Incontro con l’autore: Ivano Mingotti


Il movimento cinque stelle di Brescia ha organizzato la sua prima festa a Roncadelle (BS). Mi sono preso l’impegno di portare una serie di autori esordienti a parlare del loro lavoro. La prima sera ha esordito Ivano Mingotti, un ragazzo milanese accompagnato dalla deliziosa fidanzata. Durante la presentazione è stato attaccato da un signore del pubblico, abbondantemente oltre la sessantina, che dopo una breve critica al movimento si è lanciato in un lungo monologo al quale l’autore ha risposto con un francesismo che vi invito a cogliere.

Probabilmente il signore era venuto alla festa per esternare la propria infelicità, ma nel nostro autore ha trovato pane per la sua dentiera.

Il mio parere personale sul suo libro è che si tratta di una buona idea, ma lo stile utilizzato è decisamente troppo difficile per un pubblico già poco attento come quello italiano. Ivano scrive in un modo molto istintivo, lui lo definisce “flusso di coscienza”, sicuramente di impatto ma poco adatto al lettore di passaggio. Il libro è la raccolta di nove punti di vista di persone che vivono sotto le dittature che hanno vinto la seconda guerra mondiale. L’idea ricorda “La svastica sul sole” di Dick o Fatherland, ma Ivano la usa non per la narrazione bensì per avere uno sfondo nero sul quale scrivere. Bravo è bravo, ma apprezzabile solo da lettori attenti.

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