Tecnologie della decrescita felice


Sabato 4 ottobre, all’interno della manifestazione “Naturalmente Verona” si è svolto un incontro con Maurizio Pallante esponente di spicco del Movimento Decrescita Felice e Fabio Salviato, uno dei fondatori ed ora ex-presidente di Banca Etica e presidente del Movimento Etico Solidale.
Il tema era “Tecnologie della decrescita e finanza etica” ovvero soluzioni alternative per superare la crisi, definizione di linee guida e nuove politiche ambientali ed energetiche ispirate alla decrescita.
Secondo Pallante ci troviamo impantanati in una crisi da cui non si uscirà tanto facilmente se continueremo ad adottare le misure tradizionali legate al paradigma della crescita economica; da tempo media e istituzioni paventano un lento miglioramento e affermano che stiamo finalmente uscendo dalla più grave crisi economica del secolo, ma i seppur deboli segnali di ripresa non sembrano avere effetti né sull’occupazione né sul potere di acquisto dei “consumatori”.
Questo dipende dal fatto che quella che stiamo affrontando è una CRISI DI SOVRAPPRODUZIONE ovvero la domanda non riesce a smaltire l’eccesso di produzione; le politiche volte ad aumentare la capacità di acquisto, attraverso finanziamenti alle banche, le grandi opere come il famigerato ponte di Messina infatti hanno portato e porteranno ad un unico risultato: aumentare il debito pubblico.
Di fronte ad indebitamenti pubblici così elevati ora si tenta di passare a politiche di rigore per cui i cittadini di molti paesi come ad esempio la Grecia stanno già pagando il prezzo di un tracollo economico e finanziario senza precedenti.
Tutte le soluzioni proposte sono sempre e comunque volte a rilanciare la crescita economica, quindi a far crescere il pil, ma in un mercato saturo non fanno altro che peggiorare la situazione in particolare dal punto di vista energetico e ambientale. Pensiamo ad esempio ai finanziamenti al mercato delle automobili, o il piano casa varato dal nostro governo, quando la cementificazione selvaggia degli ultimi decenni ha prodotto un mare di appartamenti invenduti.
Le automobili e le case così come vengono pensate e costruite sono mangiatrici di fonti fossili..e lo scenario che ci si propone è grave, Pallante cita studi del Pentagono che stimano ormai superato il picco della metà delle fonti fossili disponibili.
Questo tipo di politiche IRRESPONSABILI DAL PUNTO DI VISTA ENERGETICO-AMBIENTALE non fanno altro che peggiorare le cose.
L’unica soluzione è indirizzare gli investimenti verso le TECNOLOGIE DELLA DECRESCITA ovvero tecnologie applicate a quei settori che operano verso una riduzione del consumo di energia, dei rifiuti e del consumo delle materie prime.
Secondo le previsioni lo sviluppo di queste tecnologie non porterà ad una diminuzione del pil nei primi anni, ma poi il pil scenderà a fronte di un risparmio dal punto di vista energetico. Si tratta di una “decrescita guidata” di alcuni settori.

I punti principali sono:

1- Impostare la questione energetica sulla riduzione dei consumi e ridurre drasticamente gli sprechi – riducendo i consumi ed evitando gli sprechi potremmo risparmiare fino al 70% dell’energia che consumiamo. Come sempre non si tratta di spegnere la luce e tornare alle candele ma di un consumo “attento”, sviluppando le tecnologie in direzione di un sempre maggiore risparmio energetico e minor impatto ambientale (ad esempio case) e riducendo i rifiuti sia alla fonte ad esempio gli imballaggi sia a fine vita riutilizzando la totalità o quasi dei materiali. In questo modo non esisterebbero “rifiuti” ma solo materiali riutilizzabili.
2- sviluppare le energie rinnovabili, settore in cui l’Italia è rimasta indietro negli ultimi anni rispetto ad altri paesi come la Germania. Lo sviluppo delle rinnovabili deve essere abbinato ad una riduzione drastica dei consumi.
3- puntare su piccoli impianti per autoconsumo – il modo più efficiente di produrre energia è attraverso piccoli impianti come i cogeneratori, i grandi impianti anche se ad energia rinnovabile come i parchi eolici non sono soluzioni auspicabili in quanto incentivano speculazioni e sprechi e resta il problema della distribuzione dell’energia sul territorio.
Usare la propria energia e il resto venderlo alla rete. In sintesi ridurre gli sprechi e sostituire le fonti.

Risparmiare sul consumo di materiali è un principio da applicare a tutte le attività produttive o commerciali, questo consentirebbe alle imprese di ridurre i costi di gestione investendo su tecnologia e lavoro; nel sistema industriale attuale invece gli investimenti in tecnologia sono volti a risparmiare sul lavoro e creare profitto.

L’intervento di Salviato invece delinea una guida etica attraverso i “pilastri della nuova economia” partendo da quella che è la cultura di Banca Etica.
Partendo dal presupposto che “non esiste una crescita infinita in un mondo finito”, la strada da seguire è quella di un comportamento eticamente corretto da parte in primis degli istituti di credito.
Tra le soluzioni alla crisi proposte c’è l’introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie, una maggior rintracciabilità del denaro che consenta di abbassare l’evasione fiscale, investimenti in progetti virtuosi di cooperazione e volontariato, recupero di terreni confiscati alla mafia, finanziamenti ai cittadini per l’installazione di impianti di autoproduzione di energia ecc.

Il Movimento per la Decrescita Felice e Banca Etica delineano nuovo scenari, soluzioni possibili e concrete per uscire dalla crisi.
Banco di prova sarà il prossimo grande evento che si terrà a Perugia sabato 9 ottobre ovvero il I Incontro nazionale dei Circoli del MDF durante il quale è previsto un tavolo di confronto con diverse realtà industriali italiane che hanno deciso di prendere in esame le soluzioni proposte dal MDF.

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