Le fazioni che ci fanno paura. I sunniti.


La domanda che tutti si fanno è: “ma se l’Islam è una religione di pace perchè ci vogliono sterminare?”islam-hajj-ceremony-saudi-arabia-mecca-reuters1

Come sempre è necessario conoscere prima di giudicare. Esiste un solo libro, ma ci sono svariate interpretazioni che hanno generato varie correnti. Le più conosciute sono:

  • Sunniti 90%
  • Sciiti, la rimanente parte che riguarda comunque circa 90 milioni di fedeli
  • Wahabiti che si riconoscono nella monarchia Saudita.

Parliamo oggi dei sunniti.

Secondo il Sunnismo, alla guida politica e spirituale (non strettamente religiosa però) della Comunità poteva accedere qualunque musulmano pubere, di buona moralità, di sufficiente dottrina e sano di corpo e di mente. Il fatto di essere Meccano o, almeno, Arabo, era un elemento preferenziale non essenziale. Sotto questo profilo il Sunnismo respingeva quindi decisamente la pretesa dei kharigiti che la guida della società islamica fosse riservata al migliore dei credenti: qualità difficile da individuare e ancor più difficile da mantenere, perché un semplice peccato, anche non grave, avrebbe fatto perdere tale qualità all’Imam (“guida”, ma intesa qui come sinonimo di califfo) e lo avrebbe fatto decadere dal suo supremo ufficio.

Le differenze politiche furono mascherate dalla discussione teologica riguardante chi potesse essere qualificato musulmano e la natura del peccato, se esso fosse o meno in grado di far perdere la qualifica di credente. Il riferimento tradizionale dei sunniti in materia di califfato è l’esempio dei “califfi ben guidati”, cioè i primi quattro dopo Maometto (Abu Bakr, Omar, Othman e Ali). Da notare che tutti e quattro furono eletti (da una ristretta cerchia di notabili) e quindi il Sunnismo avrebbe in teoria, se non in pratica, una predilezione per la democrazia (vedi democrazia islamica).

Nato buon ultimo nella discussione teologica islamica, il Sunnismo si differenzia essenzialmente dallo Sciismo (organizzatosi come dottrina prima del Sunnismo) per il suo netto rifiuto di riconoscere la pretesa degli Sciiti che la guida della Comunità islamica (Umma) dovesse essere riservata alla discendenza del profeta Maometto attraverso sua figlia Fāṭima bt. Muhammad e suo cugino ʿAlī ibn Abī Ṭālib. Al contrario il sunnismo è per un’elezione da una ristretta cerchia della guida della comunità (che una volta era il califfo e oggi potrebbe essere il segretario generale della Organizzazione della cooperazione islamica).

Quindi, a conti fatti, è solo una questione di riconoscimento di guida spirituale. Il punto è all’origine di numerosi scontri fratricida.

Questo ha indotto i sunniti ad accusare gli sciiti di eresia, mentre gli sciiti sottolineano come il dogmatismo sunnita abbia dato vita a sette estremiste come i puritani wahabiti. Per la maggior parte delle sette sciite è di fondamentale importanza la credenza secondo cui il dodicesimo e ultimo imam sia nascosto (ossia “in occultamento”) e che un giorno riapparirà per compiere la volontà divina. Il loro senso di emarginazione e di oppressione ha dato vita a cerimonie di lutto come la ashura, quando i fedeli sciiti in processione si flagellano per ricordare la morte di Hussein a Kerbala.

Tra sunniti e sciiti non c’è mai stato uno scontro paragonabile alla guerra dei trent’anni, che ha visto contrapposte tra loro le diverse confessioni cristiane nell’Europa del seicento e ha provocato un numero enorme di morti. Questo è dovuto in parte alla scelta degli sciiti, consapevoli della loro condizione di minoranza, di tenere un profilo basso. Le linee che oggi dividono i musulmani in Medio Oriente sono tracciate tanto dalla politica quanto dalla religione. La “Mezzaluna sciita”, che dall’Iran passa per la Siria governata dal regime di Assad e finisce nel Libano dell’Hezbollah, un tempo era lodata da molti esponenti sunniti. Ma le rivoluzioni in corso nella regione hanno provocato una frattura tra i governi sciiti e gli stati sunniti del golfo Persico, come Arabia Saudita e Qatar, che sostengono i loro correligionari con denaro contante. Questa situazione ha rafforzato l’assertività dei sunniti facendo sentire gli sciiti più minacciati che mai.

 

 

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