Nicolai Lilin


Non sono un tipo che ha particolari idoli. Sopratutto non nel mondo che la gente oggi considera normale: show-girl, attori, tronisti. Me ne rimango lontano e appollaiato sul mio scranno di legno a guardare. Però ho un grande rispetto per gli scrittori, romanzieri e saggisti sopra ogni cosa. Persone che scrivono per la passione di raccontare una storia con l’amore per la narrazione. Chi mi conosce sa che amo Jeffery Deaver per la sua trama ad incastro, King per lo stile diretto e tanti altri che non vi tedio con la lista.

Degli italiani (perchè io lo considero dei nostri) ammiro particolarmente Nicolai Lilin. Lo scrittore è russo, ma orami vive stabilmente in Italia. Sua è “Educazione siberiana”, dove mi ha aperto gli occhi sulla criminalità russa e l’uso narrativo dei tatuaggi.

Oggi era a Brescia, intervistato dall’amico Carlo Muzzi del Giornale di Brescia. Aspettavo l’evento da una settimana e sono rimasto folgorato. Voce bassa e pacata. Racconto di criminali come se fosse la cosa più normale del mondo e, alla fine, foto con dedica.

 

Advertisements
This entry was posted in Uncategorized. Bookmark the permalink.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s