Fòbal con Titti Ascagni


13232983_10209515106904236_8892012583600566594_nQualsiasi giovane bresciano cresciuto negli anni ’80 ricorda con passione la splendida cavalcata dalla C alla A. Erano tempi di un calcio diverso, meno ruspante di quello degli anni ’70 e ancora immune dalla droga mediatica del nuovo millenio.

In quella squadra c’erano Aliboni e Chiodini, Zoratto il folletto e Bonometti l’indomito capitano. C’era Tullio Gritti facci un gol, ma soprattutto Titti Ascagni. Non è facile raccontare alle giovani generazioni cosa significava avere Titti sul campo. Ogni passo poteva essere una danza, un dribbling beffardo e una giocata d’astuzia. Potrei azzardarlo un George Best, ma sento che non è giusto nei confronti dell’uomo. Forse non esiste semplicemente un paragone.

Sabato 21 Maggio 2016 il Brescia Club Gigi de Paoli (altro campione che meriterebbe un post) organizza la mostra delle maglie storiche del Brescia. Per il maschio praticante e senza fronzoli è pura gioia per la vista. Approfitto dell’occasione per incontrare il mio mito di gioventù, pochi chilometri in auto, un parcheggio in piazza e il sentiero che mi conduce al luogo della mostra.

Ascagni è del ’54, fisico statuario e baffo assassino. Non beve, glissa sul fumo e sorride al ricordo delle conquiste femminili. L’uomo è di una gentilezza e disponibilità eccezionale. Ci stringiamo la mano e gli consegno Fòbal con dedica. L’emozione mia è in fondo al cuore, sembro freddo e professionale. Racconto la trama del libro e dopo qualche minuto preciso: “è una storia inventata”. Il campione sgrana lo sguardo: “pensavo fosse vera”. Per uno scrittore è un complimento che varca i limiti dell’impossibile. Rimaniamo a parlare di tutto, calcio moderno, passione per la scrittura. Non voglio sequestrarlo e faccio un passo indietro per lasciare spazio anche agli altri. Mi promette che inizierà Fòbal già questa sera, per me sarebbe un grande onore conoscere il suo parere sul romanzo.

Torno a casa. Metto in fila i pensieri della giornata e ripenso a quei pomeriggi allo stadio. I fumogeni alle spalle, il verde del campo davanti agli occhi e la voce che urla al microfono:

Brescia

Aliboni,Chiodini,Giorgi,Bonometti,Toresani,Maritozzi,Mossini,Zoratto,Gritti,Ascagni.

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