Edimburgh 27 Marzo 2010


Sono stato al torneo di Edimburgo con la mia formula weekend in famiglia. La città è bellissima, proprio come uno si immagina una città scozzese. Gli Scozzesi sono di una gentilezza imbarazzante, sembra facciano a gara per dimostrare che loro non sono Inglesi (famosi a quanto pare per essere sgarbati).
Arrivo Venerdì pomeriggio e mi fiondo a Murrayfield per assistere a Edimburgh-Scarlet di Magners League, la famosa Caltic League che vedrà due italiane l’anno prossimo ai blocchi di partenza. Anche stavolta stride il confronto tra il mondo del rugby e quello del calcio. Stadio favoloso, immaginatevi San Siro un pizzico più tecnologico. Prima di entrare mi soffermo nel negozio ufficiale a gustarmi tanto ben di Dio. Poi mi faccio la classica birra con una specie di tortino di carne. Entro e resto in ammirazione, per un amante del rugby Murrayfield è un tempio e questo basterebbe a giustificare la visita. I giocatori si stanno scaldando sul campo da pochi minuti, calci e passaggi. Mi siedo sulla mia bella poltroncina in tribuna (le curve sono chiuse per evitare buchi poco estetici) e guardo tutto come un bambino a Santa Lucia.
Poi inizia la partita, il livello è alto visto che l’Edimburgh è primo in classifica con il Leinster, gli Scarlett gallesi sono ai quarti di Challenge quindi non sono gli ultimi arrivati. Vincono i padroni di casa e il pubblico defluisce con molta calma, mi fermo ancora intorno allo stadio ma comincio ad avere freddo così prendo il bus e torno in Hotel.
Il giorno dopo visitiamo il Castello e tutti i classici di Edimburgo, birra compresa. Poi Domenica il torneo.
Mi sveglio tranquillo e arrivo al torneo in orario, ore nove in punto, ma tutti stanno giocando..saranno amichevoli. Vado al tavolo e mi dicono “mi spiace Mr Firmo, ma il torneo è già iniziato e lei ha perso la prima 4-0”. Sono spaesato, ma mando giù. Siamo in 4 nel girone a passano i primi due posso giocarmela.
Inizio contro Kevin Christopher, dato come tra i migliori scozzesi ma lo chiudo con delle difensive da Telefono Azzurro. Capisce che la differenza è incolmabile e tenta una sortita insensata al volo…1-0 per lui. Non è che mi preoccupo perchè la partita sarà mia. Attacco, domino e vinco 2-1. Il secondo round è contro Pierre De Leeuw del S.C Charleroi, un buonissimo giocatore che ha rastrellato gli altri due del mio girone. Mi mette subito sotto 2-0, ma gli prendo le misure e accorcio. Finirà 2-1 per lui, più forte ma sono decisamente in grado di giocarmela. Purtroppo pesa il 4-0 a tavolino e i due scozzesi si aggiustano per far passare Tom Wakeford. Dispiace perchè questo giocatore era il peggiore del girone e passa solo grazie al mio forfait. Gironzolo un po tra i tavoli e devo dire che il livello organizzativo non è degno di un Open Internazionale (vincerà Veraghen e c’erano i Mattersburg quindi il livello era alto). Le partite le scrivevano a mano su un foglietto di block notes e alla fine dei gironi l’organizzatore si è ritirato a compilare le classifiche dei gironi. Aggiungo che i campi erano di vario tipo, tutti ottimi, però esteticamente era un caos. Tavoli appoggiati su dei banchetti da riunione….e via così.
Guardo Tom Wakeford passare addirittura i sedicesimi giocando contro il nulla…dovevo esserci io e ancora mi domando perchè alle nove il torneo era già iniziato e magari per ospitalità potevano far giocare i due scozzesi come prima partita.
Comunque torno in centro e proseguo la visita alla città. In serata entriamo a mangiare qualcosa in un ristorantino che avevo adocchiato e mi dicono “mi dispiace ma dopo le 21 la cucina è chiusa”….le 21 ? ma se sono le 20….Noooooooooooo. Nella notte era cambiata l’ora e non lo sapevo, ecco perchè ho perso a tavolino. Non ero arrivato alle nove, ma alle dieci. Io ho fatto sicuramente la figura del pirla, ma anche l’organizzatore nelle mille email che mi ha mandato poteva anche avertirmi.
Mi consolo pensando che sarei arrivato agli ottavi, che ho visitato una città che consiglio a tutti e che ho visto la Celtic League nel tempio del rugby Scozzese.

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