CONVEGNO SUL NUCLEARE DEL 25 MARZO – PREPARIAMOCI


 

I produttori di energia nucleare

Sono circa 440 i reattori nucleari al mondo suddivisi in:

  • 104 USA
  • 59 Francia
  • 53 Giappone

I grossi consumatori di energia

La classifica dei primi 10 più grossi consumatori di energia contiene i nomi delle nazioni più evolute.

Consumo annuo
1 Cina 4.190 24,49%
2 USA 3.741 21,87%
3 Europa 2.950 17,24%
4 Giappone 963 5,63%
5 Russia 857 5,01%
6 India 600 3,51%
7 Brasile 600 3,51%
8 Canada 549 3,21%
9 Germania 544 3,18%
10 Francia 460 2,69%
11 Corea del Sud 386 2,26%
Totale 17.109

Capiamo quindi che Cina, USA ed Europa con le loro scelte condizioneranno le politiche energetiche di questo secolo. Sappiamo inoltre che la stessa Europa non è unita nelle proprie decisioni pertanto la tratteremo osservando come si muovono i singoli stati.

Cina e il nucleare

Nel 2009 l’energia nucleare in Cina ha generato l’1,89% dell’energia elettrica prodotta in totale nel Paese. A ottobre 2010, sono presenti in questa nazione 4 centrali elettronucleari in funzione che dispongono complessivamente di 13 reattori operativi e 2 in costruzione. Si stanno inoltre edificando 10 nuove centrali elettronucleari dotate di un totale di 22 reattori. La Cina ha varato il più grande e costoso piano industriale per lo sviluppo nucleare al mondo, intende passare da una potenza di 10GW al 2010 ad 80GW del 2020 fino ad arrivare a 400GW del 2050. Il paese ha infatti una immensa richiesta di energia, con aumenti nel comparto elettrico fra il 5 ed il 6% annuali, che non possono essere sopperiti totalmente da ulteriori aumenti della capacità fossile da carbone o dall’idroelettrico.

USA e il Nucleare

Barack Obama lo aveva promesso in campagna elettorale, durante il discorso sullo stato dell’Unione – gli Stati Uniti sono pronti a investire in una nuova generazione di impianti nucleari sicuri e «puliti» – e ora va verso la realizzazione della promessa. La prossima settimana il presidente darà il via libera ai prestiti garantiti per costruire la prima nuova centrale atomica negli Stati Uniti in oltre 30 anni. È la prima volta dopo più di trent’anni di stop.

Al momento negli Usa sono attivi 104 reattori sparsi in 31 stati che producono circa il 20% dell’energia elettrica utilizzata dal paese.

 

EUROPA e il Nucleare

L’energia nucleare europea è quasi esclusivamente francese. La Francia pur essendo il decimo consumatore è il secondo produttore e questo ci fa capire come le scelte di questa nazione siano sbilanciate rispetto agli altri stati europei

ATTRATTIVA PER LE ENERGIE ALTERNATIVE

Vediamo ora come questi consumatori si stanno orientando verso energie alternative.

CINA

Secondo l’indagine condotta da EC Harris la Cina ha conquistato il primo posto al mondo come nazione che investe la quota maggiore di capitali in progetti per la produzione di energia da fonte rinnovabile, dal momento che si stima siano stati investiti in questo comparto solo tra il 2007 e il 2010 tra i 120 e i 160 miliardi di dollari. Una crescita che è stata particolarmente significativa in un settore specifico delle rinnovabili cinesi, l’eolico, che ha fatto registrare una crescita massiccia nella nuova capacità istallata, in particolare nel nord del Paese dove è cresciuta di circa 40 volte dal 2005. Buona è però anche la previsione sul rendimento degli impianti fotovoltaici istallati nelle zone rurali che dovrebbero crescere del 20-25% all’anno.

USA

L’amministrazione Obama ha dato una personale visuale dell’abbattimento di CO2. Il nucleare come fonte quasi esclusiva di produzione energetica. Eolico, solare sembrano parole che appaiono nei discorsi ufficiali ma che non stanno generando progetti concreti.

