Non si tratta di omettere informazioni, ma di fornirle un po’ per volta (e senza farsi notare)


Bottega di narrazione - Corsi e laboratori di scrittura creativa

di Giulio Mozzi

Qui si continua una riflessione sul mettere e l’omettere informazioni nei racconti: cominciata qui, proseguita qui.

In calce al secondo articolo una persona che si firma “Giulio” (e non sono io, eh!) ha proposto – come esempio di racconto che “funziona” grazie a una o più omissioni – un racconto di J. L. Borges, dalla raccolta L’Aleph. Lo riporto qui:

La casa di Asterione

So che mi accusano di superbia, e forse di misantropia, o di pazzia. Tali accuse (che punirò al momento giusto) sono ridicole.
È vero che non esco di casa, ma è anche vero che le porte (il cui numero è infinito)* restano aperte giorno e notte agli uomini e agli animali. Entri chi vuole. Non troverà qui lussi donneschi né la splendida pompa dei palazzi, ma la quiete e la solitudine.
E troverà una casa come non ce n’è…

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One Response to Non si tratta di omettere informazioni, ma di fornirle un po’ per volta (e senza farsi notare)

  1. Giulio Mozzi says:

    Grazie per aver ripreso l’articolo.

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