Ancora sui personaggi e il loro spessore


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Ciao, sono il personaggio ancora da lavorare.

Ogni personaggio è come un pezzo di marmo, compito dell’autore è lavorarlo con tanto impegno per donargli spessore. Un personaggio profondo darà profondità alla vostra storia e il lettore vi amerà per questo. Un grande romanzo si sviluppa attraverso tutte le figure, quello che segue può essere applicato a ogni personaggio, ma ricordatevi che è sempre l’eroe a muovere la storia. Innanzitutto lavorate sull’eroe, usate tutto il vostro impegno su di lui. In seconda istanza dedicatevi all’antagonista, solo alla fine definite gli altri.

Il personaggio deve evolvere, specialmente il protagonista. Non c’è niente di peggio che un eroe statico. Inizia e finisce nello stesso modo. Il lettore si appassiona al cambiamento e seguirà il vostro eroe fino in capo al mondo perchè vorrà vederlo cambiato. Un buon modo di vedere l’intreccio tra la trama e il protagonista è pensare che “la trama spinge l’eroe al cambiamento”.

Se non cresce, non susciterà alcun interesse.

Quando progettiamo il nostro personaggio è un buon consiglio (io lo faccio sempre) creargli una scheda. Oltre alle caratteristiche fisiche è importante considerare alcuni aspetti:

  • Deve avere un desiderio implicito (nascosto)
  • Deve avere un desiderio esplicito (visibile a tutti)
  • Deve avere una paura implicita (nascosta)
  • Deve avere una paura esplicita (visibile a tutti)

La sua evoluzione lo porterà a raggiungere il suo desiderio implicito affrontando la sua paura implicità. A cosa servono paura e desiderio esplicito? A guidare il lettore nella prima fase così da far emergere le caratteristiche implicite. Inoltre è un buon trucco agganciare la paura implicita a un tic. Gli esempi di questa tecnica sono in tutti i buoni romanzi, a voi il compito di scovarli.

Controlliamo i personaggi.

Succede che i personaggi, nel corso della storia, non si comportino come li avevamo pianificati. Vuoi perchè l’autore è istintivo e ama inseguire l’ispirazione, vuoi per esigenze propriamente narrative. Modificate la vostra scheda, ma non il percorso dell’eroe o andrete a sviare il messaggio del vostro romanzo.

Spesso un personaggio secondario prende il sopravvento rispetto all’eroe. Questa pratica può risultare interessante se pianificata fin dalle prime battute, ma se emerge all’insaputa dell’autore forse è il caso di riprogettare la storia. Cattivi memorabili hanno rubato la scena al protagonista, a volte funziona…spesso risulta fallimentare per la storia.

Concentriamoci sempre su un punto:

Il conflitto muove la storia.

Trama, personaggi, ambiente. Tutto deve essere al servizio del conflitto interiore.

Per chi volesse approfondire ci sono numerosi testi: Miti e leggende, archetipi, figure narrative. Il grande studioso russo Vladimir Propp ha pubblicato approfondite analisi sull’argomento

Diverse sono anche le sfaccettature del nostro eroe, così come l’antagonista deve avere dei solidi valori morali. In estrema sintesi è bene fondere i desideri e le paure dell’eroe con i corrispondenti dell’antagonista. Avrete una miscela esplosiva

In molti romanzi non esiste un nemico fisico, ma l’antagonista è interiore. Può essere un male di vivere, una fobia, una follia pura e semplice. Sono storie molto profonde e appassionanti, anche se consiglio di affrontarle solo dopo un adeguato rodaggio.

 

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