Roberta Volpi Intervista per Incontro con l’autore #eve: EVE, di Flavio Firmo


Roberta Volpi mi intervista per la pagina Facebook

Presentiamo EVE, di Flavio Firmo, attraverso l’intervista fatta all’autore:


Ci presenti oggi la tua opera. Prima di chiederti come è nata questa idea, ti va di raccontarci qualcosa di te, ad esempio da quanto tempo scrivi?

Se ripenso alla mia vita mi verrebbe da dire che scrivo da sempre, anche se non è del tutto vero. Alle superiori tenevo una specie di diario con le avventure spaziali dei nostri professori, credo sia uno dei libri più amati dai miei compagni di classe. Ho scritto qualcosa di corposo attorno ai venti-ventidue anni, un paio di romanzi brevi ma niente di buono. Mi sono messo seriamente da qualche anno, come se la passione fosse risorta dal nulla. Il primo lavoro è stato un giallo-informatico “il cavaliere bianco” al quale è seguito “il campione di Subbuteo”, un libro ambientato nel magico mondo del Subbuteo. Nel 2014 è uscito “Eve” che ritengo il mio lavoro migliore. Da poco è in vendita il mio ultimo romanzo “Fòbal”, una storia scalcinata sul calcio di periferia.

Hai mai fatto leggere prima d’ora i tuoi lavori al pubblico? Ti sei mosso sempre attraverso la Rete o hai già utilizzato altri strumenti di comunicazione?

Prima di buttarmi nella pubblicazione ho fatto incetta di informazioni sui forum e sui blog e mi sono fatto una mia idea. Ho approfondito le tecniche di scrittura seguendo gli articoli sul web. Di solito faccio leggere la prima stesura a tre-quattro persone di fiducia, ma la storia e i personaggi sono già delineati alla base. Per la promozione utilizzo i canali social e il mio blog, anche se sono le presentazioni dal vivo quelle che danno le maggiori soddisfazioni.

Qualcuno ti ha ispirato durante il tuo percorso? Un autore o un libro in particolare?

Sono un lettore forte (ogni scrittore dovrebbe esserlo) e ho alcuni punti di svolta della mia vita di autore. All’inizio c’è stato un libro “il nome della rosa”, il primo romanzo che mi ha fatto capire che i libri non sono cose pallose, ma stupendi compagni d’avventura. Poi è arrivato il signor Jeffery Deaver che mi ha fatto capire che una trama a incastro può essere una sfida all’intelletto e il signor King che ha dimostrato il contrario. Ovvero che anche senza una trama robusta la storia può essere piacevole. Infine il signor Wallace che mi ha fatto chiudere il portatile con la tristezza di una frase “io non scriverò mai così”. Leggo moltissimo e ho i miei preferiti, cerco di leggere anche gli esordienti (quando mi propongono una lettura incrociata) e ci sono degli autori veramente notevoli.

Pensi di avere un metodo di scrittura studiato ad hoc, dove verso dopo verso fai anche delle riflessioni tecniche, oppure scrivi maggiormente di getto, dando più importanza all’impatto finale e immediato della composizione?

Sono un costruttore e non un artista. Pianifico la trama dall’inizio alla fine, i personaggi seguendo gli archetipi della narrazione e mi documento sull’ambiente e sugli oggetti che intervengono. Durante la stesura scrivo un capitolo di circa dieci pagine alla volta seguendo uno schema. Prima inserisco le frasi monoverbo che identificano l’azione, in questo modo ho tutta la scena grezza. In un secondo momento amplifico le frasi con una descrizione che supporta l’azione. Infine aggiungo i dialoghi. Artigianato, magari poco magico, ma nel mio caso estremamente efficace. Ogni giorno mi vengono in mente almeno cinque o sei storie, poi la mattina dopo quasi tutte vengono smontate. Qualcuna resiste e con il passare dei giorni aggiungo particolari fino a che diventa “l’eletta”. La storia sulla quale mi metterò a lavorare sul serio. Quando scelgo una storia devo sapere che mi terrà compagnia per almeno sei mesi e non devo correre il rischio di annoiarmi, per questo cerco di essere molto preciso durante l’analisi.

Parlaci dello stile del testo: hai affrontato una narrazione in prima persona oppure no, presente storico o passato?

Prediligo la terza persona e lo “show, don’t tell”. Nel romanzo appena uscito dal titolo “Fòbal” il protagonista è in prima persona. Cerco di rimanere leggero e sfoltisco gli aggettivi ancora nella testa. Sono per una scrittura secca al servizion della storia. Il mio principale obbiettivo è nascondere l’autore, concentrare il lettore sulla storia e sui personaggi; quello che penso io sull’argomento è irrilevante.

Hai prima di tutto creato uno scheletro sommario del testo per poi passare alla scrittura più ristesura finale, o hai utilizzato altri metodi di scrittura per portare avanti questo progetto?

Come ho detto prima mi piace avere tutta la storia completa, non dico in ogni singolo respiro dei protagonisti, ma almeno nelle scene fondamentali. Ho provato a scrivere di getto, ma è una tecnica che posso usare solo in racconti brevi con uno o due personaggi.

