Cosa sono gli archetipi.


Ho già parlato di archetipi nel mio manuale di scrittura creativa e questi concetti sono ormai parte della cultura della psicologia classica. Non divaghiamo, devo cercare di rimanere sul pezzo ed evitare di annoiarvi anche se un po’ di teoria è necessaria.

Vi tralascio la sterminata bibliografia che potete trovare sull’argomento e mi limito a segnalarvi il libro “Risvegliare l’eroe dentro di noi” di Carol S. Person, dal quale sono tratti gli schemi e i concetti di questi articoli.

La parola archetipo deriva dal greco antico ὰρχέτυπος col significato di immagine: arché (“originale”), típos (“modello”, “marchio”, “esemplare”); è utilizzata per la prima volta da Filone di Alessandria e, successivamente, da Dionigi di Alicarnasso e Luciano di Samosata. È anche plausibile che derivi da άρχή (“arché”), col significato di “principio”, “inizio”.

Il termine viene usato, attualmente, per indicare, in ambito filosofico, la forma preesistente e primitiva di un pensiero (ad esempio l’idea platonica); in psicologia analitica da Jung ed altri autori, per indicare le idee innate e predeterminate dell’inconscio umano; per derivazione in mitologia, le forme primitive alla base delle espressioni mitico-religiose dell’uomo e, in narratologia, i metaconcetti di un’opera letteraria espressi nei suoi personaggi e nella struttura della narrazione; in linguistica da Jacques Derrida per il concetto di «archiscrittura»: la forma ideale della scrittura preesistente nell’uomo prima della creazione del linguaggio e da cui si origina quest’ultimo. L’archetipo è inoltre utilizzato in filologia per indicare la copia non conservata di un manoscritto (l’originale) alla quale risale tutta la tradizione (le copie del manoscritto originale).

In pratica i greci (sempre loro) hanno schematizzato gli esseri umani e il loro comportamenti inserendoli in una griglia. Esistono quindi tre grandi gruppi di archetipi:

  • Archetipi dell’io
  • Archetipi dello spirito
  • Archetipi del sè

Ogni gruppo contiene gli archetipi specifici che andremo ad analizzare nei prossimi articoli. Parlare di archetipi, comprenderne il senso e farne esperienza pratica riconoscendola non è cosa così semplice. Per questo motivo ho deciso di utilizzare lo stesso schema proposto nel testo della Person.

Tabelle dei dodici archetipi tratta dal libro “Risvegliare l’eroe dentro di noi”

Esistono quindi 12 archetipi e ogni essere umano può ritrovarsi in questo schema. Non è detto che in tutta la vita si conservi lo stesso tipo, ma è molto probabile incontrare esseri umani sempre uguali nel tempo.

Ma che cosa sono, in pratica, questi archetipi?

Archetipo significa “primo esemplare” ed l’idea originale che rappresenta sé stessa.
Gli archetipi sono i mattoni della parte primordiale dell’uomo, poiché contengono l’idea d’origine di qualsiasi impulso che l’uomo vive e manifesta, attraverso il suo pensare, sentire ed agire. Jung identificava la “dimora” degli archetipi nell’inconscio collettivo, ovvero una dimensione psichico/spirituale nella quale risiedono questi “modelli originali” che hanno la capacità di generare una moltitudine di manifestazioni, le quali prendono forma attraverso l’inconscio e il conscio personale.
L’archetipo potrebbe essere confuso erroneamente con il concetto di prototipo, in realtà il prototipo si può definire come la prima manifestazione dell’archetipo e non come l’archetipo stesso. L’archetipo non è rappresentabile materialmente, ma l’uomo cosciente lo può percepire e comprendere attraverso le sensazioni e gli impulsi da esso espressi.

L’archetipo comunica con l’uomo e si fa sentire quando attivo attraverso sensazioni e impulsi esserci. L’uomo per attivare determinati archetipi dentro sé stesso ha iniziato a costruire delle strutture in luoghi prestabiliti per amplificarne la manifestazione risultando così più facile la loro attivazione.
Le strutture più comuni sono: tempi, chiese, biblioteche, stadi, ecc.
Esempi:
– Lo stadio ad esempio amplifica la sensazione della competizione attivando l’archetipo del guerriero.
– La stessa cosa succede in una chiesa, solo che la sensazione è diversa, attivando così un preciso archetipo in questo caso quello del mago.
– La sensazione che si fa presente poco dopo essere entrati in biblioteca, fa emergere l’archetipo del saggio.
Quelle particolari e precise sensazioni provate in questi luoghi altro non sono che gli impulsi di attivazione di precisi archetipi.

 

Gli articoli sugli archetipi sono integrati anche da alcuni testi di Jung, Corrado Malanga e dalla mia esperienza personale.

 

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