Due parole sui personaggi


Fëdor Dostoevskij, colto in un momento di sobrietàOra che avete una bozza di trama vi sarete accorti che vanno inseriti i personaggi. Ancora una volta ci mettiamo comodi e ci affidiamo agli schemi classici.

Protagonista: L’eroe del viaggio, quello che combatte e raccoglie i consensi del lettore.

Antagonista: Il rivale del vostro eroe. Un vero bastardo, ma è guidato da valori solidi

Ci sono altri personaggi fondamentali per la vostra storia: il mentore, il guardiano della soglia, il mutaforme, la spalla comica. Tutti danno un valido contributo, ma prendete un eroe e un forte antagonista e la storia di muove da sola.

Del nostro eroe parleremo nei prossimi post, ora prendiamoci qualche minuto per l’antagonista.

Anche l’antagonista è importante perchè nei suoi valori si riflettono quelli del vostro eroe. L’antagonista deve risultare logico e guidato da valori che risultano normali per il suo modo di agire e vedere la vita. Descriverlo assetato di sangue e malvagio senza ragione lo fanno scadere a una macchietta e finirà per trascinare il vostro eroe nel terreno dello splatter morale peggiore. Sedetevi dalla sua parte e chiedetevi perchè agisce in quel modo, dal suo punto di vista è giusto. Se avete letto qualche 007 vi troverete con un senso di disagio, una strana sensazione. L’agente segreto è un gran figo perchè sconfigge il male e vince e noi tifiamo per lui, ma il cattivo? Il cattivo è spesso senza logica. Vuole dominare il mondo? Tutti i cattivi lo vogliono, ma proprio questa è una scusa semplice che non soddisfa. Ti chiedi, quando avrai dominato il mondo che farai? Per questo è un cattivo incompleto. L’antagonista è incerto quanto l’eroe. Anche lui è combattuto, ma è guidato da principi spesso molto più solidi del nostro eroe. L’imperatore di Star Wars è un cattivo giusto. Lui ha un impero da tenere insieme e quei quattro pezzenti Jedi gli rompono le palle. Chiunque, nei suoi panni, costruirebbe la Morte nera.

Anche i nomi sono importanti, spesso li trascuriamo. Se avete un personaggio petulante non chiamatelo Marco, chiamatelo Pierferdinando oppure Oreste. Il lettore sarà facilitato nell’aggancio mentale con il suo carattere. Uno sporco trucco? E allora?

Non date tutte le informazioni sul personaggio all’inizio, ma svelatelo un po’ alla volta. E’ il vostro eroe, regalatelo con parsimonia e ricordatevi che lui si svela solo davanti a un conflitto. Sarà il conflitto a muoverlo, altrimenti rimane un tipo come tanti.

Frodo era un pusillanime eppure guarda che cosa ha fatto.

Una volta che avrai agganciato il lettore al tuo eroe non avrai più problemi. Harry Potter si aggancia nel primo capitolo e il lettore ne vuole sempre e sempre di più.

E vi supplico in ginocchio. Non fateli tutti belli e perfetti. Le persone non sono così. I vampiri di twilight sono tutti ricchi e belli? Ricchi va bene, hanno accumulato potere, ma perchè deve essere bello uno che si nutre di sangue e non ha interesse per l’interazione con gli umani?

 

 

 

Createvi delle schede per i vostri personaggi, così non correte il rischio di confondervi. Ogni eroe e ogni antagonista dovrebbero avere dei principi fondamentali:

  • Uno scopo
  • Un conflitto
  • Un punto debole
  • Un legame sentimentale

 

Un personaggio azzeccato è quello che ha un conflitto.

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