Gola


L’ultimo uomo del mondo. Sembra una definizione che non lascia dubbi e invece necessita di spiegazioni. Se qualcuno leggerà questo mio lascito sarà già a conoscenza di tutta la storia terrestre, ma essendoci la remota possibilità che sia un uomo proveniente da un altro sistema solare, riassumerò in breve la storia.
Sono, anzi ero, un normalissimo impiegato di una normalissima azienda. Il mio compito consisteva nel riempire dei moduli con i dati anagrafici di clienti insoddisfatti del nostro servizio. Ero grasso, grassissimo per gli standard dell’epoca. Adoravo il cibo, specialmente quello ad alto contenuto calorico.
Un giorno mi sono svegliato e una luce innaturale riempiva il cielo, l’aria era terribilmente ferma e tutti i miei vicini erano scomparsi. Nessuno al bar, nessuno alla stazione di servizio e il mio luogo di lavoro senza alcuna forma di vita. Notai più tardi che gli animali invece continuavano la loro vita di sempre e la città ne sembrava invasa.
Una voce mi entrò nella testa e cominciò a comunicare con me. Non si esprimeva a parole, ma sembrava imprimermi i concetti direttamente nella mente. Con il tempo ho imparato anch’io a comunicare con loro usando lo stesso sistema. Una civiltà aliena aveva invaso la terra, ma la loro non era stata un’aggressione.
Mi raccontarono che per anni avevano studiato con cura il nostro metabolismo e avevano effettuato delle simulazioni, ma al momento del loro arrivo tutti gli uomini si sciolsero. L’idea di una persona che si scioglie è terribile e per fortuna me ne hanno risparmiato la visione. Gli animali sopravvissero e anche la quasi totalità dei vegetali.
Il vero mistero era legato alla mia sopravvivenza. Mi fecero delle analisi e mi studiarono a fondo, ma senza riuscire a capire cosa avessi di straordinario. Da quasi tre anni mi alimentano e mi tengono in vita come una specie protetta per riuscire a capire dove hanno sbagliato e se ci sono possibilità di un ripopolamento. Mi piacerebbe molto essere l’oggetto di un ripopolamento terrestre, ho talmente tanto arretrato…
Passo quindi le mie giornate passeggiando e dedicandomi alla mia vera passione, il cibo. Loro, così li chiamo perchè non li vedo e quando mi hanno detto il loro nome non sono riuscito a tradurlo, non mi fanno mancare nulla. Hanno la capacità di realizzare fisicamente ogni mio desiderio che contempli animali e piante.
Il mio primo pasto della nuova era fù un buffo esperimento. Visto che dissero di poter manipolare la materia gli chiesi una pernice arrosto con patate e funghi. Mi chiesero di immaginare con intensità ogni particolare e in pochi secondi si materializzò il piatto. Perfetto nella cottura e nei sapori. Mi spiegarono che non creavano l’oggetto dal nulla, ma catturavano la pernice, la cuocevano e in pratica preparavano il piatto come farebbe un qualsiasi cuoco.
Da quel giorno ogni mio desiderio si materializza e posso sperimentare abbinamenti culinari che neppure i grandi cuochi potevano osare. Divento sempre più grasso, questo è normale non facendo moto. Visto che non esistono più standard fisici a cui adeguarsi e che le donne sono estinte, posso accumulare tutto il lardo che voglio.
Non ho problemi di salute. Prima dell’invasione il mio peso era fonte di stress, ero a rischio infarto e il mio medico non faceva che consigliarmi diete su diete. Loro, come civiltà superiore, riescono sempre a mantenermi in perfetta forma. Credo grazie a una specie di medicinale che mi somministrano attraverso i pori della pelle. Ovviamente sono un pachiderma e faccio molta fatica a muovermi, ma dov’è il problema visto che non devo cercarmi da mangiare.
Tre pasti e due merende, cerco di darmi una regola così riesco a gustarmi meglio i sapori. I primi tempi mi ingozzavo e continuavo a farmi servire nuove pietanze. Praticamente era un flusso continuo. Dopo qualche settimana tutto era diventato insapore, non riuscivo a distinguere il dolce dal salato, così ho cominciato a organizzarmi.
Ogni pasto prevede uno stuzzichino iniziale, solitamente qualcosa di esotico e di sperimentale, un primo robusto e molto saporito con due bicchieri di vino. Dopo il primo mi prendo una pausa e fumo un sigaro, ho scoperto che il tabacco mi aiuta a resettare il gusto così posso affrontare il proseguo con il palato rinnovato. Il secondo è sempre carne o pesce, non amo gli esperimenti sul piatto fondamentale e di solito lo accompagno con un vino più forte. Infine il dolce. Su questo i miei amici sono insuperabili, sanno costruire cattedrali di sapore soltanto sul flebile abbozzo che gli fornisco; è una specie di gioco tra noi.
Mi hanno detto che loro si nutrono esclusivamente di una molecola simile al saccarosio, quindi zuccherina, e su quella riescono a costruire un vero e proprio universo del nutrimento.
Se qualche essere umano leggerà queste mie memorie non pensi che io sia infelice, tutt’altro. Vivo senza sforzo, come in paradiso e loro soddisfano ogni mio appetito. Forse manca solo una donna, ma mancava anche prima per colpa del mio aspetto fisico. Posso dichiararmi felice, soddisfatto totale.
Loro si scusano ogni secondo per aver sterminato il genere umano, ma dicono si sia trattato di un tragico errore e cercano in ogni momento di ricreare la razza umana. Sono sicuro che ci riusciranno, la loro civiltà è superiore ed è solo questione di tempo. Mi hanno promesso che se ce la faranno io sarò l’unico imperatore della terra e metteranno nel DNA della nuova razza un gene che inibisce la gola.
Così rimarrò l’unico goloso del mondo.

Advertisements
This entry was posted in Racconti. Bookmark the permalink.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s