Soffermiamoci un attimo sull’opera: di cosa tratta e quali sono le caratteristiche per cui il lettore, dal tuo punto di vista, dovrebbe restarne affascinato? Quali gli elementi cui hai dato maggiore rilevanza durante la stesura?

Eve è la storia di un transessuale, una bella ragazza agli occhi di tutti. Non è una storia di emarginazione, se la protagonista fosse una donna sarebbe un romanzo d’amore classico (perdona il termine, ma è per farsi capire). Lei ama un uomo che la lascia senza una spiegazione e con un debito di sessantamila euro. Saprà ripianare il debito e troverà l’amore? Il punto forte di questa storia è proprio nel personaggio: un corpo di donna con istinti da uomo. Le lettrici troveranno molte risposte a delle domande che tutte si pongono: perchè gli uomini si comportano sempre nello stesso modo? Bassi istinti dentro una mulatta e un ragazzo che… Durante la stesura ho cercato di scavare nel torbido di una città qualsiasi, Brescia nel mio caso, ma potrebbe essere una qualsiasi. Sotto lo strato di avvocati e buoni padri di famiglia c’è sempre un fiume che scorre sotterraneo: cene eleganti, negozi in mano alla mafia, campi nomadi, set di film pornografici. L’ambientazione è uno dei protagonisti del romanzo, insieme ovviamente alla splendida Eve.

Raccontaci come ti sei trovato con la casa editrice che ha accettato di investire sul tuo progetto. Sei soddisfatto dalla loro politica di promozione? Sei stato sottoposto all’obbligo di acquisto copie?

Ho spedito il romanzo solo alle case che accettavano esplicitamente il genere erotico. Dopo un lungo studio mi sono convinto che non ha senso spedire il lavoro a una lista di 500 email. Sinceramente non avevo una gran voglia di pubblicare con una casa editrice, i primi romanzi sono stati autoprodotti per una scelta consapevole. Mi ha risposto Lettere Animate dicendosi interessata. Questa casa editrice pubblica solo in eBook, dopo un passato anche nel cartaceo, e la trovo estremamente aggressiva sul piano del marketing. La loro è una politica discussa, ma che si adatta bene al mio modo di intendere l’editoria 2.0. Se arrivasse la proposta di una big non mi farei tante menate, ma in questa fase preferisco avere tutto il prodotto sotto controllo. Testo, primo editing, copertina. Non faccio tutto da solo, ma ho il mio piccolo staff. Lettere animate investe molto sul proprio marchio, convinta (a ragione) che ne trarranno beneficio anche gli autori; la paragono alla Scuderia Ferrari dei primi anni che altro non era che una scuderia di piloti e non una fabbrica di auto. Il contratto di Lettere è completamente noEap, non a pagamento. Non obbliga a nulla se non a credere nel proprio lavoro. Per chi si approccia al mondo editoriale seguendo i canoni classici , Lettere animate, non sarà mai la casa editrice ideale. Io cercavo un partner e sono soddisfatto.

Se invece non hai usufruito dei servizi di un editore, che iter hai seguito per la pubblicazione? Hai già promosso il libro in qualche modo? Se sì, hai potuto appurare i vantaggi della distribuzione?

La promozione vera e propria è sulle spalle dell’autore. Per l’esordiente è praticamente impossibile trovare il proprio libro sugli scaffali delle librerie. A mio parere non avrebbe neppure senso visto che sono sempre i Top Seller a fare i numeri. Personalmente mi accontento della promozione che faccio sui social e del passaparola. Per la versione cartacea mi sono appoggiato a youcanprint, che non è una casa editrice bensì un print on demand. Ricade tutto nel mio pensiero di avere il controllo sul prodotto. Il libro si può ordinare su tutti i circuiti e sul mio blog, non sarà la libreria, ma è quanto di meglio si può ottenere oggi.

Quali saranno i prossimi impegni in relazione alla promozione del libro, o quali gli obiettivi ora prefissati?

La promozione sui social continua con lo stesso ritmo, anche se sono consapevole che l’effetto è svanito. Vorrei aggiungere nuove presentazioni alle due che ho già fatto nella mia città. Nel mio caso le vendite sono state ottime, ma erano presenti persone interessate. Adesso cerco di curare personalmente ogni lettore che ha acquistato il libro per saperne il parere e spingerlo a consigliarlo. Eve è un libro particolare, erotico e come tale ha bisogno di una promozione personalizzata.

Rivolgiti a un potenziale lettore della tua opera, spiegando la tua idea sul risultato dell’opera tra le mani del pubblico. Perché sceglierlo?

Quale persona migliore di un transessuale può spiegare a una donna come ragiona un uomo? Un trans inserito nella società, non un reietto del mondo.  Alla fine di questa storia guarderete gli uomini con uno sguardo diverso.

Dove è possibile acquistare una copia del tuo libro?

Partendo dalla pagina del libro ci sono tutti i riferimenti per la versione eBook e quella cartacea.

https://flaviofirmo.wordpress.com/eve/

Acquistandolo dal blog avrete la mia dedica personalizzata.

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