Sempre parlando di donne nell’Islam


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Nel mondo arabo preislamico, le beduine avevano tanto lavoro da svolgere, non esisteva l’uso di velarsi. A volte sia le donne, sia gli uomini si coprivano con un mantello per proteggersi dalla sabbia. Il concetto della donna segregata in casa viene dalla cultura bizantina. Il Corano infatti prescrive alle donne di non esibire troppo le loro parti belle, ovvero il seno e le parti intime. Il volto chiaramente può essere mostrato senza problemi.
Lo faceva ai tempi anche la giovane Aisha, figlia di Abu Bakr, il primo califfo che succedette al profeta dopo la sua morte.
«Aisha aveva colpito l’immaginazione di Maometto: bella, brillante, entusiasta, ambiziosa», spiega Soravia, «il legame tra i due era vigoroso e non venne indebolito neanche da un episodio di cui fu protagonista la giovane».
LA FIDUCIA NELLA MOGLIE. Nel corso di un trasferimento in carovana, racconta il professore, «la sposa del profeta si era fermata per una normale necessità fisiologica e aveva perso tempo cercando i grani di una collana che le si era rotta. La carovana però era ripartita non accorgendosi della sua assenza». La donna allora rimase fuori diverse notti e fu riportata a casa sana e salva da un giovane beduino che la trovò in mezzo al deserto.
«Quando venne vista tornare con questo ragazzo piuttosto bello», continua Soravia, «in tanti iniziarono a parlare male di lei e tra questi il più duro fu Ali, che suggerì al profeta di ripudiarla. Maometto invece non credette alle chiacchiere ed ebbe una rivelazione dall’angelo Gabriele che assolse la moglie da qualsiasi sospetto di adulterio».
La prova dell’amore tra Aisha e il profeta si ebbe nel 632 d.C, quando Maometto morì tra le braccia della sua ultima moglie. Lei, Aisha, la donna alla quale dedicava più tempo, con la quale discuteva, alla quale aveva creduto sempre nonostante non fosse riuscita a dargli neanche un figlio.
QUEI MESSAGGI CONTRO LA DISCRIMINAZIONE. Dopo la morte del profeta, Aisha non si mise in disparte ma sfidò nel 656 d.C Ali, colui che l’aveva diffamata. In quella che viene ricordata come la “battaglia del cammello” , questa donna guerriera venne leggermente ferita e solo dopo la sconfitta del suo acerrimo nemico si ritirò dalla vita pubblica.
Oltre alla prima e all’ultima moglie, Maometto ha avuto però altre donne. «Con i suoi matrimoni», conclude Soravia, «il profeta lanciò dei segnali emblematici su come trattarle. Sposò molte vedove che avevano già figli per dare loro protezione, convolò a nozze con una etiope per lanciare un messaggio contro il razzismo, sposò una cristiana perché la ‘gente del libro’ (i seguaci delle due grandi religioni monoteiste, cristianesimo ed ebraismo, e di altri culti come quello professato da Sabei e Zoroastriani, ndr) merita rispetto».
Rispetto che oggi viene calpestato da un esercito di uomini vestiti di nero, quell’autoproclamato Stato Islamico che con l’Islam non ha nulla a che fare

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