I racconti del nonno: La fiducia


L’amico Roberto Gregorio mi ha chiesto un paio di racconti da leggere durante la colonia estiva del suo oratorio. I racconti erano per un pubblico delle elementari e siccome sono un #autoreartigiano non mi sono tirato indietro. Questo il primo.

La fiducia.

Un pomeriggio di tanti anni fa, avrò avuto più o meno la vostra età, mi ritrovai con i miei amici dietro la staccionata del vecchio contadino. Non ricordo come si chiamasse, ma tutti lo chiamavamo “Piero il matto”. Quel pomeriggio Antonio era andato a trovare una zia in città e così ci trovammo al solito posto io, Pietro detto il magro, Mario e Carlo. I primi due erano miei compagni di classe e ci andavo daccordo come una capra con la sua carota, ma Carlo veniva da una scuola diversa e non mi andava molto a genio.

Più che altro raccontava un sacco di bugie, non che fossero cose false, ma le pompava sempre un po’ e per noi che cominciavamo a vedere la vita con i nostri occhi sembravano troppo grosse per essere vere. Aveva anche i capelli rossi e qualcuno diceva che tenesse un gatto nero in casa. Eppure era un campione quando doveva arrampicarsi e sapeva tante barzellette.

Piero il matto era nella stalla con le mucche e noi ci davamo da fare attorno a un paio di pannocchie cercando di abburstolirle. Mario e Pietro, che a volte sembravano fratelli, lanciarono l’idea di prendere un paio di castagne e farle bruciare sul fuoco. Così, tanto per vedere se erano buone da mangiare. Carlo ne raccolse un paio da terra e le gettò lontano.

«Quelle cadute non sono buone.» disse arricciando le labbra e indicando la cima dell’albero.« Quando sono ancora sull’albero hanno la castagnite, che è un gusto buono, buonissimo, che si nasconde dentro la castagna. Se cadono a terra è perchè la castagnite è morta.»

Io non dissi nulla, sapevo che ne aveva sparata una delle sue e non volevo dargli corda, ma gli altri due amici dissero che era tutto vero e che anche loro lo sapevano. Carlo iniziò a salire sull’albero, ma dopo i primi metri discese.

«Se salgo sempre io voi non imparate.» disse guardandoci a turno.

Io e Pietro eravamo buoni scalatori, non a livello di Carlo, ma sapevamo come si sale e come si scende. Carlo puntò il dito verso Mario e gli indicò le castagne in alto. Mario non era uno a cui mancava il coraggio, era sempre il primo a entrare nel bosco e una volta era rimasto davanti al vecchio cimitero per dieci minuti. Eppure non gli piacevano le altezze. Scosse la testa e di guardò le mani.

Carlo diede un calcio a una castagna e disse:

«Non avere paura, prova a salire. Io da sotto ti dico come fare e se cadi saremo sotto a prenderti. Siamo i tuoi amici, ci pensiamo noi

Mario non voleva fare la figura del pisciasotto e prese il tronco tra le mani, fece un paio di metri, scivolò con un piede e rimase attaccato al ramo. Io tenevo d’occhio i piedi, li metteva bene, ma erano le mani che non prendevano l’appiglio giusto. Carlo se ne accorse e salì sull’albero, raggiunse l’amico e senza toccarlo gli indicò una sporgenza nella corteccia. Noi che stavamo sotto avevamo il fiato in gola e stringevamo i pugni.

«Devi avere fiducia. Prendi quel ramo e tiralo vicino. Ecco, adesso il piede nel buco. Ci sei. Ancora un passo. Sei forte.»

Mario raggiunse un gruppo di ricci, guardò Carlo con l’espressione di chi era andato a funghi senza il cesto. L’amico spezzò un piccolo ramo e colpì uno dei ricci che cadde a terra. Mario fece lo stesso e sorrise.

Da sotto, lo spettacolo che vedevo, era bellissimo. Carlo il bugiardo che regalava all’amico tutta la fiducia che lui aveva in eccesso.

Provammo a cuocere le castagne, quelle sull’albero e anche quelle cadute. Le più scoppiarono e quelle che riuscimmo a mangiare sapevano di sabbia bruciata. Eppure non eravamo andati alla staccionata del contadino per mangiare o per scaldarci le mani dal freddo. Eravamo andati alla staccionata per diventare più grandi.

Mario aveva fiducia in se stesso, io avevo fiducia in Carlo e lui quel giorno ci raccontò della sua sorella gemella più vecchia di tre anni…ma questa è un’altra storia.

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