Barbara Risoli


Intervista a Barbara Risoli
Oggi facciamo quattro chiacchiere con Barbara Risoli. Ho letto il suo romanzo “La stella d’oro” classificatosi quarto nella sezione romanzi storici del concorso Big Jump.


Barbara, alcune note biografiche sono necessarie.

Barbara Risoli, nata l’8 giugno 1969 a Monfalcone (GO) e residente nella provincia di Udine. Autrice de L’ERRORE DI CRONOS, LA GRAZIA DEL FATO, IL VELENO DEL CUORE, LA GIUSTIZIA DEL SANGUE, da novembre 2012 autrice self pubblishing su piattaforma Amazon con i romanzi editi ma liberi da vincoli editoriali e con due inediti, quali L’ONDA SCARLATTA (pubblicato in data 24 gennaio 2013) e LA STELLA D’ORO (pubblicato in data 21 aprile 2013).

Molta tua produzione si rivolge al romanzo storico, una scelta pianificata o semplicemente ti piace così?

Io non pianifico mai niente, proprio per carattere. Semplicemente amo i lati oscuri della Storia, con i quali mi diverto a tessere delle trame che non possano in alcun modo modificare la stessa. Come dissi già una volta, mi piace credere che il lettore, a libro finito, dica: potrebbe pure essere stato.

Ho molto apprezzato nella Stella d’oro come affronti il personaggio di Lenin, descrivendolo lateralmente, cioè con gli occhi dei protagonisti che sono persone “normali”. Una scelta stilistica che mi piace moltissimo. Quanto dedichi allo studio dei personaggi storici per i tuoi lavori?

Molto, lo ammetto. Lavoro più sui personaggi reali che su quelli creati da me che sono già delineati alla ‘nascita’. Lenin lo studiai a scuola, molto superficialmente, ma come altri personaggi fondamentali per la Storia umana, mi ha sempre in qualche modo affascinata. Preciso che non è una questione politica, potrei dire la stessa cosa di Hitler, di Napoleone e di Giulio Cesare. Ho cercato qualcosa che descrivesse la sua vita quotidiana come la sua ascesa politica. Ho vissuto nell’appartamento svizzero con lui, sento di poterlo dire! Come del resto in un altro mio romanzo ho vissuto l’esecuzione di Maria Antonietta in prima fila… ma questa è un’altra storia.

Sul tuo blog vedo molte citazioni riguardanti il popolo russo e poi…Dasaev. Il portiere degli anni 80. Questa me la devi proprio spiegare


E che te devo spiegà, Firmo! Ognuno di noi ha avuto i suoi idoli da ragazzino (o da ragazzina) e il mio idolo era lui, perfetto agli occhi di una tredicenne romantica, tanto che alla fine è divenuto ciò che io definisco simpaticamente ‘il mio muso ispiratore’, perchè se vogliamo ogni personaggio da me creato ha sempre qualcosa di lui.Ciò che mi preoccupa è che il tempo passa impetuoso, ma le passioni restano e non so quanto questo sia regolare… ma non voglio pensarci troppo. Lo studio del popolo russo invece ha radici ancora più profonde e inspiegabili. Io sono quello che si dice una vittima del fascino slavo, tanto che alla fine uno slavo me lo sono pure sposato. Siccome per noi occidentali slavo = Russia… ecco spiegato il mio interesse. Ma non mi limito a questo, si intenda, sono attirata anche dalla Francia, forse perchè pare che io abbia origini dalla Normandia, ma niente di sicuro.

I viaggi dei tuoi sogni sono sempre verso posti freddi, mai un po’ di Maldive?

Assolutamente no! Scrivere, lo dico sempre, deve divertirmi, piacermi, entusiasmarmi. Il caldo per me è tormento, l’estate stessa è in sacrificio annuale dal quale non posso esimermi… allora, se devo sognare, sogno ciò che amo: il freddo, i luoghi nevosi, ghiacciati, l’inverno e il buio.

Il tuo stile di scrittura l’ho definito, perdonami la semplificazione, molto femminile. C’è una grande ricerca del termine giusto, un’attenzione agli aggettivi. Non credi che oggi, dove lo stile imperante è lo show don’t tell, il tuo stile risulti un po’ difficile?

No! Io scrivo come penso, anche questo è noto di me, non ricerco, semplicemente trasporto sul ‘foglio’ il mio mero pensiero. Sono una cultrice (nel mio piccolo) della lingua italiana che reputo una delle più ricche al mondo, la amo, la coccolo, la arricchisco, ma non la rendo difficile, non lo credo almeno. A volte sono dura con chi mi definisce difficile nella narrazione affermando che ‘se non mi capisci… sarebbe meglio che studiassi’. Non è un bel modo di pormi e mi scuso per questo. Tuttavia, lo stile è parte di una persona, non potrei mai forzare me stessa per esprimermi in maniera differente, distorcerei il mio pensiero, non sarei io. Non critico i modi di scrivere altrui, si intende, anzi… amo la diversità, essere tutti uguali sarebbe un concetto assurdo e specialmente noioso e la noia, mi si perdoni, è morte dell’anima.

