Lo Zanza, chi è?


In un post ho citato lo Zanza, davo per scontato che tutti conoscessero il significato di questa parola. Al Nord è molto usato, forse meno al Sud.

Ma andiamo per ordine e affidiamoci al dizionario.

żanża s. m. e f. [etimo ignoto], invar., settentr. – Imbroglione, truffatore, furfante.

(Dizionario Treccani)

Arriva dal gergale milanese o “del parlar furbesco” che tanto affollava le strade della Milano di Scerbanenco. Attento che l’è un Zanza significava di prestare attenzione a quel tipo in quanto truffatore.

Negli ultimi anni, almeno dalle mie parti, lo Zanza è diventato il truffatore che truffa per mantenersi la bella vita. Lo Zanza truffa i parenti per acquistare l’automobile in leasing che poi non pagherà. Zanza è soprattutto uno stile di vita, dove gli onesti sono dei coglioni.

Sempre dalle mie parti esistono delle simpatiche declinazioni: zanzòt, zanzù, zanzarù. Quest’ultimo sembra una grossa zanzara, ma in realtà è il grande zanza che a furia di truffe e bella vita è diventato grasso sfondato, specialmente nel look.

Se siete ancora vivi dopo questa immensa perdita di tempo vi piacerà sapere che il mio prossimo lavoro dal titolo provvisorio “il principino della truffa” sarà ambientato nel mondo degli zanza. Dal più piccolo al capo degli zanza.

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