Subbuteo Rugby…e il papà pilone mette il drop


L’uomo appoggia il suo bicchiere di birra sul tavolo e si scrocchia le dita.

“Avanti pischello, vediamo cosa sai fare”.
Suda, un po’ è colpa della birra fredda e del riscaldamento che non lascia quasi respirare. Ci mette del suo anche l’uomo che, con i suoi novantacinque chili di muscoli rammolliti, sembra la pubblicità di quella marca di pneumatici.

“Dai campioncino, vediamo se stavolta le tue finte e il tuo gioco di gambe riuscirà a fermare la mia forza. Il gioco è trincea e spinta, altro che le tue veroniche e il gioco al piede”.
L’uomo si scrocchia il collo e slaccia la felpa, poi allunga le braccia e rimane con la maglietta della Scozia. Che blù intenso, che odore di storia quella vecchia divisa di lana.

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“Il tuo è un gioco vecchio, si giocava così ai tuoi tempi e forse eri anche bravo,” risponde il ragazzino che non toglie lo sguardo dall’uomo.
Lo conosce, ha studiato le sue tattiche ed è sicuro di batterlo. Avrà forse tredici anni, ma calca i campi da quando ha imparato a camminare. Si dice in giro che dorme su un cuscino ovale, ma è solo un pischello e l’uomo è alto e forte.

“Allora, barbagianni, vogliamo iniziare?”.
Il ragazzino si finge arrogante, vuole stuzzicare l’avversario per renderlo nervoso. Il suo allenatore gli dice sempre che il rugby è un gioco di cervello, cervello e tattica. forse ha ragione, ma quel bestione con la maglia della Scozia sembra non perdere il controllo.

Le squadre sono schierate per il calcio d’inizio. La Scozia deve calciare e il ragazzino si mette la maglietta dell’Australia nei pantaloncini. Non posso perdere la prima presa perchè la maglietta mi impiccia, pensa mentre il contatto con la superfice sintetica della divisa gli fa sudare le dita.

L’uomo calcia corto, proprio sul limite dei dieci metri e lancia le prime linee sulla palla. Il ragazzino è stupito, si aspettava un calcio lungo sui ventidue e rimane con le dita sudate. Prende il flanker e tenta di andare sulla palla, ma gli avanti della Scozia hanno preso il possesso. Ruck e palla al mediano scozzese che corre.

“Papà, ma così non vale”.
Il ragazzino alza le mani e guarda in direzione della cucina.

“Mammina non ti salverà stavolta”.
L’uomo prende la miniatura tra le dita e dichiara il drop, la posizione è da tre punti sicuri. L’Australia andrà sotto e poi sarà dura riprendersi con quel gioco di trincea in cui il padre è esperto. “Prendi e porta a casa”. Il vecchio pilone era riuscito con una ruck veloce e un drop a portarsi in vantaggio.

“Un drop?” domanda il figlio annusando nell’aria il profumo del ragù di sua madre. “Hai mai fatto un drop in vita tua?”

L’uomo si sfrega il naso con il palmo della mano e alza lo sguardo a cercare un ricordo.
“Forse in allenamento, ma la palla è rimasta a terra”.

Per fortuna che con il Subbuteo Rugby anche il padre pilone può infilare un drop al figlio apertura.

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Il subbuteo rugby è la variante rugbystica del più noto Subbuteo calcio.
Uscita di produzione negli Anni Settanta è stata riportata in vita da un gruppo di appassionati.
Il sito ufficiale è tablerugby.com che contiene varie informazioni.
Non esistono competizioni ufficiali, ma gli appassionati si incontrano per tornei amichevoli. Si predilige la componente estetica, con divise che sono le riproduzioni perfette delle squadre più rinomate.
Una volta all’anno gli appassionati si radunano per la più grande manifestazione che arriva a contare fino ad una quarantina di giocatori.
Non viene nominato un campione, il vero appassionato non ha bisogno di trofei.

(Articolo scritto per il sito minirugby.it.)

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