Fammi i nomi di tre classici che non devono mancare nella libreria di chi vuole definirsi “lettore”

Odissea (per l’aulica immortale), Via col vento (per un romanticismo che esca dai canoni. Paradossalmente la più grande storia d’amore è una storia di odio e ripicca e mi piace!), La poesia di Ugo Foscolo (esempio di poesia ringhiante, pur con chiari segni di nostalgica malinconia). Ce ne sono mille altri da citare, ma me ne son stati chiesti solo tre…
Fammi tre nomi di contemporanei
Non amo molto i contemporanei, lo ammetto, ma se devo citarne direi… Saviano, Giordano e Friedman. Mi interesso di politica, s’è capito… Aggiungo: negli ultimi anni mi sono dedicata molto alla lettura di esordienti ed emergenti.

A cosa stai lavorando attualmente?

Attualmente sono un po’ ferma, ma ho in testa un romanzo sempre storico, questa volta ambientato nell’Europa nazista. E’ solo un abbozzo di idea, ci sto macinando sopra, devo trovare un lato oscuro interessante della Storia per lavorarci sopra…. come mio solito.
Quando si scrive da tanto tempo è lecito domandare il parere sulle case editrici. A parte le big, che rapporti hai con le piccole case…tralasciamo per decenza quelle a pagamento.

Rapporto azzerato. Ho deciso di abbandonare le piccole case editrici che purtroppo non mi hanno dato molto. Tengo a precisare una cosa per correttezza: ero edita da due case editrici, una delle quali ha provvidenzialmente chiuso e così ho riacquistato i miei diritti su un romanzo. L’altra casa editrice invece non era malvagia, lo ammetto, mi ci trovavo pure bene, la titolare ha ancora la mia piena stima, ma il problema ero io, non avendo mercato locale. Per vendere bisogna darsi un gran da fare, certo… ma anche avere un riscontro decente e io questo non ce l’ho nella mia area di residenza. Forse sbaglio il marketing, non lo so… Comunque, ho preso la decisione ponderata di autopubblicarmi, lavorando per me stessa, a costo zero e con piccolo guadagno che non disdegno. Ho sempre creduto nell’e-book e Amazon offre una buona vetrina, sono corretti e non mancano mai di parola. Le piccole case editrici non mi interessano perchè non ho più intenzione di lavorare per gli altri, se lo faccio è solo per me. Sono ragioniera, prima o dopo doveva saltar fuori il lato venale di me.


Com’è il ruolo del marito della scrittrice

Il marito? Adesso, secondo te che ruolo potrebbe mai avere mio marito che è straniero e a stento l’italiano lo scrive? Mi supporta, si fida di me, ascolta con stoica pazienza le mie trame approssimate, poi conclude che… lui aspetta il film! Ecco che ruolo ha il mio maritino… che ripete sempre che un giorno ce la farò.

Cosa ne pensi del print on demand e dell’autopubblicazione in genere.

Reputo l’autopubblicazione una grande opportunità per un autore emergente, a dispetto di molti giudizi negativi. Il gioco è crudele, ne sono consapevole: chi scrive deve avere il coraggio di mettersi in gioco, l’autop, permette questo. Certo, falsare i commenti è una cosa senza senso, per questo io cerco a volte lettori sconosciuti che possano essere obiettivi. Amazon mi piace perchè è impossibile interagire con chi commenta. Lo ripeto: scrivere è mettersi in gioco, non avere timore di farlo, accettare anche un fallimento anche se è dura, difficile. Ma bisogna credere in ciò che si fa, cercare chi fa del tuo scarabocchio un grande capolavoro è un po’ pretenzioso. L’autopubblicato ha fatto tutto da solo, il lettore intelligente saprà cogliere il valore, anche se magari qualche errore inevitabilmente lo troverà. Il print on demand io non lo uso, ma lo farei solo per far contento un lettore, in fondo è solo un servizio di stampa, per come la vedo io

Gentilissima Barbara, pensando al tuo idolo non posso che contrapporti il mio…senza rancore.

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One Response to Barbara Risoli

  1. Rix says:

    Asp! Senza rancore … Io sta Partita ce l’ho Ancora registrata su VHS, ci credi? Grazie davvero per this intervista con Domande davvero interessanti!
    Risoli

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