Elizinha incontra Eve


4Aveva solo tre minuti prima di arrivare al negozio.
Elizinha si era trovata in un guaio più grande di quanto riuscisse a immaginare. Il capo, quel tipo che le pagava lo stipendio solo per vendere abiti, si era svegliato con le palle girate.
«Trovami delle clienti nuove oppure chiudiamo.»
Cosa ne sapeva lei di clienti, di donne che potevano spendere senza riflettere troppo. Elizinha uscì di casa senza badare al letto sfatto, ai bicchieri sul tavolo e al corpo dell’ultimo uomo che le era passato nella vita senza lasciare nulla. La costruzione di un futuro parte dalle radici che hai nel passato e lei ne aveva di profonde. Non poteva perdere tempo attorno ai bellocci con le gambe più depilate delle sue. Le serviva forza e stabilità.
«Datti da fare, con tutta la gente che conosci.»
Le parole del capo le rimbombavano come un martello pneumatico. Riemerse dalle scale della metro con i pensieri confusi. Come trovare clienti per il negozio? Non era un fatto suo, lei era una commessa e non una cacciatrice di teste.
Il cielo era azzurro, ma l’aria sapeva di fango secco. Come se uno strana divinità si fosse dimenticata di aprire le finestre del mondo e cambiare aria.
A pochi metri, seduta al tavolino di un bar, vide una signora con un cappello rosso e un vestito a fiori. Leggeva con lo sguardo attento e non prestava attenzione al pakistano che le stava offrendo un mazzo di rose rosse. Il cameriere depositò il caffè sul tavolino e scacciò il venditore spingendolo verso l’edicola.
La donna si svegliò dalla lettura e appoggiò il libro sul tavolo. Elizinha capì che poteva essere la sua occasione. L’eleganza, il fascino e la borsa da tremila euro ne facevano una candidata ideale per il negozio.
In più c’era il libro a unirle.
«Mi scusi, vedo che anche lei legge quel libro,» disse Elizinha piazzandosi a pochi passi dalla donna.
«Si, anche lei lo ha letto?»
Elizinha prese la copertina, aprì la pagina e sospirò.
«Mi ha tenuto compagnia per un mese, non riuscivo a smettere di leggerlo. A volte mi addormentavo con il libro sul petto e mi svegliavo in piena notte. Dovevo finirlo, dovevo sapere.»
La donna spostò le sedia e invitò Elizinha.
«Sono quasi a metà e sono sconvolta. Me l’ha regalato una mia amica, dice che contiene delle verità profonde. Non mi dica nulla, ma muoio dalla voglia di sapere come andrà a finire.»
Elizinha ordinò un caffè e si tolse il foulard, distese i capelli neri al vento e respirò a pieni polmoni.
«Io ho la copia firmata dall’autore.C’è stata una festa per la presentazione e mi sono fatta fare l’autografo. Non credevo che un libro potesse prendermi a tal punto. Intendo dire che noi donne siamo sicure di conoscere gli uomini, sono personaggi senza troppe complicazioni e poi.»
«Poi arrivano essere come Eve e quelli perdono la tramontana,» disse la donna schioccando le dita.
«Io mi chiamo Marzia.»
Elizinha si presentò e raccontò del negozio dove lavorava. Delle splendide borsette e dei vestiti che andavano in promozione a fine settimana.
«Dimmi Elizinha, hai chiesto all’autore se esiste Eve o se è solo una storia inventata? Quello che non mi fa dormire la notte è il pensiero di mio marito che perde la testa per una come quella. Non ci potrei fare nulla. Un conto è se mi lascia per una donna, una più giovane e bella. Sono cose che fanno male, ma una donna le riesce a sopportare. Perdere la testa per un trans, quello non lo potrei sopportare. Non c’è storia, non c’è strategia che si possa inventare. Quelle hanno una cosa che noi non possiamo avere.»
La ragazza sorrise, prese la bustina di zucchero e la versò nella tazzina. Senza mescolare ingoiò in un sorso il caffè.
«Per quello che ho capito non esiste Eve, la storia è inventata. Forse ispirata da qualche personaggio che l’autore ha conosciuto, chi può saperlo. Quando leggo un libro non sono interessata all’autore, entro nella storia e cerco di uscirne con una lezione di vita. Non credo esista Eve, magari lo siamo tutte e, come lei, abbiamo il diritto di innamorarci e di vivere la nostra favola.»
Marzia strinse la mano alla ragazza e si alzò.
«Verrò a trovarti in negozio, sento che abbiamo ancora molto da dirci. Adesso devo andare, mio marito mi aspetta per la lezione di tango. Sono quelle piccole cose che ho imparato leggendo Eve. Sono le piccole manutenzioni che mantengono in vita un grande amore.»
Elizinha strinse la tazzina tra le dita e seguì il vestito della donna finchè svoltò nel vicolo.
Il cielo era azzurro, ma non l’odore di fango secco era sparito.

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23 Responses to Elizinha incontra Eve

  1. Damiano says:

    Bellissimo!!!

  2. Luigi says:

    Incantevole!!!

  3. Luigi says:

    Luigi B bellismo..

  4. martix76 says:

    Fantastico direi.

  5. tra10de3 says:

    bellissimo e interessante

  6. molto molto bello

  7. Francesco says:

    Ottimo….. molto ben fatto!!!!!

  8. Alessandro says:

    Lastupenda ragazza della copertina lascia immaginare che il racconto sarà intrigante, e cosi è…

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