Il Subbuteo spiegato alle donne.


Adesso parto con uno dei miei post più ambiziosi. Uomini mettetevi comodi, femmine! All’erta.

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Il calcio è lo sport più amato in Italia e nel Mondo, su questo non ci sono molti dubbi. L’uomo è attratto da questo gioco per un paio di motivi. Per prima cosa si ritrovano tutte le caratteristiche della sfida epica tra il bene e il male, l’eterna sfida tra i buoni e i cattivi che trovava nei giochi degli antichi romani una tra le più celebri messe in scena. Questa sfida permette al vostro uomo (perchè adesso parlo alla moglie/fidanzata/spasimante) di immedesimarsi nell’esercito dei buoni. Io, per esempio,sono milanista e mi sento parte del mondo degli onesti e degli eletti che seguono la squadra rossonera.

Ma questo cosa c’entra con il Subbuteo? C’entra, c’entra eccome.

Il Subbuteo è quel gioco che simula il calcio. Ci sono delle miniature che vengono colpite con le dita e devono costruire delle azioni che hanno come scopo la realizzazione del fatidico GOL. La donna, per prima cosa, vede il gioco in maniera opposta a come lo vede l’uomo. Lei vede degli omoni impegnati nell’azione di colpire con il dito e pensa: “perchè quella bestia si incurva tutto e assume l’espressione del cieco che ride? Non sarebbe più semplice passarsi la palla con le dita invece di usare la miniatura come intermediario?”

Primo errore. L’atto del colpire è ininfluente per l’uomo. Per lui l’importante è la costruzione del gioco, le regole le ha stabilite Sir Adolph e sono sacre e giuste. Inoltre permettono di mettere in campo una certa abilità ben superiore al gioco elettronico. In poche parole se sei “impedito” non ci puoi fare nulla, il tuo successo ti sarà negato.

Tolto di mezzo il gesto rimane la simulazione della partita. La donna, spesso, pensa che i giocatori vogliano ricostruire delle partite viste in televisione. Se due uomini giocano Italia-Germania ci si aspetta il risultato di 4-3 (o 3-1 a seconda di come la vedi). Invece ogni giocatore sa bene che la sfida è incerta e si gioca per il risultato. Possiamo mettere in scena Brasile-Isola di Man e vedere quest’ultimi vincere…questo è il bello del gioco.

Il risultato quindi è la sfida dei giocatori, le squadre in campo sono un pretesto.

Terzo punto (poi ti porto a cena, ma non al centro commerciale) riguarda l’aspetto del collezionismo. Personalmente non mi ritengo un collezionista, mi piace il gioco in quanto simulazione eppure a casa ho due-tre squadra. La donna colleziona scarpe, borse, cinture. Il maschio “subbuteisticum” colleziona squadre. C’è il Brasile (la maglia più bella), l’Italia ’82 (la più amata) e il Plymouth Argyle54 total green kit (forse la più rara di tutti i tempi).

Spiegare il Subbuteo alle donne è difficile perchè anche l’uomo non riesce a spiegarsi questa passione. Pertanto, femmine, vi cito questo passo tratto da Cicerone.

Certo che alcuni vanno a caccia e a pesca, che puzza con le esche e le prede che poi finiscono nel freezer. Non parliamo dei ciclisti con le loro Domeniche fuori presto e via sui colli che gli amici mi aspettano. Poi ci sono i motociclisti, in fila fuori dal bar con le loro moto scintillanti. Caschi con i teschi e la panza da birra.

Tutto sommato meglio il Subbuteo. Esci il Lunedì, non sporchi e tutto rimane in una valigetta.

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