La ricerca del genitore


Se la prima legge era “le donne vogliono il capobranco”, la seconda è “le donne sono attratte dall’uomo genitore”.

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Non entriamo nei meccanismi freudiani, anche se un buon ripasso non ci starebbe male. Le donne sono emotivamente attratte dall’uomo che riesce a far rivivere l’esperienza dell’amore genitoriale. Per la femmina esistono due tipi di amore genitoriale, il contatto gentile con la madre e la guida protettiva del padre.

La prima forma d’amore che ogni bambina sperimenta è quello materno. I bisogni primari: contatto, calore, cibo, vengono somministrati dalla madre in maniera automatica senza bisogno di spiegazioni. E’ un tipo di amore primordiale, assoluto, necessario. La madre sembra capire telepaticamente le necessità della figlia. Questo primo legame, questo primo rapporto è la base che scolpisce ogni donna: il bisogno di essere capita senza parole. L’uomo che sarà capace di colmare questo desiderio avrà carpito il suo cuore.

L’uomo empatico riesce a intuire le emozioni, i bisogni della donna senza doverli chiedere. Comunica la comprensione e risveglia meccanismi molto antichi, che risalgono all’infanzia, e riesce a connetterla spiritualmente a sè. Il primo passo è quindi il legame genitoriale materno.

Se, oltre a capire i bisogni, l’uomo riesce anche a soddisfarli l’attrazione si rinforza con il secondo lato. Il genitore paterno si somma al genitore materno. Come la madre riusciva a soddisfare i bisogni fisici il padre soddisfava i bisogni spirituali. Il padre è la forza, la sicurezza, la roccia che nessuno riesce a scalfire. Si preoccupa della sua bambina ed è pronto a spingerla verso l’età adulta. Mi piace ricordare l’esempio della prima uscita in bicicletta. La madre guarda la figlia e le infonde fiducia, ma è il padre che la spinge e che toglie la mano dal sellino al momento opportuno.

I bisogni fondamentali per una donna sono: la stimolazione nel sociale e il raggiungimento della rilassatezza. L’uomo deve spingere la donna fuori dal guscio, stimolarla a ridere, scherzare, giocare, confontarsi con il mondo esterno senza paura di fallire. Contemporaneamente deve costruire un nido spirituale confortevole. La donna deve sentirsi a proprio agio, rilassata e sicura. Il padre deve avvolgere la figlia di sicurezza per farle affrontare il viaggio verso l’esterno.

La bambina ammira il padre fin dall’infanzia. La donna adulta dovrà ammirare l’uomo per provare attrazione. Eroi del quotidiano sono sempre più attraenti dei grandi disprezzati a livello mondiale. L’uomo sereno, deciso e che gode del consenso sociale avrà un carisma che si tradurrà in attrazione per la quasi totalità delle donne.

Nella vita adulta, la capacità di insegnare a una donna, crea attrazione. Il fascino che esercitano i sapienti, i saggi e gli insegnanti sono sotto l’occhio di tutti. Quante volte abbiamo visto uomini fisicamente non irresistibili esercitare un fascino magnetico sulle donne solo per il fatto di essere esperti in una materia. Insegnare non significa mettersi in cattedra con la spocchia del professore universitario, ricordate che la donna vuole sempre divertirsi. Spiegare in modo divertente qualsiasi argomento è una fonte di attrazione. L’attrazione aumenta se l’argomento è talmente interessante da generare in lei lo stupore che provava da bambina.

Una delle realtà meno intuitive della seduzione è la capacità di imporre delle regole. L’uomo che impone regole sensate dona sicurezza alla donna. Lei si lamenterà e vorrà mettere in discussione queste regole, ma nel fondo del suo cuore le amerà perchè le ricorderanno il padre.

Quando una donna ha la tendenza ad arrivare in ritardo chiede inconsciamente delle regole. Attenzione a non estremizzare questo concetto perchè è molto delicato. L’uomo non deve subire passivamente i ritardi, altrimenti la compagna non subirà la sua attrazione. Mettere dei paletti e delle conseguenti “punizioni” può essere una soluzione. Semplicemente annullare l’appuntamento se il ritardo sfora un tempo stabilito. “Me ne vado dopo 30 minuti” non significa abbandonare il campo, al contrario è una forma di rispetto verso il rapporto che deve essere sempre in una situazione di equilibrio. Ovviamente devono essere trattamenti e punizioni adeguate. Trenta minuti di ritardo è una follìa, ma se mettiamo un recinto siamo sicuri che le pecore non fuggiranno.

In molte famiglie il padre è la persona responsabile di far rispettare le regole e nella storia di molte bambine c’è un periodo in cui l’amore per la madre diminuisce mentre quello per il padre aumenta. Jung chiamava Complesso di Elettra il desiderio infantile di prendere il posto della mamma nel cuore di papà, e molti ricercatori hanno per un periodo teorizzato che la donna adulta fosse attratta da uomini che assomigliano al padre. Non ci sono prove scientifiche a sostegno di questa tesi; la seconda legge dell’attrazione femminile afferma invece che molte donne sono attratte da uomini che fanno loro rivivere esperienze ed emozioni collegate all’amore genitoriale, come la sensazione di essere profondamente capite e l’ammirazione.

In definitiva il primo amore è quello per i genitori e le caratteristiche marchiano a fuoco lo spirito della femmina (più di quello del maschio). L’uomo che riesce a ricreare queste caratteristiche avrà il controllo sull’attrazione che le donne provano.

  • Empatia (capire i suoi bisogni)
  • Soddisfarli
  • Insegnare suscitando stupore
  • Imporre regole sensate

 

E mentre questi di elisir di attrazione hanno quasi sempre l’effetto voluto, in quanto parte dell’esperienza infantile di ogni donna, vi sono altre caratteristiche particolari che solo alcune donne trovano attraenti. Facciamo un esempio. Ti è mai capitato di vedere persone la cui vita sembra una commedia? E altre che sembrano vivere una tragedia greca? In Analisi Transazionale esiste il concetto di copione, ovvero la “storia” di vita che inconsciamente ognuno di noi scrive. Il tema principale di questa storia viene buttato giù nell’infanzia e viene poi rifinito con il passare degli anni. Diversi ricercatori hanno ripreso il concetto di copione ipotizzando che ognuno di noi porti dentro di sé diverse “storie d’amore” più o meno positive: saremmo quindi attratti dai coprotagonisti ideali delle storie che vogliamo vivere.

Facciamo qualche esempio. La donna che vuole inconsciamente vivere una storia da vittima cerca un persecutore, la donna che vuole essere salvata da una vita infelice vuole un principe azzurro che la porti via, la donna che immagina l’amore come un giardino da innaffiare di cure cerca un giardiniere attento e amorevole.

Ci sono donne e uomini che, purtroppo, si raccontano storie tristi, e l’influenza di queste storie può diventare particolarmente forte in caso di disagio mentale, quando la coazione a ripetere si irrigidisce e lascia poco spazio ad un esperienza genuina della realtà. In questo caso, il concetto di rivivere esperienze d’amore genitoriale assume toni sinistri, perche tali esperienze sono state traumatiche, e riviverle porta sofferenza. Ma portarsi dentro una storia triste non è una condanna. Siamo autori delle nostre storie: così come le abbiamo scritte, possiamo imparare a cambiarle.

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