Invidia


«Sono tutte balle. Come possono dire sui giornali e alla televisione che i soldi fanno la felicità ? A volte mi sveglio nel cuore della notte con l’ansia alla gola. Posso bere tutte le medicine del mondo, ma l’ansia non passerà mai. Mi stringe e mi tortura».

Julien si torturava i polsi con il cinturino dell’orologio e, dalla sua poltrona in pelle, poteva vedere lo spettacolo fuori dalla finestra.

«Guarda come si divertono. Tutti attorno al tavolo, con quelle posate spaiate».

Nell’appartamento di fronte al suo una famiglia era pronta per la cena. I genitori parlottavano tra loro e i due figli, un maschio di otto anni e la femmina di undici, ridevano guardando la televisione. Spaghetti al pomodoro, cosa c’era di più semplice e più gustoso di quel piatto. Il padre di famiglia si alzò asciugandosi velocemente le mani nel tovagliolo di carta.

L’osservatore avanzò verso la finestra per godersi la scena. Stava leggermente di lato per non farsi notare, ma non era mai successo che i vicini guardassero verso l’interno del suo loft.

Il padre tornò a tavola portando due pesche ben lavate e un grappolo d’uva. Si respirava aria fresca attraverso i muri delle pareti. Atomi di semplicità che volavano dall’appartamento della famiglia, saltando nel vuoto, verso la lussuosa casa di Julien.

«Anche il bravo marito. Porta la frutta in tavola e quella donna se lo mangia con gli occhi. Non parliamo di quei due mostriciattoli, senza videogiochi o playstation. Ridono e scherzano tutto il giorno. Vorrei tanto vedere se hanno anche dei bei voti a scuola. Domani chiedo alla mia segretaria di informarsi».

Gli sembrò di vedere un movimento dietro la tenda della cucina.

«No, non posso chiedere alla mia segretaria. Quella pettegola è amica della moglie e si insospettirebbe. Cosa avranno poi da dirsi quelle due. Ogni mattina si incontrano al bar sotto l’ufficio e bevono il caffè insieme ad altre femmine della stessa risma. Possibile che siano realmente così felici ? Impossibile. Nessuno è felice veramente».

I bambini terminarono di mangiare le pesche e si alzarono da tavola. La madre annuì con la testa mentre il padre assumeva un atteggiamento da finto burbero. Un pessimo attore. I due fratellini si sedettero sul divano, iniziava il loro telefilm preferito.

«Televisione. Ecco perchè sono così felici, si rimbambiscono e non pensano alla loro situazione. Tutti i mesi a fare i salti mortali per far quadrare i conti. Risparmiare ogni centesimo per andare in vacanze ad Agosto. I libri per la scuola, la pizza e il parrucchiere per la moglie. Dove trovano tutta quella sudicia allegria».

Julien non si faceva mancare nulla. Quando non andava al ristorante si faceva portare la cena a casa e aveva un buon elenco di escort suddivise per specializzazione. Doveva per forza essere felice. Gli doveva bastare. Eppure quel quadretto che vedeva ogni sera lo metteva di malumore. Quei quattro spendevano in un mese quello che lui sperperava in un fine settimana, solo che loro erano felici e lui si divertiva solamente.

«Ecco, tra poco telefona la suocera e il marito si ritira in cucina a leggere il giornale. Almeno questo sono sicuro che è un momento di noia. Forse non aspetta altro per mettersi in santa a pace nel suo angolino per fare i conti con la sua vita vuota. Se ne accorgerà che tutta questa loro felicità è soltanto una maschera, che è solo una messinscena per la felicità dei figli».

La testa di Julien si stava scaldando, succedeva sempre così quando esagerava con il Laphoraig. A essere sinceri non gli piaceva il Whisky, ma trovava che il senso di stordimento era più dolce di quello dato dal vino.

Come seguendo una trama la moglie rispose al telefono e il marito andò in cucina a leggere il giornale. Terminò la telefonata e la bambina disse qualcosa. Il padre tornò in sala sorridente e si accomodò in poltrona, la moglie al suo fianco appoggiò la testa sulla sua spalla. Il fratellino seguiva con attenzione e, dopo uno scambio di opinioni con la sorella, spense la televisione.

«Adesso cosa combinano ? Se hanno spento la televisione deve essere qualcosa di importante. Guarda guarda che anche loro hanno qualche momento di tristezza. Sembra di guardare dei pesci nell’acquario, senza audio non capisco nulle». Si versò un nuovo bicchiere di whisky.

La bambina inscenò un paio di passi di danza e finì l’esibizione con un lieve inchino. La mamma la abbracciò forte mentre gli uomini di famiglia applaudivano.

«Un balletto ? Ci mancava solo questo. Non bastava la cena tutti insieme, il marito premuroso e i bambini educati. Anche il balletto con gli applausi. Tutto questo è troppo. Io mi faccio il mazzo per riempirmi di oggetti e quelli sono semplicemente felici. Non è giusto, la felicità di deve conquistare e non può essere un regalo che viene dato a destra e sinistra senza una minima logica».

Julien era nervoso. Il suo whisky lo aveva agitato invece di calmarlo. Appoggiò il bicchiere sul tavolo in vetro e osservò l’alone circolare che bagnava la superficie.

«Altro che felicità, gli insegno io a stare al mondo. Domani inizio le pratiche per la riduzione del suo stipendio, c’è la crisi e bisogna stringere la cinghia. Mi consulterò con il commercialista e vedrò cosa si può fare. Se io non posso avere la loro felicità che almeno riesca a toglierne un po’».

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