo un marciapiede e non c’erano testimoni.

Ammettete questo stato d’animo e ingranditelo fino ai confini del Mondo. L’uomo è fatto così: combatte per un marciapiede. A volte è una strada senza traffico nel centro, altre volte è la Palestina, altre volte la Guerra Fredda.

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Aumentare i lettori?

pexels-photo-573566.jpegSpesso appaiono post che lamentano lo scarso numero di libri letti in Italia. Al post seguono una serie di insulti, amarezze e commenti tristi. Infine ci sono le ricette, dalle più disparate.

Partiamo da un concetto: se una persona non ama leggere non dobbiamo fargliene una colpa. Io amo molto la musica, mi piace il Trash-Metal e la classica. Apprezzo il Jazz a piccole dosi, però sopporto poco la lirica. Sembrerebbe un controsenso totale, eppure ci trovo una certa logica. Trovo che i Metallica siano molto simili a Wagner e che spesso i jazzisti giochino con la padronanza dello strumento per sanare la mancanza di idee. La lirica? Se ti piace la classica che mi dici della lirica? Mi annoia il cantanto e credo che la musica che accompagna la lirica, proprio per il suo mettersi da sfondo al cantante, non sia di livello elevato.

Quindi: se non ti piace leggere non sei un criminale.

Assodato questo c’è un punto. Un buon libro di avventura costa meno e spesso è più avvincente di un film in TV. Sono stato un po’ maligno con questa frase. Mi dirai che la TV è gratuita e io ti rispondo che con la tessera della biblioteca anche il libro è gratuito. Ovviamente chi non ama leggere non legge neppure gratis e non ne faccio una colpa.

Piuttosto temo che una gran parte dei lettori medi di oggi (quelli da quattro libri l’anno) sono talmente inondati da proposte da ricadere, inevitabilmente, sui best seller…e in un certo modo è anche giusto così. Quindi abbiamo Volo, Vespa, un americano e l’europeo di moda (spesso sostituito dall’orientale o dall’africano). In parole povere è come andare a cena fuori. se ci vai solo per i grandi eventi vai nei soliti posti.

La letteratura attuale va nella direzione dei maxi-romanzi; forse perchè, come per l’esempio della cena, i grandi chef si giocano la loro occasione con piatti esorbitanti. Allora la domanda da porsi è: “come posso io, umile artigiano della scrittura, portare i clienti nel mio mondo?”

Nel mio piccolo saggio Come scrivere, pubblicare e vendere un libro ho spiegato alcune tecniche per aumentare le vendite e sono tecniche che ho ampiamente raccontato agli iscritti della mia newsletter gratuita.

In parole brevi si deve creare un rapporto personale tra lo scrittore e il lettore. Un rapporto di fiducia, amicizia e sostegno. Per ottenerlo esistono vari modi: la presentazione diretta, i video, il bombardamento sui social. Metodi che possono dare un riscontro immediato, ma alla lunga perdono di efficacia.

Il percorso deve partire dal blog o sito personale. Scrivere dando contributi e non solo pubblicità del proprio libro. I contributi devono sempre andare nella direzione di aumentare l’autorevolezza dell’autore e bisogna evitare come la peste commenti personali su politica, calcio e religione. Portare i lettori nella propria newsletter è la vera strategia vincente, avrete persone che vi seguono per le cose che dite. Quando avrete raggiunto la necessaria autorevolezza agli occhi dei vostri lettori saranno loro a voler acquistare i vostri libri.

Se sei uno scrittore raccontami i tuoi tentativi e ci confronteremo.

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