EUROPA

Esistono atti normativi per aumentare la produzione di energie da fonti rinnovabili. Purtroppo l’Europa è unita solo nelle norme e l’attuazione di un piano globale è sempre difficoltosa. Singoli stati stanno cercando di trovare una via personale per risolvere il problema

PROGETTI CONCRETI E PROPOSTE

Friburgo

Vauban, un distretto di Friburgo, la prima e più grande città ecologica a dimensione umana, è l’esempio vivente di come gli esperimenti urbanistici ecosostenibili siano possibili

Tutto parte nel 1991 dalla decisione del comune di Friburgo, una città di 216.000 abitanti, di riservare il suo cuore medievale solo ai pedoni e di introdurre un’unica tariffa per i trasporti pubblici, sia tram che autobus, e riservare alle auto solo pochi parcheggi e lontano dal centro, spingendo all’uso delle bici per tutti gli spostamenti privati.
Da qui l’idea che ha portato alla creazione del quartiere di Vauban, un ambiente urbano che integrasse le varie funzioni tipiche della città residenziale in un unico spazio con le stesse linee-guida adottate da Friburgo.

Anche ora che l’esperimento è riuscito, i suoi abitanti continuano ad ingrandire il loro quartiere con nuove costruzioni, per consentire ad altri di vivere in un posto piacevole ed eco-solidale.

Vauban è nata e si è sviluppata come iniziativa dei suoi abitanti: un gruppo di persone che abitavano a Friburgo desiderava costruirsi un quartiere dove vivere a propria misura e così sono nati i primi “baugruppen”. Da qui si è partiti per assumere i professionisti che poi avrebbero progettato la cittadina sui desiderata del gruppo di fututi abitanti e non il contrario, come sempre accade con i nuovi quartieri.
Inoltre quest’iniziativa di costruzione diretta ha abbattuto i costi e coinvolto molti che all’inizio erano titubanti.

Integrare tutte le funzioni sociali e commerciali in un unico ambiente urbano è la chiave per la riuscita di un nuovo progetto urbanistico e la ragione del successo di vauban.
Infatti, riducendo i tempi per raggiungere il centro-città e avvicinando tutte le funzioni pubbliche ed i negozi si può limitare al minimo l’uso dell’auto privata e potenziare l’uso del trasporto pubblico. Friburgo dista da Vauban soli 4 km, 15 minuti in bici.
A completamento del quadro, lo spazio urbano destinato al parcheggio delle vetture, calcolato in 25%-30% della superficie è destinato ad aree verdi e zone gioco.

 

La città stessa è ricoperta di migliaia di metri quadrati di pannelli solari, sia termici che fotovoltaici. Dal ’94 al 2006 i soli pannelli termici hanno conquistato 11.000 metri quadrati di superficie a Friburgo. Anche il municipio, che è stato classificato monumento storico, ne ospita uno sul tetto. Friburgo si serve inoltre del solare passivo e dell’isolamento solare (che converte il calore di una parete esposta al sole in energia termica).

Non solo il sole, ma anche l’acqua e l’aria vengono sfruttate. La città accoglie sei centrali idroelettriche, e altrettante di tipo eolico da 2 megawatt ciascuna. Vi sono inoltre le centrali di cogenerazione e quelle che ricavano energia da biomasse

Se ben il 5% del fabbisogno energetico della città viene soddisfatto da fonti rinnovabili (e nel 2010 dovrebbe raggiungere il 10%), è anche grazie all’efficienza energetica degli edifici. Nel quartiere di Vauban, ad esempio, le case costruite in legno e rifinite con materiali naturali sono perfettamente isolate. Oltre a non disperdere calore, queste costruzioni sono dotate di pannelli solari e pompe geotermiche. Inoltre, possiedono sistemi di recupero dell’acqua piovana, e persino di quella dei servizi igienici, dalla quale si estrae biogas per uso cucina.

In questo modo le abitazioni di Vauban consumano il 30% di energia in meno rispetto a case “normali”. I loro costi di costruzione superano invece solo del 3% quelli comuni.

Vauban, nonostante disti 2km dal centro di Friburgo, è quasi interamente libera dalle auto:solo la via centrale e le due strade esterne sono aperte alle macchine. Assieme al centro storico, Vauban è il quartiere meno trafficato di una città che di per sé usa poco le automobili.

Neanche un terzo degli abitanti di Friburgo infatti, si serve quotidianamente della macchina. Con 400km di piste ciclabili e centinaia di parcheggi per biciclette, non c’è da meravigliarsi che il 27% degli spostamenti giornalieri avvengano in bici, più ancora di quelli a piedi (24%) o di quelli sui mezzi pubblici (20%).

L’aria di Friburgo, purificata anche dalla Foresta Nera che circonda la città, è di rara qualità. Anche le acque sono più pulite della media tedesca. Il LUBW (Istituto per ambiente, misure e salvaguardia della natura nella regione Baden-Württemberg) suddivide i corsi d’acqua della regione in ‘molto adatti’adatti’ e ‘non adatti’ alla balneazione

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