Deathpoint Blog Tour: la genesi del romanzo


Oggi ospito Stefano Bolotta, autore del romanzo Deathpoint. Una storia, per certi versi, simile al mio Fòbal

copertina Youcanprint

 

 

Scrivere della genesi del romanzo “Deathpoint” significa tornare con la mente a un periodo particolare della mia vita.

Ottobre 2007: la crisi economica è soltanto una minacciosa nuvola all’orizzonte e i meteorologi non sanno prevedere con esattezza quanto a lungo pioverà. Lo scopriremo soltanto sui nostri ombrelli, fradici ancora oggi.

Da nove anni lavoro in un settimanale locale, “La Gazzetta di Lecco”, in qualità di redattore. Ho investito tutto in questo mestiere, imparandone ogni segreto e scegliendolo come strada da battere in futuro, dimostrando un fiuto perlomeno discutibile vista la gradevole bara di frassino che aspetta il giornalismo…

Un periodo di forte ansia e tensione personale culmina con la mia lettera di dimissione: non è una decisione istintiva bensì razionale, matura e ben ponderata. Eppure vengo investito da una valanga di critiche. Beh, me ne frego. Mi ritrovo per strada e scelgo di dedicarmi alla scrittura, che ho sempre coltivato ma soltanto sotto forma di racconto breve (e poesia). Mi metto alla prova con il romanzo, leggendo, documentandomi e chiedendo consigli preziosi a chi ne sa più di me.

Inizio così a buttare giù la struttura di “Deathpoint”, un progetto che mi frulla per la testa da mesi. Anno 2050. Un tennista. Un viaggio. La lotta per la libertà. La vita. La morte. L’amore.

Comincio a scrivere nel luglio del 2008, e le pagine del romanzo mi accompagnano sino al luglio del 2009. Esattamente un anno di fatiche, in cui vivo da scrittore a tutti gli effetti, assaporandone le giornate-tipo: colazione, camminata per il paese in cerca di ispirazione, pranzo, scrittura, cena, riletture, ancora scrittura fino a tarda notte. E portafogli perennemente vuoto.

Questa scelta si rivelerà nel tempo azzeccata, e spiego perché. Nel settembre 2009 torno a lavorare al giornale da cui mi ero licenziato, dedicandomi soltanto allo sport, la mia seconda pelle. E inizio a collaborare a tempo pieno con una tv locale. Riprendo una certa solidità economica, e mi distraggo dal romanzo. “Deathpoint” però rimane lì, in una cartellina sul Pc, e nel 2012 comincio una serie di ristesure per “ripulirlo” dalle parti ridondanti. Nel frattempo l’ho inviato a qualche casa editrice, senza grandi aspettative e con tempi e modi che proprio non si addicono a un aspirante scrittore. Ma sono fatto così, improbabile e tardivo.

Nel 2014 le ricerche sul web mi fanno scoprire il self publishing, e dopo accurate riflessioni scelgo di pubblicare il libro con questa via. Inizia la parte più faticosa (e non l’avrei mai detto!): altre riletture, la ricerca di un grafico per la copertina e uno per confezionare la bozza, ma soprattutto di un editor professionista.

Casco bene, mi accordo con una scrittrice-traduttrice milanese molto in gamba che dà al testo un abito stilistico più moderno. Un’esperienza davvero significativa, dalla quale ho avuto modo di imparare tantissimo. Ciò che scrivo ora è contaminato in pieno, in maniera positiva, da quell’esperienza.

Arriviamo così alla fine del 2015: “Deathpoint” vede la luce in formato cartaceo e in ebook sfruttando la distribuzione di Youcanprint. Il mio sogno si realizza? No. Semplicemente comincia. Avvio così una imponente campagna di promozione che prosegue tuttora. L’articolo (senza troppo senso) che state leggendo costituisce la sesta tappa del Deathpoint Blog Tour. Se siete arrivati sino a questo punto, la promozione ha un qualche senso. Se acquistaste una copia del mio romanzo, potrei dire che funziona pure!

In sintesi, tornando indietro rifarei puntualmente tutto. Non mi sono mai pentito delle mie azioni. E adesso che il romanzo mi sta regalando qualche soddisfazione, permettendomi di incassare anche qualche euro, ho l’opportunità di rivalutare l’anno sabbatico che avevo preso. Non è stato tempo sprecato. Non si scrive per il (poco) denaro, è evidente, ma cancellare le critiche subite allora è un piccolo riscatto morale, lo stesso che va cercando Jack Muffin, il protagonista del mio romanzo.

Stefano-Bolotta

Ringrazio l’amico Flavio Firmo per la gentilezza e la disponibilità nell’ospitarmi. Per leggere le altre tappe del blog tour o avere dettagli sul romanzo, potete visitare la pagina Facebook ufficiale o il blog dedicato, http://romanzodeathpoint.blogspot.it.

Advertisements
This entry was posted in Uncategorized. Bookmark the permalink.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s