L’incidente e la cura


Ti svegli con un mal di testa che non ti lascia ragionare. Guardi davanti ai tuoi occhi e le pareti bianche e azzurre ti fanno capire che sei in sala operatoria. Riordini i pensieri e ricordi tutto.

Eri al bar, un paio di birre e qualche cocktail e ti sei messo in macchina. Ti sembrava di essere padrone della strada, sei meglio tu ubriaco di un tassista a mente serena. Un SUV esce dall’incrocio e freni, ma premi la frizione e l’auto slitta, sterzi e ti schianti. Poi il buio.

Il mal di testa picchia duro. Si avvicina l’infermiere e ti stringe forte i legacci alla barella. Lo guardi e lo riconosci, è il barista che ti riempiva il bicchiere e se ne fregava se tu non eri in grado di guidare. Ti agiti, ma l’infermiere si stringe le spalle e porge una cartellina colorata all’anestetista che la studia con attenzione.

Lo guardi. Non hai dubbi, è quel rappresentante di liquori e alcoolici che rifornisce il tuo bar di fiducia, quello dove ti sei ubriacato. Cerci di divincolarti, ma le cinghie ti stringono. Si avvicina il chirurgo con un camice azzurro. Stringi gli occhi e noti il logo della casa automobilistica che ha costruito la tua auto, quella che può andare ai duecento anche dove il limite è di cinquanta.

Il chirurgo sorride e annuisce con gli occhi spenti. Sembra pensare ad altro, non sembra concentrato sul tuo stato di salute. Ti spingono da dietro e la barella si muove, ti iniettano qualcosa nel braccio che ti lascia inerte e con i muscoli svenuti. Rotoli dalla barella al tavolo operatorio.

Entra dalla porta in acciaio un signore distinto. Ti chiedi cosa c’entra uno in giacca e cravatta con la sala operatoria. Il chirurgo lo saluta, si stringono la mano. L’uomo entrato ti ricorda qualcuno, ma non riesci a focalizzarlo. Qualcuno che hai visto in qualche parte e non ricordi dove. L’uomo passa una busta gialla al chirurgo e insieme ridono per una battuta dell’infermiere.

In pochi secondi vedi al tuo capezzale tutti le persone che, in un modo o nell’altro, sono state complici del tuo incidente.

Li vedi che si scambiano pacche sulle spalle e battute di pessimo gusto. Ridono, ridono con i denti lucidi. Ti sembra una situazione paradossale.

AFFIDERESTI VERAMENTE LA TUA GUARIGIONE A CHI HA CAUSATO IL TUO INCIDENTE ?

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