Il calcio da tavolo nel dopoguerra.


Finisce la guerra e torna la voglia di giocare. Avevamo lasciato i nostri appassionati alle prese con il New Footy che era diventato il vero gioco per tutti. Al termine del conflitto il vero problema fu la scarsa reperibilità di materia prima. Mancava tutto. Urgeva una nuova progettazione del gioco, principalmente per il tipo di componenti, così da mantenere i prezzi di vendita ad un livello abbordabile a tutti.

La produzione fu affidata ad Austin de Speke per le figure e i contenitori. I palloni da gioco, disponibili in due misure, furono prodotti in Francia. I campi da gioco a Liverpool e Manchester. Proprio in questo periodo fu creata l’area di tiro come la conosciamo oggi. La divisione del campo in quattro quarti e la linea che delimitava la possibilità del tiro in porta.

Notate il campo senza area di tiro

La tecnica dei materiali comincia a svilupparsi e nel 1948 abbiamo la prima rivoluzione. Il piedistallo in origine era soltanto rosso o blu, ma con la nuova ondata produttiva venne dotato di un dischetto di colore diverso e caratterizzato dall’essere cavo. In un primo momento la figura perse in stabilità e per colmare il difetto venne introdotta la rondella in metallo stabilizzatrice. Il 1952 è quindi l’anno di nascita della rondella.

Qualche anno prima, nel 1949, la U.K. Plastic di Londra inizia la produzione di miniature e porte in plastica. Prima di questa data le porte erano in ferro e le miniature in cellulosa.

Ma una grande novità bussa alle porte. L’ornitologo più amato della storia compie i suoi primi passi.

 

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